TREVISO «Grazie, grazie, grazie». Non cerca parole complicate Patrizia, volontaria della croce rossa, per raccontare la storia di Eida Zancocchia, 102 anni compiuti lo scorso 17 aprile. Il suo è soprattutto un ringraziamento rivolto ai medici, agli infermieri, agli operatori sociosanitari e a tutto il personale del reparto di Geriatria dell’ospedale Ca’ Foncello diretto dal dottor Andrea Rossi.
Il caso
Eida, quando è arrivata in ospedale alla fine di aprile, era in condizioni estremamente critiche. La bronchite comparsa nei giorni precedenti si era trasformata in una polmonite, compromettendo pesantemente la respirazione. A 102 anni, con un quadro clinico tanto grave, le speranze erano quindi ridotte al lumicino. Eppure, dopo quasi un mese di ricovero, Eida è tornata a casa. «Considerando la sua età e le condizioni nelle quali era arrivata, anche i medici hanno parlato di un miracolo», racconta Patrizia che da otto anni si prende cura della centenaria. Il ricovero è iniziato il 27 aprile ed è terminato il 24 maggio. Solo dieci giorni prima, Eida aveva festeggiato il suo centoduesimo compleanno con un pranzo a Mogliano insieme ai familiari. Già in quell’occasione, però, Patrizia aveva notato qualcosa di diverso. «Era un po’ pallida e affaticata – spiega -. Aveva tosse e catarro, disturbi che negli anziani possono sembrare quasi abituali. Nei giorni successivi, però, l’ho vista peggiorare, così ho deciso di accompagnarla al pronto soccorso».
La diagnosi
Gli accertamenti hanno evidenziato un grave problema respiratorio. La bronchite era ormai diventata polmonite e gli scambi gassosi risultavano fortemente compromessi. Il fisico di Eida aveva più difficoltà a eliminare l’anidride carbonica e ad assumere l’ossigeno necessario. «Il quadro era gravissimo e le possibilità sembravano davvero poche – ricorda Patrizia – Io, però, conosco Eida. So quanto è forte. Ho chiesto che le venisse data ogni possibilità e che si aspettasse l’effetto delle terapie».
Eida è stata quindi ricoverata in Geriatria. Sono iniziate la terapia antibiotica e l’assistenza respiratoria, con la maschera per l’ossigeno che la centenaria ha dovuto indossare per diversi giorni. Le prime ore sono state segnate dall’incertezza. Poi, lentamente, sono arrivati i segnali della ripresa. Il fisico della centenaria, contro ogni previsione, ha reagito. La respirazione è migliorata, l’infezione ha cominciato a regredire e, dopo quasi quattro settimane di degenza, sono arrivate le dimissioni. «Eida ha sempre avuto una mente attiva. Ancora oggi ripassiamo insieme le tabelline e le capitali – conclude Patrizia -. Non sempre si parla abbastanza dei reparti che curano le persone anziane. Al Ca’ Foncello Eida è stata considerata prima di tutto una persona, non soltanto una paziente di 102 anni».