Madrid ha introdotto verifiche per i viaggiatori provenienti dal nostro Paese: una risposta alle misure analoghe decise dal governo italiano dopo gli arrivi di massa a Ceuta. Fonti della Polizia: “Controlliamo solo i passeggeri che sospettiamo siano saliti a bordo di un aereo dall’Italia ma provengono da fuori dell’Ue”. Bruxelles: “Concentrare sforzi per prevenire ingressi irregolari e morti insensate”

È scontro ormai aperto fra Madrid e Roma. Il governo di Pedro Sánchez ha messo in atto la sua ritorsione nei confronti dell’Italia introducendo controlli “temporanei alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall’Italia, in risposta alle misure analoghe imposte da Roma a seguito del massiccio afflusso di migranti a Ceuta”. Verifiche che sono già iniziate e dureranno fino al 7 settembre, alle quali il ministero dell’Interno italiano ha risposto con un secco comunicato, precisando che i controlli si inseriscono “nel contesto della persistente pressione migratoria irregolare” che l’Italia sta subendo.

Meloni: “In Europa non c’è spazio per chi alimenta l’immigrazione clandestina”

Il governo socialista di Sánchez è quindi passato dalle parole ai fatti, costringendo in questo modo i passeggeri in arrivo dall’Italia alla penisola iberica, in settimane cruciali di vacanze, a subire controlli in porti e aeroporti. Una decisione annunciata qualche ora prima, quando Madrid aveva paventato contromisure se l’Italia non avesse rimosso i controlli entro domenica. Una minaccia alla quale ha risposto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Non accettiamo ultimatum né imposizioni dall’estero”, soprattutto in tema di “sicurezza nazionale” e “controlli alle frontiere”. “In Europa non c’è spazio alcuno per chi alimenta canali dell’immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti”, ha poi rimarcato la premier.

L’allerta per possibili nuovi arrivi di massa il 15 agosto

Nessuna revoca dello stop a Schengen, dunque, almeno per il momento. Palazzo Chigi ha spiegato che l’Italia “non intende in nessun caso rivedere la decisione almeno fino al 15 agosto”, data che un tam tam social in Marocco ha individuato – e diffuso – per un prossimo tentativo di “entrare in Europa” attraverso Ceuta e Melilla: un allarme che le stesse autorità spagnole hanno definito “credibile”. “Solo quando si avrà la certezza che non vi saranno rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia, che non vi sia una nuova ondata, che non ci siano migranti irregolari diretti verso il territorio europeo si potrà rivedere quanto già deciso”, precisa il governo, sottolineando l’assenza di “pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna” e ricordando “le decisioni simili adottate in passato con la Slovenia”.

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I controlli a campione in Spagna

I controlli alle frontiere spagnole per chi arriva dall’Italia sono in vigore dalla mezzanotte di oggi e consistono nella verifica dell’identità (carta d’identità o passaporto), della nazionalità dei viaggiatori e, nel caso dei cittadini di Paesi terzi, del visto o del permesso di soggiorno. Tali misure vengono applicate in modo casuale e rimarranno in vigore fino alla mezzanotte del 7 settembre, “a meno che un cambiamento delle circostanze che ne hanno determinato l’adozione non giustifichi una modifica di tale periodo”. Secondo fonti ministeriali spagnole, citate da La Vanguardia, gli aeroporti più interessati, a causa dell’elevato volume di traffico proveniente dall’Italia, sono Madrid, Barcellona, Malaga, Siviglia, Valencia, Alicante, Palma e Ibiza. Per quanto riguarda i porti, saranno coinvolti tutti quelli del Mediterraneo che accolgono navi da crociera, come Barcellona, Valencia, Ibiza e Maiorca.

In Spagna niente file o disagi

I controlli ai cittadini italiani in arrivo in Spagna non stanno ostacolando il transito delle persone nè alterando le operazioni di sbarco nei porti e negli aeroporti, fanno sapere fonti della Polizia spagnola ai media locali. Nessuna fila o disagio, con le verifiche che vengono effettuate all’uscita dell’aeromobile, nel finger, il cosiddetto “dito”, di fatto senza deviare il flusso di viaggiatori verso le consuete aree di controllo di frontiera esterne. O in alternativa, direttamente sulla pista, subito sotto le scalette che portano i passeggeri a terra, come spiegato sabato da fonti del Ministero dell’Interno.

Fiavet: “Scelte politiche, ma non fanno bene al turismo”

Per ora, quindi, per i viaggiatori non sembrano esserci grossi disagi. “Sono scelte politiche ma constatiamo che non fanno bene al turismo, sia per chi vuole andare in Spagna sia per gli spagnoli che vogliono venire in Italia”, ha comunque dichiarato Fiavet, la più grande associazione di categoria del settore con 1.500 agenzie di viaggio e tour operator. “I controlli creano problemi: ci sono file, disagi nei servizi, nei collegamenti con gli Ncc, chi ha un’agenzia ha iniziato ad avere problemi con i clienti”, ha spiegato.

