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Immaginate di poter tornare indietro nel tempo. In un’epoca in cui i capelli cotonati erano un simbolo di stile, le giornate si vivevano lontano dagli schermi degli smartphone e la moda sembrava avere una libertà oggi quasi dimenticata.
È dentro questa atmosfera che si muove “The Shards”, la nuova serie di Ryan Murphy in arrivo su Disney+ dal 6 agosto con nove episodi. Tratta dal bestseller di Bret Easton Ellis (Le schegge), la serie ci porta nella Los Angeles degli anni ’80.
Nel cast due figli d’arte: Homer Gere e Kaia Gerber, rispettivamente figli di Richard Gere e Cindy Crawford. E danno entrambi dimostrazione di essere molto più del cognome che portano.
La trama
Al centro della storia c’è Bret (Igby Rigney), un giovane aspirante scrittore la cui vita cambia con l’arrivo al liceo di Robert Mallory (Homer Gere). Il suo arrivo coincide con la paura che si diffonde a Los Angeles per la presenza di un serial killer che prende di mira gli adolescenti: il Pescatore.
Tra feste, ricchezza ed eccessi, Bret e il suo gruppo di amici vivono gli ultimi anni dell’adolescenza mentre il mondo apparentemente perfetto che li circonda inizia a mostrare tutte le sue crepe.
The Shards, l’intervista al cast. Homer Gere: “È una serie sexy e oscura. Il bello di fare l’attore? Dire e fare cose che non faresti mai nella vita reale”Gli anni ’80 in tutto il loro splendore
La ricostruzione dell’epoca è uno dei maggiori punti di forza della serie. Costumi, acconciature, scenografie, ogni singolo dettaglio è rievocato con un’accuratezza tale che non solo racconta lo spirito degli anni Ottanta ma rende quella decade di nuovo viva sullo schermo. E contribuisce a tutto questo anche una colonna sonora memorabile e mai scontata.
E se da un lato si richiama l’eleganza visiva di serie come “Mad Men”, sotto quella patina raffinata c’è un’inquietudine fatta di ossessioni e violenza. E in questo si riconosce tutta la cifra stilistica di Ryan Murphy.
Il momento esatto in cui si smette di essere ragazzi
“The Shards” non è soltanto un thriller con un serial killer sullo sfondo. È soprattutto un racconto sul momento esatto in cui si smette di essere ragazzi. Ryan Murphy, infatti, parte dagli elementi tipici del teen drama (sesso, desiderio, amicizie e ossessioni) e li trasforma in qualcosa di più profondo: una riflessione sull’istante in cui si entra nell’età adulta e nulla è più come prima.
E il passaggio verso l’età adulta viene portato sullo schermo con un misto di sogno e paura, sesso e sangue, amore e distruzione. E questo è forse l’aspetto più interessante dell’intera storia insieme a un cast perfettamente scelto e a tutto il fascino degli anni ’80. Rispetto alle serie tv contemporanee potrebbe risultare un po’ lenta, ma il ritmo dilatato rappresenta la cifra stilistica di questa serie.
A chi piacerà
“The Shards” piacerà agli appassionati di Ryan Murphy, a chi cerca thriller psicologici lenti e atmosfere anni ’80 ma soprattutto a chi ama quei titoli in cui la componente estetica ha lo stesso peso della storia. È meno indicata, invece, a tutti quelli che cercano una serie dal ritmo serrato. Qui, infatti, lo sviluppo della storia e dei personaggi è lento e a volte non del tutto approfondito.
Ma con questa serie Ryan Murphy firma una delle sue produzioni più eleganti degli ultimi anni. Una serie che seduce con la sua estetica ma resta impressa per il modo in cui racconta il lato più ambiguo della giovinezza: quando la spensieratezza lascia il posto alla consapevolezza che l’adolescenza, una volta finita, non torna più.
Voto: 7
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