Roma, 7 agosto 2026 – È scattata l’emergenza ciclosporiasi, l’infezione partita dall’insalata servita nei fast food che ha già registrato le prime vittime. Negli Stati Uniti due persone sono morte, altre 200 sono ricoverate e migliaia di americani sono risultati positivi al virus. In Gran Bretagna alcuni turisti si sono sentiti male al rientro da una vacanza nello Yucatán, nel Golfo del Messico. Anche in Messico il governo conferma la presenza di 33 casi di ciclosporiasi in diversi Stati del Paese.
Si tratta della più vasta epidemia di questo virus intestinale mai registrata. Le indagini delle autorità sanitarie Usa hanno ricondotto i contagi alla lattuga iceberg tritata proveniente dal Messico, utilizzata anche in alcuni ristoranti della catena americana di cibo messicano Taco Bell. L’insalata è stata distribuita da Taylor Farms – uno dei maggiori produttori americani di verdure e ortaggi freschi con stabilimenti anche in Messico e Canada – l’azienda è stata costretta a ritirare dal mercato i prodotti responsabili del contagio.
Le autorità messicane hanno trovato il batterio in uno stabilimento di confezionamento di insalate pronte a Guanajuato e stanno controllando gli hotel della riviera dello Yucatán. Ecco cosa sappiamo dell’epidemia che spaventa il mondo.
Dov’è scoppiato il focolaio di ciclosporiasi?
Nelle ultime ore è iniziata la caccia al focolaio dell’epidemia di ciclosporiasi. Si teme che il contagio possa essere iniziato in Messico, anche alla luce dei turisti britannici che sono stati male dopo una vacanza sulla famosa Riviera Maya. Ma il ministero della Salute messicano respinge al mittente le accuse sul presunto ‘focolaio’ messicano: “Non ci sono prove conclusive sul fatto che l’epidemia abbia avuto origine in Messico”.
Ispezioni in 16 hotel della Riviera Maya
Il dicastero ha affermato che le autorità messicane e americane non hanno rilevato il parassita nei campioni prelevati da un impianto di confezionamento a Guanajuato, identificato da Washington come possibile fonte dell’epidemia.
Parallelamente, il ministero ha riferito di aver condotto ispezioni in 16 hotel della Riviera Maya, una meta turistica nello stato di Quintana Roo, al confine con il Belize, dove avevano soggiornato alcuni viaggiatori britannici che si sono sentiti male al loro rientro in patria. Nell’occasione, sono stati prelevati campioni di frutta, verdura e acqua.

La lattuga iceberg ritirata dal mercato dopo i casi di ciclosporiasi
Due morti negli Usa
Due persone sono morte in Michigan a causa dell’epidemia di ciclosporiasi che ha colpito migliaia di persone negli Stati Uniti. Lo ha annunciato il dipartimento della salute dello Stato. Secondo la documentazione medica, entrambe le vittime presentavano gravi patologie pregresse che potrebbero essere state peggiorate dalla ciclosporiasi e dalla disidratazione dovuta alla fortissima diarrea che questo virus provoca.
Michigan è lo Stato più colpito: 200 ricoveri e migliaia di casi
Il dipartimento della salute federale ha aperto un’indagine. Il Michigan è uno degli Stati più colpiti dall’epidemia con 11.234 casi confermati, di cui quasi 200 persone ricoverate in ospedale. A livello nazionale, secondo i ‘Centers for Disease Control and Prevention’, negli ultimi mesi si è registrato un costante aumento dei casi di virus intestinale. Al 28 luglio, i Cdc hanno registrato 6.707 casi di ciclosporiasi confermati, oltre a più di 11.500 casi sospetti in attesa di conferma o di ulteriori accertamenti.
Secondo i ‘Centers for Disease Control and Prevention’, negli ultimi mesi si è registrato un costante aumento dei casi di virus intestinale causata dal parassita in tutto il Paese. Solo in Michigan, ci sono stati 11.234 casi, mentre a livello nazionale, al 28 luglio i Cdc hanno registrato 6.707 casi di ciclosporiasi confermati, oltre a più di 11.500 casi sospetti in attesa di conferma o di ulteriori accertamenti.
Nel mirino la lattuga dei fast-food Taco Bell
Sotto i riflettori è finita la lattuga iceberg servita nei ristoranti della catena statunitense di cibo messicano Taco Bell. I fast-food fanno parte della multinazionale ‘Yum! Brands’, che controlla anche KFC e Pizza Hut. Taco Bell è presente anche in Europa, ma al momento non ci sono fast-food in Italia.
Il 17 luglio l’azienda ‘Taylor Farms de Mexico’ ha annunciato di aver avviato un richiamo volontario di tutta la lattuga iceberg proveniente da quell’area sul mercato Usa.
“Sebbene l’indagine sia ancora in corso – si precisa nella nota diffusa dalle autorità sanitarie statali del Michigan – le informazioni disponibili indicano che la lattuga o le verdure a foglia verde potrebbero essere una potenziale fonte di questo focolaio. Tuttavia, non si possono escludere completamente altri alimenti”.

