È stata intercettata la circolazione virale del virus West Nile nella provincia di Perugia. L’annuncio porta la firma della Direzione regionale Salute e Welfare della Regione Umbria. Dai controlli svolti sull’avifauna selvatica, grazie alla collaborazione con le Atc (Ambiti Territoriali di Caccia) regionali, il virus è stato isolato in alcuni esemplari di gazza, uno dei volatili più diffusi su tutto il territorio regionale. La Regione ha spiegato, rassicurando i cittadini, che il virus West Nile non si trasmette in alcun modo per contatto diretto tra persone o da animale a uomo.
L’infezione si contrae esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette, in particolare la zanzara comune (Culex pipiens), che hanno precedentemente punto uccelli selvatici infetti, i quali costituiscono il serbatoio naturale del virus. Proprio il costante controllo della gazza (Pica pica), “specie bersaglio” stanziale per la sorveglianza attiva, consente agli esperti di individuare la presenza del virus nell’ambiente con largo anticipo, prima che possa interessare l’uomo o altri animali. Per la provincia di Perugia, classificata come area ad alto rischio, il piano regionale stabilisce un programma molto rigoroso che prevede ben quattrocento campionamenti su queste specie.
“L’intercettazione del virus ha fatto scattare subito i protocolli previsti per la massima tutela della salute pubblica”, hanno spiegato dalla Regione. “Sul fronte trasfusionale, sono state già avviate le misure di sicurezza per le donazioni di sangue ed emocomponenti nella zona interessata, così da azzerare ogni possibile rischio. In parallelo, le amministrazioni comunali coinvolte sono state sollecitate a rafforzare subito i trattamenti larvicidi e le azioni di contenimento delle zanzare nelle aree più sensibili, mentre prosegue ogni quindici giorni il monitoraggio tramite trappole dedicate per verificare la densità degli insetti sul territorio”.
Lo studio del Ministero della Salute: incubazione e sintomi
Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Tra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi lievi: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.
I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150) e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.
Diagnosi
“La diagnosi viene prevalentemente effettuata attraverso test di laboratorio (Elisa o Immunofluorescenza) eseguiti su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM. Questi anticorpi possono persistere per periodi anche molto lunghi nei soggetti malati (fino a un anno), pertanto la positività a questi test può indicare anche un’infezione pregressa. I campioni raccolti entro 8 giorni dall’insorgenza dei sintomi potrebbero risultare negativi, pertanto è consigliabile ripetere a distanza di tempo il test di laboratorio prima di escludere la malattia. In alternativa la diagnosi può anche essere effettuata attraverso PCR o coltura virale su campioni di siero e fluido cerebrospinale”, si evince dal bollettino sanitario.
Prevenzione: le regole previste
Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare.
Pertanto, è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente: usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto, utilizzando zanzariere alle finestre, svuotando frequentemente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante, cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali e tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono utilizzate.
Terapia e trattamento
Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita.