Nella serie la solidarietà femminile è un tema importante.
«Quella e l’amicizia tra donne, come tra Rebecca e Keeley, interpretata da Juno Temple. Si adorano come ci adoriamo noi nella realtà. Mi considero una girl’s girl, mi piace avere tante amiche. Credo che formino la famiglia che ti resta accanto per tutta la vita».
Rebecca ha affrontato il divorzio, il tradimento e una maternità mancata.
«Posso capire il suo dolore: mi avevano detto che non potevo avere figli. Poi, per fortuna, nel 2014 ho avuto Kitty. Nei nuovi episodi Rebecca, a cinquant’anni, è appagata e si è rifatta una vita, ma prima ha dovuto raccoglierne i pezzi e rimettere insieme il puzzle. Il messaggio di speranza che trasmette è ciò che amo di più della serie».
Che impatto ha avuto su di lei compiere cinquant’anni?
«Nessuno, a quest’età si è piene di vita e in gamba. I cinquanta sono i nuovi quaranta, i nuovi trenta, i nuovi venti. Anzi, sono i nuovi “chi se ne frega”: l’età non conta. A chi li ha appena compiuti dico: “Aspetta e vedrai. È favoloso”».
Anche adesso che Hollywood è sempre più ossessionata dai corpi delle attrici?
«Parlo per me: non mi interessa essere un sex symbol. Voglio solo lavorare».