Cinque agenti della polizia locale di Milano sono stati arrestati all’alba di giovedì 6 agosto. Si tratta di un ufficiale e quattro agenti. Agli indagati, stando a quanto trapelato, sono stati contestati – a vario titolo – i reati di arresto illegale, peculato e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale.

Chi sono gli agenti arrestati: i loro nomi

Le misure cautelari, disposte dalla procura di Milano, sono state eseguite dai ghisa del reparto radiomobile. Le indagini, sempre condotte dai “ghisa” e coordinate dalla procura, sono scattate in seguito alla denuncia dell’avvocato difensore di un soggetto arrestato il 16 luglio dai cinque indagati.

Il comandante: “Il corpo sa reagire”

“Dalla segnalazione ricevuta – commenta il comandante della Polizia Locale, Gianluca Mirabelli – sono bastati quindici giorni per ricostruire, con la guida dell’Autorità Giudiziaria, una vicenda indubbiamente dolorosa, ma che dimostra quanto il Corpo sappia reagire e sia refrattario a condotte per le quali non esistono giustificazioni. Non saranno certo cinque singoli individui a compromettere l’onorabilità di oltre 3.300 donne e uomini che ogni giorno svolgono il proprio dovere con dignità, rigore e profondo senso del delle istituzioni”.

Venerdì l’interrogatorio

Gli interrogatori di garanzia si terranno domani pomeriggio (venerdì) nel carcere di San Vittore. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari di Milano Elio Sparacino. Come accennato, i cinque agenti sono stati arrestati per peculato e falso. Avrebbero inoltre sottratto 1.400 euro a un loro arrestato per droga, il 16 luglio, e falsificato i verbali. L’inchiesta del pm Giovanni Tarzia contesta anche l’ipotesi di reato di arresto illegale. Fra gli indagati, assistiti dagli avvocati Giovanni e Nicolò Briola, c’è anche una commissaria donna, la più alta in grado. La misura cautelare riguarda un solo episodio, ma, da quanto si apprende, il quadro dell’indagine sarebbe più ampio e riguarderebbe i comportamenti di una ‘squadretta’ di agenti infedeli, sottolineano più fonti a conoscenza del fascicolo. Ci sarebbero quindi pù episodi da ricostruire. Il gip ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari del pericolo di reiterazione dei reati e di inquinamento probatorio.