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Redazione online

L’anticipazione del quotidiano britannico Guardian. La struttura ospiterà la forza internazionale di stabilizzazione della Striscia

Nella Striscia di Gaza martoriata dalle azioni dell’esercito israeliano e da una dilagante crisi umanitaria arriva il primo intervento del Board of Peace presieduto da Donald Trump: una base militare in grado di ospuitare 150 soldati. L’anticipazione è stata pubblicata dal quotidiano britannico Guardian. 

Il contratto, secondo il giornale, non è stato ancora finalizzato  ma sarebbe alle battute conclusive: l’infrastruttura sarà realizzata da una società americana, la Arkel International, con sede in Lousiana e che ha già partecipato ad appalti per l’esercito asmericano in Iraq. La fonte citata dal Guardian, un funzionario del Board of Peace,  ha dichiarasto che «uno dei potenziali contratti riguarda le strutture a supporto della forza internazionale di stabilizzazione (ISF), che contribuirà all’attuazione degli accordi di sicurezza e governance previsti dalla tabella di marcia».



















































La base militare avrà dimensioni molto ridotte, 100 metri per 120, soregerà in una porzione di Gaza già controllata da Israele e ospiterà un contigente a rotazione non lontano dal confine tra la Strscia e lo Stato ebraico.  

Il Board of Peace è un organismo voluto da Donald Trump con l’obiettivo di avviare la ricostruzione del territorio palestinese. Ne fanno parte tra gli altri il genero del presidente, Jared Kushner e Steve Witkoff, entrambi negoziatori per la Casa Bianca in Medio Oriente. Il primo passo del Board dovrebbe essere la creazione di una «forza internazionale di stabilizzazione» ma fino a oggi non è stato chiarito con quali tempi il piano verrà attuato. 

Nei giorni scorsi Trump aveva annunciato il raggiungimento di un accordo di pace a Gaza che però non sembra di facile attuazione. Il patto prevede il disarmo di Hamas che però non è disposta a deporre le armi fino a quando l’esercito israeliano non si sarà ritirato dalla Striscia. Netanyahu a sua volta subordina il ritiro delle sue truppe al disarmo di Hamas. 

7 agosto 2026