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Caitriona Balfe, protagonista di Oulander. La serie (8 stagioni, dal 2014 al 2026) è visibile in chiaro su Cielo ogni martedì in prima serata, e on demand su Sky.

QUANDO CLAIRE RANDALL (Caitriona Balfe) appoggia la mano sulla pietra di Craigh na Dun e si risveglia nel 1743, il mio primo pensiero fu «ecco, l’ennesimo fantasy». Poi passarono pochi minuti e mi ritrovai dentro una ricostruzione della Scozia giacobita così accurata che mi sembrò un documentario BBC, solo con parecchio più fango.

Dove vedere Outlander in tv in chiaro e in streaming

Outlander (in chiaro su Cielo ogni martedì alle 21.15, e completa on demand su Sky e NOW) ha sempre avuto questo doppio fondo. E siccome per 12 anni la scorciatoia giornalistica è stata “il Game of Thrones romantico”, tanto vale prendere la domanda sul serio: chi è più fantasy tra i due?

E se il vero fantasy fosse “Outlander” e non “House of the Dragon”?- immagine 3

Caitriona Balfe e Sam Heughan: Claire Randall e Jamie Fraser, nella prima stagione di Outlander

Guida a Outlander: le origini? C’entra Doctor Who

Cominciamo dagli autori, perché lì aleggia l’inversione più divertente! Diana Gabaldon era una professoressa universitaria, scriveva articoli accademici e, per la Disney, sceneggiature di fumetti di Zio Paperone. Alla fine degli anni Ottanta decide di scrivere un romanzo storico “per esercizio”, senza intenzione di pubblicarlo, e cerca solo un’epoca in cui ambientarlo. Vede in replica una puntata di Doctor Who con un giovanotto in kilt, le sembra piuttosto affascinante, e decide che la Scozia del Settecento sarà perfetta. Quel giovanotto era Jamie McCrimmon, compagno di viaggio del Secondo Dottore: da lui prende il nome, dall’attore che lo interpretava, Frazer Hines, il cognome Fraser.

Le differenze tra Outlander e Games of Thrones e House of the Dragon

George R.R. Martin di Games of Thrones e “correlati”,  fa il percorso opposto. Viene dalla televisione (anni e anni di scrittura per Ai confini della realtà e La bella e la bestia) e scappa nelle pagine dei libri proprio perché stufo di tagliare eserciti e castelli per motivi di budget. Il Trono di Spade nasce nel 1996 come un progetto deliberatamente non filmabile. Poi la messa in scena tv, come ben sappiamo, arriverà comunque.

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Cos’hanno in comune Diana Gabaldon e George R.R. Martin

I due, per la cronaca, si sono incrociati. Nell’antologia Dangerous Women del 2013, curata da Martin con Gardner Dozois, c’è un racconto di Gabaldon su Jamie diciannovenne prima di Claire e un romanzo breve di Martin sulla Danza dei Draghi. Nello stesso volume, cioè, i semi di Blood of My Blood e di House of the Dragon. I prequel delle serie “madri”.

Fantasie e autori a confronto

Chi è più fantasy, allora? Martin inventa un mondo che non esiste (geografia, casate, genealogie, lingue) e poi ci fa rientrare la magia col contagocce. Il primo libro è quasi solo politica, le Guerre delle Due Rose con la neve, e i draghi arrivano più avanti. Gabaldon fa il contrario: si concede la licenza fantastica delle pietre e la incastona in una ricostruzione storica minuziosamente documentata. Anche le regole del viaggio sono quasi da laboratorio, scientifiche: date precise, gemme, sangue, linee di forza. Tecnicamente siamo più vicini alla fantascienza. Forse Outlander è fantasy più che altro nel motore. E il patto col lettore è opposto a quello di Martin. Quest’ultimo trucida i nostri protagonisti preferiti per dirci che nessuno è al sicuro, Gabaldon fa passare due persone attraverso l’inferno per dirci che si ritroveranno.

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Una scena dell’ultima stagione

Il percorso parallelo e il finale deludente di Outlander

Poi, come per Il trono di spade, dobbiamo essere sinceri perché anche Outlander non ha mantenuto i livelli iniziali! La sesta stagione tagliata a 8 episodi, la settima da 16 puntate spezzata in due tronconi. Soprattutto il trasloco dalla Scozia al North Carolina. Culloden era il vero motore narrativo, una guerra di cui conosciamo già l’esito, e questo la rendeva tragica. Fraser’s Ridge è una fattoria, e la Rivoluzione americana non ha mai avuto la stessa potenza narrativa. L’ottava e ultima stagione negli Stati Uniti è andata in onda dal 6 marzo al 15 maggio 2026 su Starz e ha diviso tutti. I primi tre episodi erano al 100% su Rotten Tomatoes, poi Forbes ha liquidato il finale come la chiusura deludente di una stagione mediocre. Altri hanno notato il vizio peggiore: una stagione finale che passa il tempo a rivisitare la seconda (Faith, Master Raymond) invece di costruire qualcosa di proprio.

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Un’immagine della seconda stagione

I romanzi che ancora aspettiamo e la stagione migliore di Outlander

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Il motivo strutturale (e paradossale) è lo stesso di Cronache del ghiaccio e del fuoco (la saga di Martin): la serie è arrivata alla fine prima dell’autrice. Il decimo romanzo della saga ispiratrice di Outlander, A Blessing for a Warrior Going Out, è annunciato ma senza data, e in Italia l’ultimo volume pubblicato è del 2022. I fan di Martin aspettano The Winds of Winter addirittura dal 2011! Entrambe le saghe letterarie sono state doppiate dai propri adattamenti tv, ed entrambi i finali hanno pagato un considerevole dazio. La buona notizia, per chi la sta scoprendo ora su Cielo: siamo alla seconda stagione, cioè esattamente dove la serie dà il meglio. Quel calo, per ora, resta un problema del futuro.