Il centrocampista del Liverpool è il prescelto dall’Inter ma i Reds chiedono 40 milioni. Per sbloccare la trattativa serve lavorare in uscita…
Giornalista
9 agosto – 08:13 – MILANO
Tra due settimane esatte la prima giornata di campionato dell’Inter sarà già storia. Questo fa capire quanto poco manchi all’inizio della nuova Serie A, quella che Cristian Chivu e i suoi intendono vincere di nuovo. Partire bene sarà fondamentale, iniziare con una rosa al completo anche potrà fare la differenza ma inevitabilmente dipenderà dai prossimi dodici giorni e se in questa mini-finestra nella sessione estiva si sbloccherà qualcuna delle questioni di mercato rimaste in sospeso.
uomo ovunque—
L’affaire Cuti Romero (ormai quasi del tutto compromesso per l’impasse sull’uscita di Benji Pavard e l’inserimento dell’Atletico Madrid) e il ritorno di fiamma per Moussa Diaby (complicato dalle resistenze dell’Al-Ittihad e dal pressing del Bayer Leverkusen) hanno spostato di nuovo i riflettori sulla difesa e sulla fascia destra, ma occhio al centrocampo che resta, a ora, un reparto sovraffollato ma anche quello in cui c’è un nome che non se n’è mai andato dai pensieri del club. Né da quelli dell’allenatore. Curtis Jones è un pallino. Il 25enne di Liverpool piace da tempo perché nasce centrale ma è abile negli inserimenti sulla trequarti avversaria — e Chivu ha già fatto ampiamente capire quanto voglia rendere ancora più verticale la sua Inter — e ha agito anche davanti alla difesa, il che potrebbe permettergli di dare il cambio anche a Calhanoglu lì in mezzo. Insomma, ha giocato un po’ ovunque e ha dimostrato una duttilità che agli occhi dei nerazzurri non è passata inosservata. Se poi pensiamo che la scorsa stagione si è visto anche più arretrato (terzino) allora il Liverpool o chi lo prenderà potrà davvero contare su un elemento camaleontico e che è pronto, all’occorrenza, a calarsi in più ruoli.
perché stankovic—
Al di là della questione economica (la richiesta dei Reds è di almeno 40 milioni nonostante il contratto in scadenza a giugno 2027), il nodo è, come detto, anche numerico. E non è così scontato che una cessione di un esubero come Frattesi possa bastare per spianare la strada all’arrivo dell’inglese. Discorso diverso, invece, se ad uscire dovesse essere Aleksandar Stankovic. Il figlio d’arte anche nella tournée appena conclusa ha fatto le prove generali da vice-Calha con alterne fortune ma con l’attenuante anagrafica e di essere uno degli ultimi arrivati in un contesto ben diverso rispetto al Bruges. L’Inter se lo coccola come uno dei suoi migliori gioielli e solo pochi giorni fa ha rifiutato 40 milioni dal Brentford per lui. Ulteriore conferma di quanto i nerazzurri lo tengano in considerazione e delle cifre che dall’estero sono disposti a investire per un prospetto del genere. Proprio per questo non è da escludere che altre pretendenti si facciano avanti con offerte per il cartellino (e per l’ingaggio) eventualmente ancora più alte sarà difficile non sedersi a riflettere. Stankovic di recente ha ribadito quanto voglia giocarsi tutte le chance che ha con l’Inter e che è tornato per restare. Il club lo stima e non ci ha pensato due volte quando si è trattato di ricomprarlo a giugno. Ma le vie del mercato sono infinite. Soprattutto per una mezzala con doti da regista, le stesse (duttili) qualità che ha anche quel vecchio pallino che gioca nel Liverpool.
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