di
Mario Parolari

I suggerimenti del presidente della Federazione impianti di Confartigianato imprese Veneto Renato Calderato. Intanto, è boom di nuove installazioni di condizionatori: «Siamo al +30% rispetto al 2025»

Nell’estate di ondate di calore e temperature da record, il telecomando puntato verso il condizionatore può essere un’arma a doppio taglio. Di certo un’immediata salvezza contro afa e umidità. Ma pensando alla bolletta in arrivo, molti veneti si chiedono quanto premere quel pulsante e rinfrescare casa andrà a pesare sulle loro tasche. «Un condizionatore di taglia media e di classe A o superiore consuma tra 0,6 e un chilowattora a piena potenza — spiega il presidente della Federazione impianti di Confartigianato imprese Veneto, Renato Calderato  —. Ma i costi in bolletta dipendono da come lo si utilizza e, soprattutto, da quanto la casa è isolata».

I costi

Facciamo i conti. Secondo l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), nel 2024 il Veneto era la terza regione d’Italia e la prima del nord per consumi di energia dei clienti domestici, con un prelievo medio annuo di 2.323 chilowattora. Ad agosto 2026, il prezzo unico nazionale dell’energia (calcolato prima di tasse, oneri di trasporto e margine dei fornitori), stabilito dal Gestore di mercati energetici è di 18,423 centesimi al chilowattora. «Dall’1 luglio 2026, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà di 31,63 centesimi di euro per chilowattora, tasse incluse», annunciava l’Arera lo scorso 25 giugno, indicando che l’aggiornamento riguarda 3 milioni di clienti serviti in Maggior tutela. Un aumento del 4,6% rispetto al trimestre precedente, solo per i «clienti vulnerabili»: over 75, percettori del bonus sociale, persone con disabilità, residenti in moduli abitativi di emergenza o in isole minori non interconnesse alla rete nazionale, e utilizzatori di apparecchiature salvavita. Con questi numeri, considerando consumi medi, in una casa mediamente isolata i clienti vulnerabili andranno a spendere circa 30 euro al mese a condizionatore per rinfrescate di quattro ore, e più di 45 euro per tenere acceso per sei ore.



















































E nel mercato libero, i costi sono ancora più alti, oltre a variare a seconda di zona e caratteristiche abitative. Confrontando alcune offerte disponibili online sul portale dell’Arera, sembra che una famiglia veneta di quattro persone arriverebbe a pagare almeno 300 euro in più all’anno rispetto alla spesa per l’utente in regime di Maggior tutela. Come spiega Adiconsum Veneto, la spesa complessiva del cliente tipo vulnerabile tra ottobre 2025 e settembre 2026 sarà di 591,86 euro, in calo dello 0,9% rispetto al 2025.

Come ridurre i consumi

«Per ridurre i consumi è meglio non impostare temperature troppo basse, ed evitare grossi sbalzi termici tra interno ed estero — continua Calderato —. Se una casa è ben isolata si può tenere acceso il condizionatore anche 24 ore, tra i 24 e i 26 gradi. Spesso basta la deumidificazione, che fa risparmiare energia». Come spiega Calderato, negli ultimi 10 anni le tecnologie degli impianti hanno dimezzato i consumi. «Le alette del condizionatore vanno puntate verso l’alto, perché l’aria fresca scende naturalmente e si distribuisce nei locali — spiega —. È importante programmare la pulizia dei filtri, meglio nei mesi prima dell’estate, quando gli operatori hanno più disponibilità».

Le nuove installazioni

Costi e rincari o meno, è boom di nuove installazioni: «Le nostre 5000 imprese artigiane hanno ricevuto un picco di richieste, siamo al +30% rispetto al 2025 — conclude Calderato — con 60 mila nuovi impianti in Veneto. Sono sempre più richiesti il controllo remoto, il fotovoltaico e le pompe di calore, che consentono di ridurre i consumi e risparmiare. Se il condizionatore viene usato nelle ore di produzione energetica, l’impianto fotovoltaico copre totalmente i costi».


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8 agosto 2026