di
Ludovica Brognoli

Teresa Guccini ringrazia per l’affetto dopo la morte del padre. La Russa lo ricorda in Senato: «Non avevamo le stesse idee ma lo apprezzavo». Da Adriano Celentano a Mogol e Cesare Cremonini altri big della musica si uniscono al cordoglio. Bologna e Modena saranno in lutto cittadino

Immagini del padre mentre canta, estratti da alcune interviste mentre parla dei suoi dischi. E immagini e video di una Bologna in tripudio, con via Paolo Fabbri 43 piena di persone che cantano, con le chitarre, per commemorarlo. 

La figlia di Francesco Guccini, Teresa, rilancia sul suo profilo Instagram diverse storie con protagonista il cantautore, morto a 86 anni. Come commento, Teresa scrive semplicemente: «Grazie». 



















































Il funerale a Pavana e gli omaggi dal mondo della musica

In occasione dei funerali di Francesco Guccini, che saranno celebrati in forma strettamente privata a Pavana, sabato 8 agosto, il Comune di Bologna ha proclamato il lutto cittadino per tutta la giornata, così come quello di Modena. E continuano ad arrivare importanti omaggi dal mondo della musica nei confronti del «Maestrone»: è il giorno di Cesare Cremonini, Adriano Celentano e Mogol. 

La Russa: «Non condividevo le sue idee ma lo rispetto»

E ancora dalla politica: il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha precisato che «ha accompagnato, con la sua musica e le sue canzoni, intere generazioni di giovani». Aggiungendo: «Io che ho rispettato ma non ho condiviso alcune sue idee politiche, invece ho apprezzato la sua musica e La sua linearità».

Oltre agli omaggi spontanei delle persone che si sono radunate in via Paolo Fabbri e in piazza Maggiore a Bologna per cantare le canzoni di Guccini, anche il cinema sotto le stelle sul Crescentone ha voluto ricordare l’artista. Sul maxischermo è stata infatti proiettata una sua foto, accompagnata dalla scritta: «Grazie Maestrone, non saremmo quel che siamo se non avessimo ascoltato le tue parole».

La riservatezza di Pavana: «Rispettiamo le sue volontà»

A Pavana non ci saranno bandiere a mezz’asta, né manifesti funebri, né cerimonie pubbliche. La piccola frazione dell’Appennino tosco-emiliano dove Guccini ha vissuto negli ultimi anni accompagnerà il cantautore nel suo ultimo viaggio con la stessa discrezione che ha sempre caratterizzato la comunità. 

I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata, come richiesto dalla famiglia, e il Comune di Sambuca Pistoiese ha deciso di attenersi rigorosamente a questa volontà: pertanto niente lutto cittadino. Una scelta che, a prima vista, potrebbe sorprendere, soprattutto considerando il legame profondissimo tra Guccini e il territorio che lo ha ispirato per tutta la vita. 

Il sindaco del borgo: «Indicazioni della famiglia sul basso profilo»

Ma, spiega il sindaco Marco Breschi, è proprio il rispetto di quella volontà a rappresentare il tributo più sincero. «Come amministrazione comunale abbiamo aderito pienamente all’indicazione della famiglia, che vuole la massima riservatezza. Per questo non abbiamo diffuso comunicati né organizzato iniziative pubbliche», afferma il primo cittadino nell’intervista concessa all’Adnkronos. 

Anche la decisione di non proclamare il lutto cittadino nasce da questa impostazione. «Forse può sembrare strano che non si faccia il lutto cittadino – osserva Breschi – ma non è certo per scarsa attenzione nei confronti di Francesco Guccini. Anzi, è esattamente il contrario: è la massima attenzione verso il desiderio della famiglia, che voleva vivere questo momento in modo personale e riservato». 

La cerimonia funebre e la cremazione: riposerà in Appennino

La sobria cerimonia funebre si terrà nell’abitazione del cantautore alla presenza dei familiari e delle persone più vicine all’artista. 

Per consentire ai tanti fan di rendere omaggio a Guccini, sarà poi organizzata una cerimonia commemorativa pubblica nel mese di settembre a Bologna. 

Dopo il momento intimo nella casa di Guccini, la salma sarà trasferita nel tempio crematorio bolognese e le ceneri saranno in seguito tumulate nel cimitero comunale di Pavana, così come da espresso desiderio del defunto. 

