Virus da punture di zanzara: accertati a Parma e provincia finora 1 caso di dengue e 4 di West Nile. Nel 2025 sono stati 12 i casi registrati: 1 di dengue e 11 di West Nile.
Con l’estate aumentano le occasioni di vivere gli spazi all’aperto, ma cresce anche la presenza delle zanzare, e quindi il rischio di contrarre alcune malattie virali come dengue, chikungunya, zika e West Nile.
“E’ sempre di grande importanza mantenere alta l’attenzione e unire gli sforzi non solo di Aziende sanitarie e istituzioni comunali ma anche dei cittadini per limitare la proliferazione delle zanzare e proteggere la salute di tutti”, sostiene Silvia Paglioli, direttrice del servizio Igiene e sanità pubblica dell’Azienda Usl di Parma.
LA PREVENZIONE PARTE DALLE NOSTRE CASE
Il contrasto alle zanzare non può essere efficace senza la collaborazione di tutti. Le aree pubbliche rappresentano infatti soltanto il 20-30% dei luoghi in cui le zanzare possono riprodursi, mentre il restante 70-80% è costituito da proprietà private.
Le zanzare hanno bisogno di quantità minime di acqua stagnante per deporre le uova. “Il cambiamento climatico in atto, che anche quest’estate vede intense piogge e lunghi periodi di caldo estremo, è una delle condizioni che favorisce la circolazione di zanzare”, afferma Lorenzo Ferri, referente per Azienda Usl di Parma del Gruppo tecnico di coordinamento regionale Zanzara tigre.
Per questo è importante eliminare regolarmente l’acqua presente nei sottovasi, negli annaffiatoi, nei secchi e in qualsiasi contenitore lasciato all’aperto, mantenere puliti tombini e grondaie ed evitare ristagni. Chi possiede un giardino dovrebbe inoltre mantenerlo curato e rimuovere gli sfalci d’erba. Quando non è possibile eliminare i ristagni d’acqua, è consigliabile utilizzare prodotti larvicidi, seguendo attentamente le indicazioni riportate in etichetta.
Diverso è il caso degli adulticidi, cioè i prodotti che eliminano gli insetti adulti. Al di fuori delle situazioni di emergenza sanitaria, il loro impiego dovrebbe essere limitato ai casi di elevata infestazione, poiché i principi attivi possono avere effetti sull’ambiente, sull’uomo e sugli animali, hanno un’efficacia limitata nel tempo e, se utilizzati in modo indiscriminato, possono favorire fenomeni di resistenza nelle zanzare.
IL RUOLO DI REGIONE, AZIENDE SANITARIE E COMUNI
Quando viene segnalato anche un solo caso sospetto di dengue, chikungunya o zika, il servizio di Igiene pubblica attiva entro 24 ore il protocollo previsto dal Piano regionale Arbo-virosi. Il protocollo prevede un intervento straordinario articolato in tre azioni integrate: trattamento adulticida, trattamento larvicida ed eliminazione dei focolai larvali nell’area interessata. Per questo, il servizio di Igiene pubblica trasmette al sindaco una proposta di ordinanza per consentire l’esecuzione degli interventi di disinfestazione straordinaria secondo le modali-tà stabilite dal Piano regionale.
Per il virus West Nile, invece, gli interventi adulticidi vengono programmati con finalità diverse, cioè ridurre il rischio di esposizione delle persone alle punture di zanzare potenzialmente infette, concentrandosi soprattutto in occasione di eventi serali all’aperto o in luoghi frequentati da soggetti più vulnerabili.
Il Piano Arbovirosi coinvolge numerosi soggetti istituzionali, tra cui Regione Emilia-Romagna, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, Arpae, Centri regionali Sangue e Trapianti, Laboratorio di riferimento regionale del Policlinico Sant’Orsola, dipartimenti di Sanità pubblica delle Aziende sanitarie e tutti i Comuni della regione, con l’obiettivo di individuare precocemente eventuali casi e contenere rapidamente ogni possibile diffusione.
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