di
Annamaria Schiano
Il luminare della chirurgia aveva 84 anni: nel 2019 era stato eletto dal ministro alla Salute membro del Consiglio Superiore della Sanità
Paolo Pederzoli, pioniere della chirurgia pancreatica italiana, medico fra gli altri di Mariangela Melato, Luciano Pavarotti e Armando Cossutta, si è spento giovedì 6 agosto. A darne l’annuncio è la clinica che porta il suo nome e che cura, da sempre, personalità della politica e dello spettacolo. «Figlio del fondatore della struttura Piero Pederzoli e fratello dell’attuale presidente Vittorio, ha incarnato con dedizione straordinaria i valori su cui la nostra realtà è stata fondata e cresciuta. Ne ricordiamo con riconoscenza l’autorevolezza professionale, la profonda umanità e la costante dedizione al servizio dei pazienti. La sua eredità professionale e umana resterà un patrimonio prezioso» si legge nella nota della clinica.
Luminare della chirurgia
Paolo Pederzoli se n’è andato nella notte tra mercoledì e giovedì. Nato a Conegliano Veneto il 28 agosto 1941, avrebbe compiuto 85 anni fra 20 giorni. Il professore è stato un luminare della chirurgia pancreatica ed ha dato vita all’Istituto del Pancreas dell’Università di Verona, dove si sono formati moltissimi specialisti che hanno diretto per mezzo secolo il Centro del policlinico di Borgo Roma dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. Ha dedicato la sua vita professionale allo studio e alla cura del tumore del pancreas, operando per lungo tempo nella sanità pubblica.
Ma è nella sanità privata che, con il fratello Vittorio e lo storico amministratore delegato Giuseppe Puntin, (mancato anche lui a 84 anni nel marzo del 2025), ha creato un vero e proprio impero della sanità veneta, oggi confluita nella società «Salus».
I tanti vip curati
Oltre alla Casa di Cura Pederzoli di Peschiera, rientrano nel gruppo, infatti, anche la «Solatrix» di Rovereto, i due centri «Città di Rovigo» e «Madonna della Salute» (sempre nel Rodigino), il Centro Riabilitativo veronese, come pure il Centro Servizi dell’ospedale stesso di Peschiera che tra le altre cose ospita l’Ospedale di Comunità, l’Hospice e la Rsa del territorio gardesano. Il medico ha avuto in cura molti personaggi famosi del mondo della politica ed anche dello spettacolo: regalò cinque anni di vita a Mariangela Melato e per questo Renzo Arbore non ha mai smesso di ringraziarlo. Fu chiamato al capezzale anche di Luciano Pavarotti e curò Armando Cossutta. L’ospedale Pederzoli si è dotato di recente di una «super Tac» total body, (a conteggio di fotoni), per cui oggi c’è la fila di vip che prenotano l’esame che in pochi secondi «ispeziona» tutto il corpo. Tra loro, in giugno, anche Maria Grazia Cucinotta. Dalla «Scuola Pederzoli» fondata da Paolo sono usciti i direttori dei tre maggiori Centri Italiani del pancreas: i professori Claudio Bassi a Verona, (deceduto nel 2023, la direzione è passata al professore Roberto Salvia), Massimo Falconi al San Raffaele di Milano e il dottore Giovanni Butturini nell’ospedale di Peschiera del Garda. Borgo Roma, oggi, risulta il primo centro italiano per la cura del pancreas e l’ospedale di Peschiera il quinto del Paese.
Il ricordo dei colleghi
Pederzoli, nel 2019, fu anche eletto dal ministro alla Salute di allora, Giulia Grillo, membro del Consiglio Superiore della Sanità. Tutto è iniziato quando il padre Pietro Pederzoli si trasferì da Conegliano Veneto a Pozzolengo, il paese bresciano dell’entroterra gardesano sulla linea di confine tra Veneto e Lombardia, a otto chilometri da Peschiera, dove nel 1947 fece nascere l’ospedale del lago di Garda. Paolo, all’epoca aveva 6 anni, ed ora verrà tumulato nella cappella di famiglia a Pozzolengo. Le sue esequie si celebrano sabato mattina, alle 10, nella chiesa di San Martino a Peschiera. Da anni il professore risiedeva con la famiglia a Verona. Lascia la moglie Gabriella, la figlia Chiara e il fratello Vittorio. «È salito al cielo il professor Paolo Pederzoli. Il mio maestro, la persona che ha creduto in me. Un esempio di professionalità altissima, di umiltà, di umanità e di visione», le parole del dottor Butturini, a cui si aggiunge il professore Salvia dell’azienda ospedaliera di Verona: «È stato uno dei grandi protagonisti della chirurgia italiana e pioniere della chirurgia pancreatica, uno di coloro che, nel mondo, hanno contribuito a iniziare e a costruire, fisicamente, questa chirurgia».
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7 agosto 2026
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