Per Pavana e per tutto il territorio di Sambuca Pistoiese, Guccini non è stato soltanto uno dei più grandi cantautori italiani. È stato il narratore di un Appennino lontano dai riflettori. 

Adriano Celentano: «Hai sempre scritto cose belle»

Come detto Adriano Celentano dedica un pensiero al cantautore: «Ciao Francesco! Hai sempre scritto cose belle! E una di queste l’ho incisa anch’io… ti ricordi…?». La canzone a cui si riferisce Celentano è Vite, scritta da Guccini per il molleggiato, pubblicata nel 2002 e inserita all’interno dell’album di Celentano «Per sempr», un disco in cui ha interpretato brani firmati da grandi cantautori italiani. 

Mogol sottolinea l’importanza della musica popolare

A ricordare il «Maestro» anche Mogol: «In una canzone parole e musica sono la stessa cosa e questo lo faceva anche Guccini. Lui è stato un grande e merita di essere ricordato come tutti i grandi artisti». Soprattutto «ha contributo a tenere alta la cultura popolare italiana», termine «che non è affatto un diminutivo» perché la cultura «è tale quando arriva alla gente», al cuore delle persone. La cultura popolare non è inferiore, lo disse Proust. La cultura è tale quando arriva a tutti».

Il commosso omaggio di Cesare Cremonini: «Un padre per tutti»

Un commosso omaggio anche da Cesare Cremonini. «Guccini era il padre di Teresa a cui voglio bene – racconta Cremonini – ed era un po’ il padre di tanti o di tutti, per via della parola». E «c’era un gran silenzio fuori ieri e dentro tutto il trambusto possibile. Così non ho chiuso occhio stanotte. Non avendo conosciuto l’ebbro vociare delle osterie fuori porta ho pensato che questo turbamento somigliasse a quel casino notturno di discussioni e risate e accordi di barre per chitarre stonate». 

Un lungo messaggio, per commemorarlo, in cui Cremonini ammette che «si fa fatica oggi anche a riascoltare le canzoni. Grazie Francesco Guccini, ma ancor di più grazie a tutti i ragazzi e ragazze che lo hanno ascoltato studiando i suoi versi poetici», scrive il cantante. 

«I padri – aggiunge in conclusione Cremonini – sono cuori di pietra perché le posseggono, le parole. Lucio Dalla, orfano di padre, ne ebbe bisogno con Roversi, che gliele insegnò. Nei periodi bui, e questo lo è, sono loro che lassù tra le montagne conservano le biblioteche. Quando tornerà il sole sapremo sempre dove trovare i libri che contano. Un giorno, Teresa, quella biblioteca, vorrei visitarla, se vorrai anche tu», dice rivolgendosi alla figlia del cantautore di Modena.

In via Paolo Fabbri un continuo omaggio al cantautore

A ricordare il «Maestro» anche l’amico e giornalista Giorgio Comaschi: «È successa una cosa da pelle d’oca, da brividi – ha detto in un video sui social – una marea di ragazzi seduti in strada, a Bologna e in varie parti d’Italia, che con le chitarre si sono messi a cantare le canzoni di Francesco». 

Intanto prosegue in una sorta di processione silenziosa il via vai di fan, vicini e passanti che in via Paolo Fabbri 43, a Bologna, si avvicinano per rendere omaggio. Ancora questa mattina, davanti all’uscio della porta di legno di quella che fu casa del «Maestro» fino al 2012, continuano ad accumularsi fiori, girasoli, rose e orchidee, e bigliettini d’affetto. 

«La fiaccolata che hai acceso non si spegnerà mai», «Grazie Guccio, hai accompagnato la mia vita» e «Dio è morto», si legge sulle lettere scritte dai tanti che hanno amato il cantautore modenese. Per ricordarlo, in centinaia, ieri sera si sono dati appuntamento davanti al suo ex appartamento della Cirenaica, per cantare ‘Canzone per un’amica’, ‘Autogrill’ e tante altre, con la chitarra in mano. 


Vai a tutte le notizie di Bologna

Iscriviti alla newsletter del Corriere di Bologna

7 agosto 2026 ( modifica il 7 agosto 2026 | 16:47)