Ci sono fotografi che documentano gli eventi e fotografi che riescono a cambiarne la percezione. Carlo Borlenghi apparteneva alla seconda categoria. Con il suo obiettivo non ha semplicemente raccontato la vela: le ha dato un linguaggio nuovo, trasformando il vento, il mare e le barche in immagini capaci di emozionare anche chi non aveva mai messo piede su una coperta. La sua improvvisa scomparsa, avvenuta nella sua Bellano all’età di 70 anni, lascia un vuoto profondo nel mondo della nautica internazionale. Per oltre quattro decenni il suo nome è stato sinonimo di eccellenza, passione e innovazione, diventando un punto di riferimento per armatori, velisti, cantieri, organizzatori e appassionati di tutto il mondo.

Nato sul Lago di Como nel 1956, Borlenghi iniziò fotografando le regate locali. Ben presto però quel lago divenne soltanto il punto di partenza di un viaggio che lo avrebbe portato a seguire i più importanti appuntamenti velici internazionali. La collaborazione con Uomo Mare Vogue gli aprì le porte della grande nautica e, dal 1983, iniziò un legame destinato a entrare nella storia: quello con l’America’s Cup. Da Azzurra al Moro di Venezia, da Luna Rossa ad Alinghi, passando per Team New Zealand e ACM, Carlo Borlenghi ha immortalato oltre quarant’anni del trofeo sportivo più antico del mondo. Le sue fotografie hanno raccontato le sfide tecnologiche, la tensione degli equipaggi, la forza del vento e la spettacolarità delle nuove imbarcazioni, contribuendo a costruire l’immaginario moderno della Coppa America.

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Credits: Nautor Swan – Studio Borlenghi

Ma il suo lavoro non si è fermato lì. Dal 1994 ha seguito le imprese oceaniche di Giovanni Soldini, documentando le avventure di Stupefacente Kodak, Telecom Italia e Tim Progetto Italia. Ha fotografato numerose edizioni della Whitbread Round the World Race, della Volvo Ocean Race, di The Race con Club Med di Grant Dalton e dei più prestigiosi eventi Rolex, oltre a essere fotografo ufficiale di manifestazioni come Barcolana, Loro Piana Superyacht Regatta, Perini Navi Cup, Pirelli, Yacht Club de Monaco e China Cup.
Definire Carlo Borlenghi un fotografo di regate sarebbe riduttivo. Il suo contributo è stato molto più profondo. Ha trasformato una disciplina estremamente complessa da raccontare in un linguaggio visivo immediatamente riconoscibile.

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Le sue immagini non si limitavano a mostrare una barca. Raccontavano la velocità, la tensione, l’equilibrio precario tra uomo e natura, la geometria perfetta delle vele e la potenza delle onde. Cercava costantemente punti di vista inediti, spesso dall’elicottero, da gommoni lanciati a tutta velocità o praticamente a filo d’acqua, anticipando uno stile fotografico che oggi è diventato un riferimento per un’intera generazione di fotografi nautici. Ogni stagione rappresentava per lui una nuova sfida. Non voleva ripetere una fotografia riuscita, ma trovare un’immagine ancora più sorprendente. Era questa ricerca continua, unita a una straordinaria conoscenza del mare e della vela, ad aver reso il suo lavoro unico.

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Carlo Borlenghi

Nel 1989 carlo Borlenghi fondò Sea&See, agenzia specializzata nella fotografia nautica, contribuendo alla creazione di uno dei più importanti archivi fotografici dedicati al mare.
Nel corso della carriera ricevette prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Grand Prix Professionnel de la Photo de Mer di Parigi, il Premio Omega come miglior fotografo sportivo, il Marian Skubin e il Grand Prix de l’Image Course au Large. Nel 2007 gli venne inoltre conferita una targa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il contributo offerto alla cultura della vela.

Alla notizia della sua scomparsa sono arrivati messaggi di cordoglio da tutto il mondo della vela. Anche l’America’s Cup ha voluto ricordarlo, sottolineando come, per oltre quarant’anni, le sue fotografie abbiano raccontato i momenti più iconici della competizione, contribuendo a far vivere milioni di appassionati il fascino del trofeo più antico dello sport. Ma forse il riconoscimento più importante è un altro. Oggi è quasi impossibile pensare alla vela moderna senza avere negli occhi almeno una fotografia firmata Carlo Borlenghi. Le sue immagini hanno raccontato le imprese dei grandi navigatori, l’evoluzione tecnologica delle barche e la bellezza di uno sport che vive di luce, vento e mare. Più che fotografare la vela, Carlo Borlenghi le ha regalato un volto. E quel volto continuerà a navigare, regata dopo regata, in ogni immagine che saprà emozionare chi ama il mare.

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Carlo Borlenghi/ALeA//Getty Images

Headshot of Mariateresa Campolongo

Contributor per Elle Decor Italia, mi occupo dello Speciale Barche. Dai natanti ai gigayacht, dalla vela al motore, dai monoscafi ai multiscafi: io le barche le amo in tutte le loro forme. Boat Show addicted, salto da una fiera nautica all’altra per curiosare tutte le novità del settore nautico. PhD in Yacht Design, scrivo per dar forma alle riflessioni. Sogno un 40m tutto mio con cui fare il giro del globo in solitaria. Preferisco la prospettiva dal mare che dalla terraferma.