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La polizia spagnola controlla chi arriva dall’Italia ma viene da fuori Ue

“L’Italia è un punto critico per l’immigrazione clandestina. Controlliamo solo i passeggeri che sospettiamo siano saliti a bordo di un aereo dall’Italia ma provengono da fuori dell’Ue e intendono entrare in Spagna”, hanno spiegato fonti della Polizia a El Pais, che sta raccontando le esperienze dei passeggeri italiani atterrati in Spagna in queste ore. Tra loro Giovanni che si è imbarcato a Roma su un aereo diretto all’aeroporto El Prat di Barcellona: “All’arrivo, la polizia ci ha divisi in due gruppi. Hanno chiesto i documenti agli italiani. Spero che questa situazione finisca al più presto”. Fonti interne alla Polizia Nazionale presso l’aeroporto di Barcellona hanno confermato che, in pratica, i controlli nello scalo catalano sono stati effettuati in modo del tutto casuale, concentrandosi sui voli provenienti da Roma. Jorge è spagnolo, viaggia spesso e sabato è partito da Roma diretto a Barcellona: “È successa una cosa molto strana. All’arrivo, la Polizia ci ha chiesto cosa ci facessimo in Spagna. Ho mostrato loro il mio documento d’identità e mi hanno lasciato andare. Chi non aveva documenti spagnoli è stato portato in una stanza per essere identificato”. Il volo da Bologna è stato più fortunato in termini di controlli: Lidia si è imbarcata su un aereo a Bologna diretto a Barcellona: “Quando siamo arrivati all’aeroporto di El Prat, non abbiamo incontrato alcun controllo”. Nicoletta è atterrata con lo stesso volo: “Siamo arrivate con i documenti in mano in caso di problemi, ma nessuno ci ha chiesto nulla”.

La Farnesina rafforza l’assistenza dei consolati in Spagna

Nel frattempo la Farnesina ha rafforzato l’assistenza dei consolati e dei suoi uffici diretta ai connazionali presenti in Spagna o in viaggio. È stata aggiornata la pagina dedicata alla Spagna sul portale Viaggiare Sicuri (https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/ESP) e si invitano tutti i cittadini italiani presenti nel Paese o in partenza per la Spagna a consultarla per gli ultimi aggiornamenti e seguire le indicazioni delle autorità locali. Restano validi i requisiti di ingresso abituali, ovvero passaporto o carta d’identità validi per l’espatrio per tutta la durata del soggiorno all’estero. L’Unità di crisi ha creato un canale Whatsapp dedicato “Unità di Crisi – Spagna” (https://whatsapp.com/channel/0029VbD9FaiFXUuUe0Mu5o3n) ed è stata rafforzata la sala operativa dell’Unità di Crisi che risponde h24, 7 giorni su 7, al numero +39 0636225. È inoltre disponibile, negli stessi orari, il numero dell’ACI +39 06491115.

Ue: “Prevenire ingressi irregolari e morti insensate”

Un portavoce della Commissione europea fa sapere all’Ansa che “le autorità spagnole e marocchine hanno operato con efficienza nella gestione del rimpatrio. Dalle autorità spagnole apprendiamo che gli spostamenti illegali verso la Spagna continentale e l’Europa sono stati finora bloccati con successo.” “In questa fase, è fondamentale concentrare i nostri sforzi per prevenire ulteriori attraversamenti illegali e morti tragiche e insensate, aggiunge.

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Il bilancio provvisorio di fine luglio

Intanto l’Amdh, principale Ong di difesa dei diritti umani in Marocco, ha tracciato un bilancio – ancora provvisorio – dei fatti di fine luglio. “Ci sono ancora 3.500 giovani tra quelli nascosti nei quartieri di Ceuta e gli altri dispersi nei boschi intorno. Il bilancio dei morti si aggiorna a 141”, ha fatto sapere la presidente Souad Brahama in una conferenza stampa a Rabat. Secondo Brahama, il bilancio delle vittime morte nel tentativo di raggiungere Ceuta e Melilla a fine luglio è sottostimato: “Ai corpi ripescati nelle acque spagnole, 82, si aggiungono quelli contati dalla nostra associazione, sparsi nelle camere mortuarie dei centri costieri, come i 21 corpi recuperati a Tetouan o i 17 a Tangeri”. Gli 11 corpi riconosciuti in Marocco, poi diventati 14, sono numeri “non aggiornati” di un bilancio ancora in via di accertamento. Quanto agli arresti, sarebbero 111 le persone poste in carcerazione preventiva, per implicazioni nel traffico di migranti.

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