di
Floriana Rullo

Piercarlo Lagna faceva parte del gruppetto di ciclisti investiti nel Torinese: «Ci ha puntato contro all’improvviso. Lo abbiamo solo visto fare retromarcia, poi ci ha travolto. È accaduto tutto in una frazione di secondo»

«Stavamo pedalando, eravamo partiti da poco. Eravamo in gruppo, stavamo chiacchierando, andavamo piano, forse ai 20 all’ora non di più. A un certo punto quell’auto ci ha passato suonando il clacson. Poi non contento ha iniziato a fare i fari. Voleva passare. Uno di noi a quel punto ha alzato il braccio in segno di disappunto. Nulla di che, un modo per dirgli di stare calmo che ci saremmo spostati. Quando siamo arrivati all’altezza della rotonda ha rallentato, sembrava volesse farci passare o chiarire, invece ci ha puntato contro all’improvviso. Lo abbiamo solo visto fare retromarcia. Poi ci ha travolto. È accaduto tutto in una frazione di secondo». 

Piercarlo Lagna, podista esperto e appassionato di bicicletta, era tra i sei ciclisti che questa mattina, sabato 8 agosto, sono stati investiti a Lanzo Torinese, sulla strada per Coassolo. Il bilancio definitivo parla di quattro feriti, di cui uno in prognosi riservata. Due pazienti sono stati trasportati in elicottero al Cto di Torino, altri due sono stati trasportati al San Giovanni Bosco, sempre nel capoluogo piemontese. Tutti hanno riportato traumi e fratture. 



















































«Il primo di noi che ha colpito ha fatto un volo di 30 metri – continua Lagna -. Lo ha lasciato a terra e poi è fuggito, ingranando la prima. D’istinto l’ho rincorso, dopo aver lasciato la bici, e ho preso la targa. A quel punto è venuto addosso anche a me. Mi sono salvato perchè mi sono buttato fuori dalla strada. Così l’ho schivato. Ma è tornato sul gruppo degli altri ciclisti, che nel frattempo erano in mezzo alla strada perché stavano soccorrendo il primo di noi che era stato colpito e non poteva alzarsi. Non ho avuto tempo di avvertirli. Li ha falciati in pieno. Uno di loro è stato buttato contro l’inferriata e non è messo per niente bene. Se non avessero spostato il primo, che era stato sbalzato a terra, lo avrebbe schiacciato senza problemi. Vederci arrivare quell’automobile addosso, in quel modo, è stata una scena da film horror, non c’è stato il tempo di schivarla. Poteva diventare davvero una tragedia». 


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8 agosto 2026 ( modifica il 8 agosto 2026 | 22:20)