di
Vera Martinella

Un’indagine condotta da AstraRicerche per Fondazione Veronesi conferma: rispetto alle sigarette tradizionali i nuovi prodotti da fumo beneficiano di una reputazione migliore. Ma non sono «inoffensivi» per la salute

Meno nocive, ma non innocue: alcune ricerche hanno suggerito che sia le sigarette elettroniche sia quelle a tabacco riscaldato sono meno dannose del classico tabacco, ma altri studi hanno ormai chiarito che non sono dispositivi «inoffensivi» per la salute. Per esempio, già diversi anni fa indagini scientifiche hanno concluso che le e-cig possono causare danni a causa delle presenza di alcune sostanze pericolose, come metalli pesanti e aldeidi nell’aerosol. La maggior parte dei consumatori, però, si sente al sicuro e crede (sbagliando) di utilizzare prodotti poco e per nulla pericolosi. «Senza considerare che è molto difficile condurre delle verifiche rigorose visto che esistono decine e decine di marchi, liquidi, ricariche, aromi differenti – sottolinea Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica -. E che con i nuovi dispositivi, tipo le puff bar, è faticoso misurare le quantità inalate ogni giorno». Soprattutto i ragazzi, infatti, svapano di continuo e proprio in adolescenti e giovani adulti sono state dimostrate le prime conseguenze: diversi studi scientifici hanno evidenziato un aumento di disturbi respiratori dovuti allo svapo: bronchiti, asma, affanno, infiammazioni. E poi sono tanti gli indizi raccolti in merito ai danni sui polmoni di giovani e adulti, compresa una certa casistica di polmonite lipoidea, che si può verificare per l’inalazione di sostanze oleose.

Nuovi prodotti considerati meno pericolosi: l’indagine

Un’indagine condotta ad aprile 2026 da AstraRicerche per Fondazione Umberto Veronesi conferma ciò che tutti gli addetti ai lavori sospettavano: rispetto alle sigarette tradizionali i nuovi prodotti da fumo beneficiano di una reputazione migliore, hanno un’immagine di minore pericolosità. Il 57,2% degli intervistati giudica le sigarette «classiche» molto dannose, opinione diffusa soprattutto tra gli over 40enni, gli utilizzatori di nuovi dispositivi e i forti tabagisti (consapevoli dei rischi a cui vanno incontro) e il 32,5% le reputa abbastanza nocive: insomma, quasi il 90% degli interpellati sa che sono molto pericolose. Per i nuovi dispositivi, invece, la percezione del rischio appare più attenuata: solo il 26,1% li considera molto dannosi (più le donne, i 18-29enni e i 50-65enni e forti fumatori di sigarette tradizionali), mentre il 43,8% abbastanza dannosi (69,9% in totale). «Il pericolo di malattie o morte causati dal tabacco cresce con l’aumentare delle sigarette fumate e diminuisce man mano che cresce il numero di anni in cui si è smesso di fumare – ricorda Giulia Veronesi, membro del Comitato di lotta al fumo di Fondazione Umberto Veronesi -. E bisogna sempre ricordare che non è mai troppo tardi per smettere: si traggono sempre dei benefici preziosi».



















































Danni causati da liquidi delle e-cig e stick riscaldati

«Ci sono voluti decenni di osservazione e tantissimi dati raccolti per conoscere le conseguenze del tabacco “tradizionale” sul nostro organismo e comprendere, per esempio, che è il primo responsabile di migliaia di casi di cancro ogni anno» ricorda Di Maio. Le sigarette elettroniche e, ancor di più i prodotti da tabacco riscaldato (o cosiddetti «senza fumo»), immessi sul mercato nel 2014, sono troppo recenti perché si possa sapere sul lungo periodo cosa succede a chi ne fa uso. «Alcuni dati, però, hanno già iniziato ad arrivare – dice Roberto Boffi, responsabile dell’Unità di Pneumologia e del Centro antifumo all’Istituto Nazionale Tumori di Milano -. Sappiamo che i liquidi delle e-cig e gli stick riscaldati espongono l’organismo a metalli pesanti, composti organici volatili e aromi potenzialmente nocivi. L’inalazione continuativa è associata a infiammazioni polmonari, tosse, dispnea e sibili. Questi aerosol possono favorire infezioni, irritazioni e aumentare la probabilità di sviluppare malattie croniche come la Bpco, broncopneumopatia cronica ostruttiva, l’asma e l’enfisema. Senza dimenticare – conclude Boffi – la nicotina che, oltre a dare un’elevata dipendenza fisica e psicologica, può causare tachicardia e vasocostrizione, con ripercussioni sulla pressione arteriosa e l’integrità della parete dei vasi sanguigni».

Venticinque malattie causate dal tabacco

Il fumo è fra le cause scientificamente certe di 25 diverse malattie, tra cui molti tipi di cancro (cavità nasali, bocca, faringe, laringe, esofago, stomaco, fegato, colon, pancreas, rene, uretere, ovaio, cervice uterina, leucemia mieloide). In particolare al tabacco si deve ben il 70% dei casi di tumore della vescica, mentre quello del polmone sarebbe una malattia rara se non si fumasse, visto che circa l’85% delle persone colpite da questa patologia è o è stato un fumatore. Il fumo fa poi lievitare la possibilità di danni al cuore e al sistema circolatorio, favorendo patologie come ictus, infarto, cardiopatia ischemica e danni alle arterie. C’è anche, ovviamente, una lunga serie di patologie respiratorie (dalla broncopneumopatia cronico ostruttiva o Bpco a enfisema e bronchite cronica). Infine, un numero consistente di disturbi meno noti: dalla parodontite e i danni gengivali all’invecchiamento della pelle; dalle disfunzioni sessuali nei maschi alla riduzione della fertilità; dai problemi in gravidanza a quelli per l’apparato scheletrico, dove aumenta il rischio di osteoporosi e fratture, specialmente a carico di anca e colonna vertebrale.

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6 agosto 2026