Un ristorante della catena Taco Bell
Ritirata l’insalata iceberg di Taylor Farms
A rifornire i ristoranti Taco Bell è stata la Taylor Farms, uno dei maggiori produttori americani di verdure e ortaggi freschi, L’azienda è stata costretta a ritirare l’insalata iceberg responsabile del focolaio e ha assicurato di aver intrapreso “misure proattive”.
Con un fatturato annuo superiore ai 7 miliardi di dollari, la Taylor Farms coltiva prodotti in oltre una dozzina di Stati, oltre che in Messico e Canada, e dispone di 30 stabilimenti di lavorazione e 25.000 dipendenti.
Il richiamo dei prodotti ha contribuito a contenere la diffusione dell’infezione, ma il caso ha riacceso i riflettori su una malattia ancora poco conosciuta. Secondo i CDCP americani, infatti, ogni anno negli Stati Uniti vengono registrati migliaia di casi di ciclosporiasi, soprattutto durante i mesi più caldi.
Cos’è la ciclosporiasi e come si contrae
La ciclosporiasi è un’infezione intestinale causata dal parassita unicellulare ‘Cyclospora cayetanensis’, un organismo microscopico che può contaminare acqua e alimenti freschi, in particolare frutta e verdura consumate crude.
L’infezione si contrae mangiando cibi o bevendo acqua contaminati da residui fecali e provoca soprattutto diarrea acquosa, crampi addominali, nausea e stanchezza profonda. Non si trasmette direttamente da persona a persona.
Dopo essere stato ingerito attraverso gli alimenti, il parassita raggiunge l’intestino, dove si sviluppa provocando i disturbi nel giro di due settimane, anche se i primi sintomi possono comparire già in pochi giorni.
Diarrea del viaggiatore: sintomi e come prevenirla
Conosciuta come ‘diarrea del viaggiatore’, la ciclosporiasi è la classica infezione contratta da molti turisti che visitano Paesi tropicali ed è causata dall’acqua contaminata e dalle verdure crude. È per questo che i medici consigliano di bere soltanto acqua in bottiglia (perfettamenet sigillata) e di evitare frutta e verdura crude. I normali lavaggi casalinghi spesso non bastano a eliminare del tutto questo microrganismo.
Quasi sempre la ciclosporiasi inizia con una diarrea molto forte, spesso accompagnata da nausea, vomito, crampi addominali, perdita di appetito e una grande sensazione di stanchezza.
Come viene diagnosticata
La diagnosi di ciclosporiasi avviene attraverso le analisi delle feci: solo così è possibile accertare la presenza di ovocisti di Cyclospora cayetanensis nell’intestino. Le tecniche di laboratorio più utilizzate per rilevare il parassita sono la colorazione acido-resistente e la reazione a catena della polimerasi (PCR). A causa della dispersione intermittente di ovocisti, potrebbero essere necessari più campioni di feci per confermare la diagnosi.
Farmaci, trattamenti e cura
Il trattamento primario per la ciclosporiasi è la terapia antimicrobica. Il farmaco più prescritto dai medici è il ‘trimetoprim-sulfametossazolo’ (TMP-SMX), noto con i nomi commerciali di Bactrim, Septra o Cotrim. Questo antibiotico è efficace nell’eliminare il parassita e nell’alleviare i sintomi.
Esistono trattamenti alternativi per le persone allergiche ai farmaci sulfamidici o che non tollerano TMP-SMX. In questo caso, si usano ciprofloxacina e nitazoxanide.
Oltre alla terapia antimicrobica, la terapia di supporto è essenziale nella gestione della ciclosporiasi. I pazienti devono mantenere un’adeguata idratazione e un buon equilibrio elettrolitico, soprattutto se soffrono di gravi diarree. I farmaci antidiarroici da banco possono alleviare i sintomi, ma il loro utilizzo deve essere consigliato da un medico.
La ciclosporiasi è pericolosa?
Generalmente non è pericolosa per chi è in buone condizioni di salute. Una volta entrati a contatto col batterio, di solito l’infezione si risolve senza grosse conseguenze. Nei casi con sintomi più gravi può essere necessario ricorrere agli antibiotici. Il rischio più alto è legato alla disidratazione provocata dalla diarrea, una complicanza che può diventare particolarmente pericolosa nei soggetti deboli.
Le morti per ciclosporiasi sono molto rare tuttavia, secondo gli esperti, episodi prolungati di diarrea possono essere pericolosi per le categorie vulnerabili, tra cui neonati, anziani, donne in gravidanza e persone con sistema immunitario compromesso. Negli Stati Uniti sta crescendo la paura nei confronti di alcuni tipi di alimenti, principalmente le verdure.
La trasmissione diretta è rara
A differenza di altre infezioni intestinali, la trasmissione diretta da persona a persona è molto rara. Una volta eliminato con le feci, il parassita diventa contagioso dopo un paio di settimane.