
Ralph Fiennes è Ulisse in Itaca. Il ritorno
UN’ALTRA ODISSEA, diversa da quella di Christopher Nolan, è possibile? Intendiamo oggi, un quarto di secolo dopo l’inizio del terzo millennio… La risposta è sì e lo scoprirete stasera guardando Itaca. Il ritorno di Uberto Pasolini (in realtà discendente di Luchino Visconti, autore dei notevoli Still Life e Nowhere Special). Con Ralph Fiennes invece di Matt Damon nei panni di Ulisse.
Itaca. Il ritorno arriva in prima visione tv oggi venerdì 7 agosto, in prima serata su Rai 3. Inizia alle 21,15 ed è visibile anche in contemporanea streaming su RaiPlay.

Ralph Fiennes e Juliette Binoche: Ulisse e Penelope
Dura 116 minuti, 56 in meno rispetto a Odissea di Christopher Nolan. Altra differenza: entrambi liberamente ispirati al poema omerico, si distiguono per il momento della storia scelto. Itaca si concentra, fin dal titolo, sull’arrivo a casa. Il ricongiungimento con Penelope e Telemaco, il rapporto con il pastore Eumeo. L’iniziale non volersi presentare a corte di Ulisse, mantenendo segreta la sua identità. Fino a che la morte del padre e la violenza crescente dei Proci non lo spingono a partecipare alla fatidica gara di tiro con l’arco.
I vent’anni della Guerra di Troia e del viaggio, in Itaca sono fantasmi nella testa di Ulisse. Che noi non vediamo. Qui poi non ci sono dei, ma solo uomini. Soprattutto, tanto Odissea di Nolan è un kolossal (per budget, tecnica e tutto il resto), tanto questo è minimal, indie, intimo. Girato non in giro per il mondo, ma “solo” a Corfù e nel Peloponeso. Con un finale diverso. Ma ugualmente riuscito, intelligente, emozionante. Se vogliamo, è l’idea del (non)eroe schiacciato e bloccato dal proprio senso di colpa (stress post traumatico, diremmo oggi) ad accomunarli, come se fosse questa l’unica interpretazione contemporanea possibile del poema omerico. Comunque, Itaca è davvero un film da non perdere. Basterebbe il cast (davvero eccelso).

Claudio Santamaria è Eumeo
Quando uscì, Mattia Pasquini nella sua recensione scrisse: “Davvero l’Ulisse di Itaca. Il ritorno (non casuale il cambio del titolo: protagonista è la casa, la culla) sembra un reduce che oggi definiremmo sofferente di DSPT. Disturbo da stress post traumatico. Una scelta coraggiosa, quella di abbandonare gli aspetti più mitici e fantastico-allegorici dell’opera di Omero per sfruttarne l’umanità e l’attualità. Concentrandosi sul dolore di una famiglia reduce dall’ennesima guerra. Pacifista senza scadere nel pamphlet e nell’eccedere in drammatizazioni fini a sé stesse, il regista usa gli archetipi millenari per farli parlare al pubblico moderno. Certo, sono fondamentali le incredibili interpretazioni di Fiennes e Binoche e tutto il cast, con una menzione speciale per il nostro Santamaria. Tutto contribuisce a trasformare questa “storia di coloro che partono per la guerra e di coloro che rimangono indietro” – scritta con Edward Bond e John Collee – in un revenge movie, tanto cruento quanto straziante”.