Mare, montagna, giornate all’aria aperta
Proteggiamo la pelle dai raggi solari, ma spesso trascuriamo le labbra. E proprio dopo un’esposizione prolungata può insorgere quel tipico formicolio seguito, nel giro di poco, dalla comparsa delle piccole vescicole dell’herpes labiale. Non è per forza una coincidenza. Un’irradiazione ultravioletta intensa può essere uno dei fattori in grado di favorire la riattivazione dell’Herpes simplex virus di tipo 1 (HSV-1) nelle persone che lo ospitano.
Un virus che resta in agguato
L’HSV-1 è estremamente comune. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 3,8 miliardi di individui sotto i 50 anni, pari a circa il 64% della popolazione mondiale in quella fascia d’età, hanno un’infezione da HSV-1. La sua peculiarità principale riguarda ciò che avviene dopo il primo contatto con l’organismo: una volta acquisito, il virus non viene eradicato del tutto. In seguito all’infezione iniziale può risalire lungo le fibre nervose sensitive e raggiungere i gangli, dove rimane in latenza. In altre parole, resta silente per mesi, anni o persino per tutta la vita, per poi riattivarsi periodicamente in alcuni soggetti.
L’herpes non va in pensione
L’HSV-1 non scompare con l’età. Chi lo ha contratto da più giovane può conservarlo in forma latente nei gangli nervosi per tutta la vita e avere nuove manifestazioni anche molti decenni dopo. Nelle persone anziane una riduzione dell’efficienza della risposta immunitaria o la presenza di condizioni e terapie che indeboliscono le difese possono favorire la riattivazione. Per questo una nuova comparsa di vescicole sul labbro anche a 60, 70 o 80 anni non è affatto impossibil
Il sole può fare da innesco
Tra i fattori che possono scatenare le recidive vi è l’esposizione alla luce solare, in particolare alle radiazioni UV. Il meccanismo è complesso: un’irradiazione intensa può modificare la risposta immunitaria locale della pelle e creare condizioni che, nei predisposti, facilitano la riattivazione virale. Il virus riprende così a replicarsi, percorre nuovamente le vie nervose verso la periferia e raggiunge cute o mucose: ecco l’herpes. Non a caso molti riferiscono episodi ricorrenti durante o subito dopo le vacanze al mare o in alta quota, dove la dose di UV è particolarmente elevata.
Segnali precoci prima delle vescicole
L’herpes labiale non arriva sempre all’improvviso. Molti riconoscono una fase iniziale, detta prodromica, caratterizzata da:
– formicolio
– pizzicore
– bruciore
– prurito
– sensazione di tensione o ipersensibilità in una piccola area del labbro
In seguito possono comparire gruppi di vescicole piene di liquido, che tendono a rompersi lasciando piccole erosioni; queste progressivamente si ricoprono di crosta e guariscono. L’episodio si risolve di solito in una o due settimane, con durata e intensità variabili.
Perché torna quasi sempre nello stesso punto?
La spiegazione risiede nel rapporto stretto tra il virus e il sistema nervoso. Quando l’HSV-1 si riattiva, utilizza le stesse vie nervose collegate al ganglio in cui è rimasto latente. Per questo la lesione tende a ricomparire nella medesima zona del labbro o in un’area molto vicina. Ciò non significa che il virus sia rimasto per tutto il tempo “nascosto” sotto la pelle del labbro: il suo “rifugio” è più lontano, all’interno delle strutture nervose.
Non solo sole
Il sole è soltanto uno dei possibili fattori associati alla riattivazione. Recidive possono essere favorite anche da febbre e altre infezioni, stress fisico o emotivo, affaticamento, traumi locali e variazioni della risposta immunitaria. In alcune persone esiste un’associazione con il ciclo mestruale. Non tutti, però, reagiscono allo stesso modo: c’è chi contrae l’HSV-1 senza manifestare quasi mai un’herpes evidente e chi, invece, presenta più episodi nel corso della vita.
Proteggere le labbra è essenziale
Chi sa di sviluppare herpes dopo l’esposizione solare dovrebbe curare con particolare attenzione la fotoprotezione delle labbra. Un balsamo con adeguato fattore di protezione, applicato correttamente e rinnovato durante l’esposizione, è una precauzione utile, soprattutto al mare e in montagna, dove l’intensità degli UV è più alta. Restano valide le regole generali: evitare le ore di massima irradiazione, usare cappello e protezioni adeguate e ricordare che anche le labbra sono esposte al sole.
Attenzione al contagio durante la fase attiva
Quando sono presenti le vescicole, l’herpes labiale è contagioso. Il virus può essere trasmesso con il contatto diretto con la lesione o con secrezioni contaminate. È quindi prudente non manipolare le vescicole, lavarsi le mani dopo aver applicato prodotti sulla zona e non condividere oggetti che entrano a contatto con la bocca. Particolare cautela è necessaria con neonati e persone con importanti problemi immunitari, nei quali l’infezione può avere esiti più seri.
Meglio non schiacciare le vescicole
La tentazione può esserci, ma bucare o comprimere le vescicole non accelera la guarigione e può provocare irritazioni, sovrainfezioni batteriche e diffusione del virus tramite le mani ad altre aree del corpo. Un’attenzione speciale riguarda gli occhi: dopo aver toccato una lesione erpetica, è importante evitare di sfiorarsi o strofinarsi gli occhi.
Terapie antivirali disponibili
Per l’herpes labiale esistono trattamenti antivirali, topici o sistemici a seconda dei casi. Il tempismo è cruciale: risultano più efficaci se iniziati precocemente, idealmente nella fase del formicolio e del bruciore che precede la piena eruzione. Nei soggetti con episodi particolarmente frequenti, estesi o problematici, il medico può valutare strategie specifiche e, in alcune situazioni, una profilassi antivirale.
Quando rivolgersi al medico
Il classico herpes labiale è in genere autolimitante. È tuttavia opportuna una valutazione medica quando le lesioni sono molto estese, molto dolorose, tardano a guarire, si ripresentano molto spesso o interessano aree in prossimità degli occhi. Serve maggiore prudenza anche per persone immunodepresse e bambini molto piccoli.
