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Andrea Dalla Serra e Silvia M. C. Senette
I soldi divisi tra ristori (30 milioni) e promozioni (20 milioni). Il presidente Varallo avvisa: «Fondi a esaurimento, seguiremo il concetto di “first come, first serve”»
Via libera agli impegni di Dolomiti Superski: 50 milioni tra rimborsi e sconti per gli sciatori. L’istruttoria dell’Antitrust si chiude senza sanzioni ma con una svolta contabile e strutturale destinata a incidere sugli equilibri della stagione invernale: ieri l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accolto formalmente gli impegni presentati da Federconsorzio Dolomiti Superski e dai dodici Consorzi di valle aderenti, chiudendo il procedimento avviato a luglio 2025 per presunta violazione del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Sul piatto c’è un pacchetto di ristori economici per i consumatori del valore complessivo di 30 milioni di euro, a cui si sommano 20 milioni di euro in promozioni e agevolazioni stabilizzate per le prossime cinque stagioni sciistiche sul super-skipass, oltre all’impegno formale ad azzerare ogni coordinamento centrale sulle politiche tariffarie.
Chi ha diritto al rimborso
I ristori da 30 milioni di euro riguardano direttamente gli utenti che hanno acquistato skipass vallivi, giornalieri o plurigiornalieri, da 1 a 31 giornate, nelle stagioni sciistiche 2022/23, 2023/24 e 2024/25. I consumatori potranno accedere a due opzioni: un rimborso diretto in denaro pari al 20% della spesa sostenuta, attingendo a un plafond dedicato di 12 milioni di euro, oppure un voucher sconto pari al 30% del precedente esborso valido sui futuri acquisti, attingendo a un plafond di 18 milioni. Entrambi sono validi fino a esaurimento e, come precisa Andy Varallo, presidente di Dolomiti Superski «seguiremo il concetto di “First come, first serve”». Una volta terminati i fondi non sarà possibile reclamare alcunché.
Sarà allestita una piattaforma dedicata
«A partire dal 15 ottobre — continua Varallo — i clienti che ne hanno diritto potranno richiedere su una piattaforma dedicata, che pubblicizzeremo sui social e sul nostro sito, o un rimborso o uno sconto su acquisti futuri comprovando l’acquisto di uno skipass di Valle». Varallo sottolinea inoltre che «gli ospiti dei nostri impianti sono da sempre il punto di riferimento nel costruire un’offerta ampia, differenziata e trasparente, ed è a loro in primis che abbiamo pensato presentando gli impegni all’autorità. Dolomiti Superski garantisce che l’attuazione degli impegni avverrà in base a principi di terzietà e trasparenza, e fornirà aggiornamenti progressivi e tempestivi all’avanzamento della procedura a tutte le parti, così come alle associazioni dei consumatori interessate». I cartelli informativi con i dettagli per accedere ai moduli di richiesta saranno infatti affissi presso tutte le casse fisiche del comprensorio e sui siti web ufficiali di Federconsorzio e dei Consorzi vallivi; dovranno inoltre essere diffusi attraverso gli organi di stampa locali del Triveneto.
Il reclamo
Ad accogliere positivamente la notizia, chiedendo però che gli impegni vadano misurati in modo certo e indipendente sono le associazioni dei consumatori Consumerismo e Assoutenti. «Il meccanismo spinge gli utenti a comprare nuovi skipass per ottenere il beneficio maggiore e inoltre chi arriva tardi rischia di non ottenere nulla, pur avendone il diritto», precisa Assoutenti. La vicenda affonda le radici nelle denunce presentate dalla società milanese SportIt, intermediaria nella vendita online tramite la piattaforma SnowIt, dopo i reiterati dinieghi alla commercializzazione dei titoli d’accesso da parte dei singoli comprensori. L’ispezione condotta nell’estate 2025 dal Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza nelle sedi del consorzio aveva portato sotto la lente due contestazioni: la centralizzazione della politica dei prezzi tramite clausole statutarie e i limiti imposti ai consorzi di valle, come Val Gardena, Alta Badia e Plan de Corones, sulla vendita dei propri ticket tramite piattaforme terze. Ad accelerare la definizione dell’accordo sono stati il rischio di incorrere in una sanzione massima fino al 10% del fatturato, stimabile proprio in circa 30 milioni di euro, e le riserve espresse dalle associazioni dei consumatori, come Assoutenti, sull’impatto dei rincari sul pubblico.
8 agosto 2026 ( modifica il 8 agosto 2026 | 08:12)
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