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Redazione Cronache

Secondo l’Autority i dodici consorzi di valle non si facevano concorrenza: decidevano insieme il prezzo degli skipass. Dal 15 ottobre chi ha sciato nelle ultime tre stagioni potrà chiedere un buono pari al 30% della spesa o un rimborso del 20%. Divisi i consumatori

Trenta milioni di euro tra rimborsi in denaro e buoni sconto, ai quali se ne aggiungono altri venti in promozioni congelate per cinque stagioni. È il conto finale dell’istruttoria che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva aperto nel luglio 2025 sul Federconsorzio Dolomiti Superski e sui dodici consorzi di valle che ne fanno parte, da Cortina all’Alta Badia, dalla Val Gardena a Plan de Corones alla Val di Fassa. Il procedimento si è chiuso oggi «con impegni»: nessuna sanzione, ma un pacchetto di obblighi che l’Antitrust ha giudicato sufficienti a superare i propri rilievi.

L’indagine, aperta per una presunta violazione dell’articolo 2 della legge 287 del 1990 e dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, riguardava alcune previsioni dello statuto feder-consortile che secondo l’Autorità avrebbero potuto produrre due restrizioni apprezzabili della concorrenza: la definizione, all’interno del Federconsorzio, del prezzo degli skipass dei singoli consorzi di zona e i limiti posti agli stessi consorzi nella vendita dei propri skipass attraverso soggetti terzi. In sostanza: prezzi decisi in comune e canali di vendita ristretti.



















































Per chiudere la partita, Federconsorzio e consorzi si sono impegnati a rimuovere qualsiasi forma di coordinamento delle politiche di prezzo e di distribuzione sugli skipass vallivi, anche attraverso modifiche statutarie. E hanno messo sul piatto il ristoro economico. Chi ha acquistato uno skipass di valle, giornaliero o pluri-giornaliero, nelle stagioni 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 potrà scegliere tra due strade: un buono sconto sugli acquisti futuri pari al 30% della spesa sostenuta oppure un rimborso diretto pari al 20%. Il fondo è di 30 milioni, 18 per i voucher e 12 per i rimborsi. A questi si aggiunge l’impegno a stabilizzare per cinque stagioni alcune promozioni già deliberate sul super-skipass Dolomiti Superski, per circa 20 milioni.

Le domande si potranno presentare dal 15 ottobre. «Siamo lieti del fatto che l’Autorità abbia giudicato i nostri impegni adeguati», fa sapere il Federconsorzio, che annuncia un portale dedicato e la verifica di ogni singola richiesta: «Un importante sforzo organizzativo finalizzato a premiare la fiducia degli utenti». L’Autorità invita gli sciatori a seguire i siti dei consorzi, gli avvisi affissi alle casse degli impianti e i giornali locali del Triveneto.

Le associazioni dei consumatori, però, si dividono. Assoutenti, intervenuta nel procedimento, parla di «rimborsi a ostacoli e consumatori beffati». Il presidente Gabriele Melluso contesta anzitutto il doppio binario: «Un meccanismo che penalizza chi preferisce il rimborso monetario e spinge gli utenti a comprare nuovi skipass per ottenere il beneficio maggiore, rafforzando la fidelizzazione». Ancora più grave, per l’associazione, che gli indennizzi vengano riconosciuti fino a esaurimento del fondo: «Migliaia di consumatori, pur avendo gli stessi diritti, potrebbero non ricevere alcun ristoro». Infine il nodo dei prezzi, rimasto fuori dagli impegni: secondo le elaborazioni di Assoutenti, tra il 2021 e il 2026 lo skipass giornaliero Dolomiti Superski è aumentato del 28,4%.

Di segno opposto Consumerismo No Profit, anch’essa parte del procedimento, che parla di «un precedente significativo» e rivendica «oltre 50 milioni tra ristori e promozioni stabilizzate». Il presidente Luigi Gabriele lamenta però la mancata adozione della co-vigilanza consumeristica, cioè l’affiancamento di un rappresentante dei consumatori al Monitoring Trustee nominato dalle parti.

7 agosto 2026 ( modifica il 7 agosto 2026 | 16:31)