L’amicizia con il tecnico ora all’Atalanta, Nicolussi Caviglia suo grande fan, e la storia di Luis Silvio Danuello alla Pistoiese. Il suo strano rapporto col calcio
Diciamoci la verità: a Guccini del calcio non è mai importato quasi niente. Al calcio, invece, di Guccini è sempre importato parecchio. Uno dei fan più grandi del cantautore modenese è stato Maurizio Sarri. Entrambi “orsi” — uno del Valdarno e l’altro di Pavana —, entrambi maestri, uno del pallone e l’altro della parola. Sarri, cresciuto con i suoi brani, non ha mai nascosto l’immensa stima per l’artista. Una delle prime cose che fece fuori dal campo dopo la firma con la Juventus (squadra da sempre tifata, seppur tiepidamente, dal Maestro) fu proprio organizzare un incontro con il suo idolo di gioventù. I due si conobbero grazie al giornalista Marino Bartoletti, che allestì una cena a base di vino, aneddoti e canzoni. “Sarri non voleva più andare via, poi si è ricordato che di lì a un paio di settimane sarebbe iniziato il ritiro”, rivelò il giorno dopo Bartoletti. Il giornalista raccontò anche della grande curiosità di Guccini nei confronti di Cristiano Ronaldo: “Guccini che chiedeva a Sarri di Ronaldo, Sarri che chiedeva a Guccini di Bertoncelli (quello de L’Avvelenata). Guccini che chiedeva a Sarri chi vedesse favorito per il campionato e Sarri che chiedeva a Guccini se, quando compone, nasca prima il testo o la musica (‘Quella che nasce è sempre un’idea, caro Maurizio’).
guccini e i calciatori—
Parole e poesie che hanno stregato anche i calciatori di oggi, come Hans Nicolussi Caviglia, che in numerose interviste ha confessato che uno dei suoi sogni era assistere a un suo concerto: “Lo ascoltavo da piccolino in macchina con papà quando andavamo a sciare e me ne sono innamorato. Purtroppo non l’ho mai visto dal vivo, ma solo su YouTube: Cyrano, Quello che non…, Farewell, Incontro, La locomotiva sono le mie preferite. Di lui mi piace che le cose che diceva a suo tempo sono valide oggi e lo saranno tra cent’anni”. C’è persino chi ha cambiato numero di maglia per lui: Paolo Faragò, terzino che nel 2021 passò dal Cagliari al Bologna. La sua prima scelta sotto le Torri fu prendere il numero 43, il civico della celebre Via Paolo Fabbri: “Da circa tre anni sono diventato un fan super appassionato di Guccini. Negli ultimi due anni ho ascoltato praticamente solo la sua musica. Per questo ho pensato fosse un’idea carina venire a Bologna e scegliere la maglia numero 43, in onore di quel civico”.
guccini e la pistoiese—
Ma la passione calcistica di Guccini non si è mai limitata ai soliti colori, soprattutto quando di mezzo c’era la provincia. Fu il caso della stagione 1980-81, quella della storica Pistoiese in Serie A: una squadra che sembrava uscita direttamente da una delle sue canzoni, operaia, romantica e capace di sognare in grande. Di quella formazione Guccini rimase affascinato soprattutto dalla storia di Luis Silvio Danuello, centrocampista brasiliano arrivato in Italia tra enormi aspettative. Vittima di un’incredibile incomprensione tattica e linguistica, venne impiegato per errore come punta centrale, chiudendo la sua parentesi nel massimo campionato con sole sei presenze e zero reti. Un’avventura surreale che si concluse tra i tavoli di un bar di Pistoia, dove il brasiliano si ritrovò a servire i clienti prima di fare ritorno in patria.
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