Il Ministero della Salute lancia l’allerta: gli occhiali da sole non proteggono e i raggi solari durante un’eclissi restano ugualmente pericolosi

Daniele Particelli

8 agosto – 15:01 – MILANO

L’appuntamento astronomico più atteso di questa estate sta per arrivare. Il 12 agosto, nel tardo pomeriggio, il cielo italiano offrirà uno spettacolo emozionante: un’eclissi solare parziale, un evento astronomico che attira sempre grande curiosità e voglia di guardare verso il cielo. Se in altre parti d’Europa milioni di cittadini potranno godere di un’eclissi solare totale, dalla Spagna settentrionale all’Islanda, noi dovremo accontentarci di un assaggio, ma questo non significa che potremo alzare il naso all’insù senza proteggere gli occhi.

Eclissi solare del 12 agosto: come vederla?—  

Anche se in Italia, e in particolare nelle regioni del nord-ovest, dal Piemonte alla Valle d’Aosta, dalla Liguria alla Lombardia, passando per Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna, potremo ammirare soltanto un’eclissi parziale, guardare verso il sole senza un’adeguata protezione può causare dei danni seri alla vista, anche permanenti, e senza che ci si accorga di nulla nell’immediato.

A lanciare l’allerta, a pochi giorni dall’evento, è stato il Ministero della Salute, pronto a sottolineare come bambini e ragazzi siano soggetti a un maggiore rischio rispetto agli adulti: “Prima di osservare l’eclissi è necessario indossare una protezione oculare specifica (gli occhiali da sole NON sono sufficienti) e mantenerla costantemente indossata”.

I raggi solari non diminuiscono durante l’eclissi—  

Uno degli equivoci più pericolosi legati alle eclissi è legato alla potenza dei raggi solari in quei momenti. È vero, la Luna si interpone tra la Terra e il Sole oscurandone parzialmente la luce, ma i raggi solari non sono affatto meno intensi e meno dannosi per gli occhi, anche se si potrebbe pensare il contrario. Guardare il sole senza una protezione adeguata durante un’eclissi può causare quella che gli specialisti chiamano “cecità da eclissi”, ustioni retiniche o maculopatia fototraumatica, un danno alla parte centrale della retina responsabile della visione nitida e dei dettagli.

A rendere questa condizione particolarmente insidiosa, però, è il fatto che non provochi dolore. Non c’è un segnale immediato che ci avverte di aver fatto qualcosa di sbagliato, ma in alcuni casi il danno, che può essere temporaneo o permanente, può manifestarsi solo dopo alcune ore o addirittura dopo qualche giorno dall’esposizione, quando è già troppo tardi per prevenirlo.

L’unica protezione valida: gli occhialini certificati ISO 12312-2—  

L’unico modo sicuro per assistere all’eclissi, lo ribadiscono gli esperti, è utilizzare occhiali per eclissi certificati secondo lo standard ISO 12312-2, che garantisce un filtro sufficientemente potente da bloccare le radiazioni solari dannose. Questi occhialini devono essere indossati prima di alzare lo sguardo verso il cielo e mantenuti per tutta la durata dell’osservazione, senza mai toglierli mentre si guarda il sole.

Assolutamente da evitare, invece, i comuni occhiali da sole che, per quanto scuri, non sono sufficienti a proteggere i nostri occhi. E non lo sono nemmeno i vetri affumicati, così come le pellicole radiografiche, i filtri improvvisati o qualsiasi altro rimedio casalingo: nessuna di queste soluzioni protegge adeguatamente la retina dalle radiazioni infrarosse e ultraviolette emesse dal sole.

Cosa fare se compaiono disturbi visivi—  

Le indicazioni delle autorità sanitarie sono molto chiare: se nelle ore o giorni successivi alla osservazione della eclissi notiamo dei disturbi della visione, anche lievi, è importante ricorrere immediatamente ad un controllo medico oftalmologico.