C’è un fil rouge che unisce Palazzo Ducale e Terrazza Colombo, due luoghi simbolo della città che in questi giorni dialogano grazie all’arte contemporanea. A fare da ponte è Marco Mazzarello, 24enne artista genovese, che prende ispirazione dal pensiero di Michelangelo Pistoletto per affrontare temi più che mai attuali come la pace, la memoria e la responsabilità collettiva. Tre opere, diverse tra loro ma unite dallo stesso filo conduttore: il Terzo Paradiso, uno dei simboli più importanti dell’arte contemporanea italiana.

Le tre opere in mostra a Palazzo Ducale e Terrazza Colombo

Cosa siamo disposti a fare per costudire ciò che rappresenta la nostra identità culturale? È da questa domanda che nasce il progetto.

Nel cortile minore di Palazzo Ducale trova spazio una grande installazione ispirata al Terzo Paradiso, fatta con circa otto tonnellate di sacchi di sabbia. Un materiale semplice che richiama subito le immagini dei monumenti protetti durante le guerre. Gli stessi sacchi utilizzati per salvare chiese, musei e opere d’arte diventano qui il simbolo della fragilità del nostro patrimonio culturale e dell’importanza di proteggerlo prima che sia troppo tardi.

Accanto all’installazione è esposta anche Untitled, un’opera realizzata in collaborazione con Quadruslight. Si tratta di un grande lavoro retroilluminato, in cui la luce diventa parte dell’opera e accompagna il visitatore in una riflessione sui temi della memoria e della pace.

Il percorso prosegue a Terrazza Colombo, dove Mazzarello presenta un’opera dedicata alla colomba, simbolo universale di pace. L’immagine sarà proiettata sul maxischermo della terrazza ogni giorno, nei primi dieci minuti di ogni ora, dalle 9 del mattino fino a mezzanotte.

Come nasce il progetto

Il progetto nasce in collaborazione con la Fondazione Pistoletto Cittadellarte e si inserisce all’interno della riflessione sviluppata negli ultimi decenni da Michelangelo Pistoletto attorno al concetto di “pace preventiva”.

Per l’artista biellese la pace non coincide semplicemente con l’assenza di guerra. È invece una pratica quotidiana che richiede responsabilità, equilibrio, partecipazione e capacità di intervenire prima che il conflitto si manifesti. Una visione che attribuisce all’arte un ruolo attivo nella società, capace di favorire il dialogo tra persone, culture e istituzioni. In questo senso il Terzo Paradiso è un vero e proprio manifesto etico.

Che cos’è il Terzo Paradiso

Ideato da Michelangelo Pistoletto, il Terzo Paradiso rappresenta una delle elaborazioni teoriche più importanti dell’arte contemporanea italiana.

Il simbolo nasce dalla trasformazione del tradizionale segno dell’infinito: ai due cerchi originari ne viene aggiunto un terzo, posto al centro. Se i due estremi rappresentano, rispettivamente, la natura e il mondo artificiale creato dall’uomo, il cerchio centrale diventa lo spazio della riconciliazione, dell’equilibrio e della nascita di una nuova civiltà capace di armonizzare sviluppo tecnologico e rispetto dell’ambiente.

Negli anni il Terzo Paradiso è stato realizzato in centinaia di luoghi del mondo, assumendo forme sempre diverse ma mantenendo intatto il proprio valore simbolico. Più che un’opera, è diventato un linguaggio condiviso, un invito a ripensare il rapporto tra individuo, comunità e pianeta.

Chi è Marco Mazzarello

Nato a Genova nel 2002, Marco Mazzarello appartiene a una nuova generazione di artisti che utilizza immagini essenziali e simboli universali per leggere le contraddizioni del nostro tempo.

Formatosi all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e oggi specializzando all’Accademia Albertina di Torino, ha sviluppato una ricerca che attraversa differenti linguaggi mantenendo una forte coerenza concettuale. Le sue opere indagano il rapporto tra individuo, società e memoria attraverso una riduzione dell’immagine all’essenziale, privilegiando il potere evocativo dei simboli.