Il fuoco di Sant’Antonio non arriva dall’esterno: è il ritorno di un virus che l’organismo conosce già. Il virus varicella-zoster, dopo la varicella, può restare silenzioso per decenni nei gangli nervosi e riattivarsi quando il controllo immunitario si indebolisce, soprattutto con l’età. Il risultato è spesso un’eruzione dolorosa a fascia, ma il problema può non finire con la scomparsa delle vescicole: in una quota dei pazienti il dolore nervoso persiste per mesi o anni, nella cosiddetta nevralgia post-erpetica. Ora un nuovo candidato vaccino, LZ901, ha superato una delle prove più importanti del suo sviluppo. In un trial di fase 3 pubblicato il 7 agosto su Nature Communications, 26.018 adulti dai 40 anni in su sono stati assegnati in modo casuale a due dosi di vaccino oppure placebo, somministrate a 30 giorni di distanza. Nel periodo di osservazione sono comparsi 15 casi di herpes zoster tra i vaccinati contro 178 nel gruppo placebo.
Tradotto in termini statistici, l’efficacia complessiva è risultata del 91,6%, con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 86,3 e 95,3%. Il dato è particolarmente netto tra i 40 e i 69 anni, fascia nella quale l’efficacia stimata raggiunge il 93,9%. Negli adulti di 70 anni o più, invece, la stima scende al 66,9% e soprattutto diventa molto meno precisa: l’intervallo di confidenza va dal 14,6 all’89,2%. Non significa che il vaccino “non funzioni” negli anziani, ma che in quel sottogruppo i dati raccolti finora consentono conclusioni molto meno solide. Il follow-up riportato riguarda inoltre circa il primo anno dopo la vaccinazione: gli stessi autori spiegano che il monitoraggio continuerà per valutare la durata della protezione fino a tre anni. Il 91,6%, quindi, è un risultato molto forte, ma non va letto come una garanzia identica per tutte le età né come una misura della protezione a lungo termine.
LZ901 è un vaccino ricombinante: utilizza una forma ingegnerizzata della glicoproteina E del virus varicella-zoster, legata a frammenti Fc e associata a idrossido di alluminio come adiuvante. L’obiettivo è presentare con particolare efficacia l’antigene al sistema immunitario e stimolare sia la risposta anticorpale sia quella cellulare, fondamentale per tenere sotto controllo un virus capace di restare latente nei nervi. Sul fronte della tollerabilità, dolore e altre reazioni nel sito di iniezione, insieme a sintomi sistemici, sono stati più frequenti con LZ901 rispetto al placebo, come prevedibile per un vaccino attivo. Le reazioni di grado 3 sono state però rare e comparabili tra i gruppi, intorno allo 0,3-0,4%, e gli autori non hanno segnalato eventi avversi gravi attribuiti al vaccino. Anche la nevralgia post-erpetica è apparsa nettamente meno frequente tra i vaccinati, ma su questo endpoint secondario è prudente attendere la versione editoriale definitiva del lavoro: Nature Communications specifica infatti che quella pubblicata oggi è ancora una versione non editata del manoscritto.

C’è infine un punto da non perdere: LZ901 è ancora un candidato vaccino e questi risultati non cambiano, oggi, le raccomandazioni vaccinali in vigore. Il prodotto è stato sviluppato in Cina e la domanda di autorizzazione è stata presentata all’autorità regolatoria cinese; nelle informazioni più recenti disponibili risulta ancora in fase di valutazione. In Italia la vaccinazione contro l’herpes zoster è già prevista dal calendario nazionale, con offerta attiva e gratuita ai 65enni e raccomandazioni specifiche anche per diverse categorie a rischio. Esistono inoltre già vaccini ricombinanti altamente efficaci contro lo zoster: la novità di LZ901, quindi, non è l’invenzione della prevenzione, ma la possibile disponibilità futura di un’altra opzione con una tecnologia diversa e risultati di fase 3 molto competitivi. La vera domanda, adesso, è quanto a lungo durerà questa protezione e quanto sarà robusta proprio nelle persone più anziane, quelle che del fuoco di Sant’Antonio sopportano il rischio maggiore.
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Li J., Jin P.-F., Quan Y.-R. et al., “The efficacy, immunogenicity and safety of a recombinant tetrameric gE-Fc fusion protein vaccine for herpes zoster in adults 40 years of age or older: a multicentre, randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 3 trial”, Nature Communications, 2026. DOI: 10.1038/s41467-026-76313-w.

