di
Lia Capizzi
Le azzurre si prendono il primo posto del podio davanti alle ucraine e alle tedesche nell’ultima giornata di gare
Les jeux sont faits. La spettacolare cinquina di Chiara Pellacani. Cinque medaglie d’oro in cinque gare disputate, roba da stropicciarsi gli occhi per esserne sicuri. L’obiettivo della vigilia che qualcuno aveva magari giudicato troppo pretenzioso, diventa una magnifica certezza per la 23enne romana. L’evoluzione di una campionessa che in questi Europei 2026 di Parigi si mette al collo cinque oro e conquista lo status definitivo di fuoriclasse. Anzi, di leggenda. Nessuna aveva mai conquistato cinque titoli in una singola edizione.
«Devo realizzare tutto questo, ci sarà tempo», commenta a caldo Chiara che rivela una dote da veggente. «Sinceramente me l’ero immaginato. Cioè, con la mia famiglia avevamo immaginato di essere a fine gara insieme e fare una foto con cinque medaglie d’oro. Sono contentissima di essere riuscita a restare concentrata fino alla fine. Questo quinto oro arriva una gara importantissima perché il sincro è disciplina olimpica. I miei Europei si chiudono nel migliore dei modi», sorride, con un misto di incredulità ma anche tranquillità Pellacani.
Il suo quinto oro nel sincro 3 metri arriva insieme ad Elisa Pizzini. Tommaso Marconi, l’allenatore di Pellacani, è il primo che festeggia a bordovasca con la manita, lo imiteranno in tanti. Una finale tutt’altro che scontata. Ecco perché merita un plauso la 22enne veronese Elisa che per competere ad alti livelli aveva deciso di scommettere su sé stessa, di trasferirsi a Roma per farsi allenare da Benedetta Molaioli. Proprio in questi Europei storici targati Pellacani, si sono visti i grandi progressi di Pizzini che ha chiuso al quarto posto dal trampolino 3m ed è stata quinto dal metro. Entrambe le gare dominate, ca van sans dire, da Chiara con punteggi da marziana.
«Una soddisfazione immensa riuscire a saltare bene, con il sorriso e serena, e vedere che questi sono i risultati. Sono molto grata a Chiara perché è lei a farmi vedere come funziona tutto, anche il suo modo di approcciarsi alle gare – festeggia Elisa Pizzini. «Sono contenta che Elisa si sia resa conto delle sue possibilità. Questi risultati aiutano tanto. La cosa più importante è crederci sempre, e continuare a lavorare. Sono sicura che da ora in poi Elisa lo farà molto più convinta», le parole di Pellacani da leader.
La finale del sincro vive del dramma delle fortissime britanniche Yasmin Harper e Scarlett Mew Jensen, sbagliano totalmente il secondo e terzo tuffo. Sono completamente in bambola, purtroppo per loro. Un doppio zero di valutazione fa male all’orgoglio, decidono di ritirarsi. Chiara ed Elisa hanno un sobbalzo nel secondo tuffo, impreciso l’ingresso in acqua di Pizzini nel salto mortale rovesciato (poco pagato, 46.20), poi iniziano a ingranare e non ce n’è per nessuna. Il doppio e mezzo avanti con un avvitamento equivale al loro grido di battaglia (70.20 punti) ma il vero capolavoro è il triplo e mezzo avanti (73.47) che ipoteca l’oro.
Il finale con il doppio e mezzo ritornato (70.20) è la consacrazione di una coppia che diventa regina d’Europa (308.07), lasciando a quasi 30 punti le ucraine campionesse in carica Kseniia Bochk e Diana Karnafal (278.40).
Il punteggio delle azzurre vale un podio olimpico, sarebbe stata una medaglia a Parigi 2024. Discorso che non ha senso, per carità, ma vale giusto come metro di misura tecnico. Elisa e Chiara da oggi in poi possono iniziare a sognare il sole della California, quello che ospiterà i Giochi di Los Angeles 2028. Dal canto suo, Chiara Pellacani, può chiudere le valigie con leggerezza. Questa volta non lascia Parigi tra le lacrime (i due quarti posti dell’Olimpiade 2024). A distanza di due anni saluta la capitale francese con un sorriso, coinvolgente, con un record storico di cinque medaglie d’oro. Mai nessuno come lei.
6 agosto 2026 ( modifica il 6 agosto 2026 | 20:05)
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