Cresce l’attenzione delle autorità sanitarie dopo la conferma della seconda vittima del 2026 legata al Vibrio vulnificus, il batterio noto anche come “batterio mangiacarne“. L’ultimo decesso, comunicato dal Dipartimento della Salute della Florida, riguarda una persona residente nella contea di Marion, di età compresa tra i 60 e i 64 anni.

Che cos’è il Vibrio vulnificus


Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il Vibrio vulnificus è un batterio presente naturalmente nelle acque costiere salmastre, dove si mescolano acqua dolce e acqua marina. La principale modalità di trasmissione è il consumo di ostriche crude o poco cotte, poiché questi molluschi filtrano grandi quantità d’acqua e possono concentrare il batterio al loro interno. L’infezione può però verificarsi anche quando una persona con una ferita aperta, un tatuaggio recente o un piercing recente entra in contatto con acque costiere salmastre o con molluschi provenienti da questi ambienti.


La vittima della contea di Marion, si legge su People, è il secondo decesso registrato quest’anno. Il primo era stato segnalato nel mese di giugno nella contea di Palm Beach. Secondo quanto riportato da Florida Today, la persona deceduta aveva un’età compresa tra i 10 e i 14 anni. Il Dipartimento della Salute della Florida riferisce inoltre che nel 2026 sono già stati confermati almeno 14 casi di infezione da Vibrio vulnificus. 



I sintomi


Nella maggior parte delle persone in buona salute, l’infezione provoca una malattia generalmente lieve. Il rischio aumenta però nei soggetti con un sistema immunitario indebolito, in particolare nelle persone affette da malattie croniche del fegato. Nei casi più gravi il batterio può raggiungere il flusso sanguigno e provocare una condizione potenzialmente letale.

Tra i sintomi indicati dalle autorità sanitarie figurano: febbre; brividi; abbassamento della  pressione arteriosa fino allo shock settico; lesioni cutanee con formazione di vesciche. Quando il contagio avviene attraverso alimenti contaminati possono comparire anche vomito, diarrea e dolore addominale.

Le autorità sanitarie statunitensi raccomandano di: evitare il consumo di ostriche crude e di altri molluschi crudi; cuocere accuratamente ostriche, vongole e cozze prima del consumo; evitare il contatto tra ferite aperte o pelle lesionata e acque costiere salmastre; evitare il contatto di ferite con molluschi raccolti in questi ambienti.

Per le ostriche sgusciate viene consigliata la bollitura oppure la frittura a circa 190 °C per almeno 10 minuti.




Ultimo aggiornamento: venerdì 7 agosto 2026, 17:32





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