Occhi puntati al cielo il prossimo 12 agosto, quando ci sarà un’eclissi parziale di sole, un fenomeno astronomico che susciterà interesse e curiosità. Ammirarla direttamente senza la protezione adeguata può provocare lesioni molto gravi agli occhi. Durante leclissi, infatti, l’intensità della luce diminuisce e questo fa sì che molte persone abbiano la falsa sensazione che si possa guardare il Sole in sicurezza, quando in realtà la radiazione ultravioletta, quella infrarossa e la luce visibile ad alta intensità, continuano a raggiungere la retina e possono danneggiarla in modo irreversibile. “Il pericolo principale è di avere una fototossicità maculare, ovvero delle lesioni permanenti nella zona nobile della retin”, sottolinea Giacomo Costa, direttore dell’Unità operativa di Oculistica dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì.
Cosa succede esattamente alla retina quando viene colpita dalla radiazione solare?
“Una esposizione prolungata può causare danni sia fotochimici che termici (come da trattamento laser) con conseguente morte del tessuto retinico che va incontro a fenomeni di necrosi irreversibile”.
Quali sono i sintomi che dovrebbero allarmare chi ha guardato l’eclissi ed eventualmente dopo quanto tempo si presentano?
“Purtroppo, la retina non possiede recettori per il dolore e i sintomi sono ritardati anche di diverse ore. Calo della vista, comparsa di una macchia nera o sfocata nel centro del nostro campo visivo, alterazione della percezione dei colori, visione distorta delle immagini possono comparire dopo 3-12 ore dalla visione della eclissi di sole”.
Passando alla prevenzione: quali strumenti occorre utilizzare per guardare il Sole in totale sicurezza?
“Dal momento che non esistono farmaci o interventi chirurgici in grado di riparare al danno solare, è necessario prevenire danni retinici utilizzando filtri solari. Sotto forma di occhiali sono facilmente reperibili in negozi di ottica o nella grande distribuzione, facendo ovviamente attenzione alle certificazioni del prodotto acquistato”.
Giacomo Costa, direttore dell’Unità operativa di Oculistica dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì
Molti appassionati o semplici curiosi userebbero volentieri binocoli, fotocamere o smartphone. Ci sono avvertenze particolari?
“Assolutamente no. Non è possibile utilizzare binocoli, occhiali da sole, macchine fotografiche con una visione diretta dell’eclissi. Utilizzare uno smartphone è possibile, ma la tentazione di non utilizzare lo schermo per vedere meglio mi fa consigliare di non utilizzarli”.
Se non si dispone degli occhialini omologati Iso, quali alternative sicure rimangono?
“Tecnicamente nessuna. Dobbiamo ricercare un filtro Din 14 o superiore. Mi viene da pensare alle maschere da saldatore. La maggior parte non sono sicure, perché offrono una protezione molto inferiore, quindi sono sconsigliabili perché lasciano passare le radiazioni infrarosse e ultraviolette”.
Una ultima avvertenza?
“Attenzione ai bambini e agli adolescenti. Sono quelli che più facilmente potrebbero correre il rischio di danni permanenti per la sottovalutazione del rischio e il fatto di avere tutti un telefono in mano il 12 agosto prossimo”.