Che le radiazioni ultraviolette rappresentino uno dei principali fattori di rischio per il melanoma è noto da tempo. Secondo una stima dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, oltre l’80% dei casi di melanoma cutaneo diagnosticati nel mondo nel 2022 sarebbe attribuibile all’esposizione agli UV. Ma un nuovo studio pubblicato il 6 agosto su Scientific Reports suggerisce che il rapporto tra raggi ultravioletti e melanoma potrebbe essere ancora più complesso. Gli UVB, infatti, non sembrerebbero limitarsi a provocare mutazioni e danni al DNA, ma potrebbero anche modificare direttamente il comportamento di alcune cellule tumorali, favorendone caratteristiche associate a maggiore plasticità. I ricercatori della Kunming Medical University, in Cina, hanno individuato una particolare catena molecolare che parte dall’ingresso di calcio nella cellula e coinvolge due proteine, PPP3CA e AFF4. È una scoperta ancora preclinica, ma apre una finestra su ciò che potrebbe accadere all’interno di un melanoma esposto agli UVB.
Gli autori hanno lavorato su due linee cellulari di melanoma umano, A375 e A2058, arricchite per ottenere popolazioni con caratteristiche simili alle cosiddette cellule staminali tumorali. Queste cellule sono particolarmente interessanti perché possono contribuire alla capacità del tumore di adattarsi, rigenerarsi e sviluppare resistenza ai trattamenti. Dopo l’esposizione agli UVB, gli studiosi hanno osservato un aumento del calcio all’interno delle cellule e una maggiore attività delle proteine PPP3CA e AFF4, che arrivavano anche a interagire fisicamente tra loro. A valle di questo processo entrava in gioco NFAT, un regolatore dell’espressione genica: PPP3CA ne modificava lo stato di fosforilazione, mentre AFF4 contribuiva ad attivare geni associati alla pluripotenza. In termini più semplici, gli UVB sembravano spingere alcune cellule del melanoma verso uno stato più “flessibile”, capace di assumere caratteristiche tipiche delle cellule staminali tumorali.
Gli effetti non si fermavano ai segnali molecolari. Nei modelli sperimentali, l’esposizione agli UVB aumentava diversi marcatori di “stemness”, la capacità delle cellule di formare colonie e la loro capacità di migrare. Quando i ricercatori silenziavano AFF4 oppure bloccavano la segnalazione del calcio, gran parte di questi effetti si riduceva, indicando che il circuito individuato non era soltanto una conseguenza secondaria dell’irradiazione. Il gruppo ha poi effettuato esperimenti in vivo su animali: anche in questo caso, la riduzione dell’espressione di AFF4 ha frenato la crescita tumorale accelerata dagli UVB. Nel complesso, i risultati portano gli autori a proporre l’asse calcio–PPP3CA–AFF4 come uno dei possibili meccanismi attraverso cui gli UVB potrebbero favorire la plasticità delle cellule del melanoma. Una caratteristica particolarmente importante perché la plasticità tumorale è associata alla capacità delle cellule di adattarsi a condizioni sfavorevoli e ai trattamenti.

Il risultato non significa però che prendere il sole possa “trasformare” direttamente un melanoma già presente né che bloccare AFF4 rappresenti oggi una terapia disponibile. Lo studio è stato condotto prevalentemente su cellule tumorali e modelli animali: serviranno ulteriori ricerche per capire se lo stesso meccanismo abbia un peso significativo nei melanomi umani e se possa diventare un bersaglio farmacologico. La stessa versione dell’articolo oggi disponibile è una versione anticipata che Scientific Reports segnala come non ancora sottoposta all’editing editoriale finale, anche se il lavoro è stato accettato per la pubblicazione il 28 luglio. Il messaggio di prevenzione, invece, rimane molto più solido: l’esposizione alle radiazioni ultraviolette è un fattore causale riconosciuto per il melanoma e gli altri tumori cutanei. Il nuovo studio aggiunge un tassello alla spiegazione biologica di questo rischio: il sole potrebbe lasciare sulle cellule tumorali non soltanto mutazioni, ma anche segnali capaci di modificarne temporaneamente l’identità e il comportamento.
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Zou J., Yang J., Miao J. et al., “UVB-induced Ca²⁺ signaling orchestrates PPP3CA-AFF4 axis to promote cancer stem cell plasticity in melanoma”, Scientific Reports, pubblicato il 6 agosto 2026. DOI: 10.1038/s41598-026-64950-6.

