di
Barbara Visentin

Sul “Daily Mail” le foto e gli estratti di oltre 3.000 pagine di documenti dalle indagini sulla morte dell’ex One Direction

Una spirale di droghe e alcol e un’escalation di comportamenti sempre più caotici, distruttivi e fuori controllo ha portato alla tragica morte di Liam Payne, ex componente dei One Direction, caduto dal terzo piano del suo hotel di Buenos Aires, in Argentina, il 16 ottobre del 2024

Se le circostanze della sua scomparsa sono ormai state raccontate a più riprese, negli ultimi giorni a fornire ulteriori dettagli su quel che è accaduto al 31enne britannico, popstar adorata da milioni di fan con una vita all’apparenza invidiabile, sono le testimonianze delle due escort con cui si era intrattenuto poche ore prima della morte e i circa 3.000 documenti ufficiali delle indagini che sono stati ottenuti in esclusiva dal “Daily Mail”.



















































Non mancano immagini prese dalle telecamere di sicurezza dell’albergo CasaSur in cui l’artista, in condizioni molto precarie, vaga per i corridoi giusto un’ora prima del volo dal balcone che gli sarà fatale, oppure è seduto nella lobby dell’hotel insieme alle due prostitute o, ancora, riceve bottiglie di whisky nella sua camera. 

Compaiono poi, nella lunga ricostruzione del quotidiano britannico, anche le dichiarazioni del padre di Payne, Geoff, sicurissimo che il figlio, sotto l’effetto degli stupefacenti “non fosse in controllo di quel che faceva, non fosse Liam”, ma non avesse affatto istinti suicidi, come ipotizzato inizialmente dalla polizia: “Non ho dubbi che Liam volesse vivere. Non mi passa nemmeno per la testa che volesse farsi del male”.

Secondo Geoff, il figlio riusciva a tenersi lontano dalle sostanze e a rimanere sobrio, a patto che avesse qualcuno accanto a lui. E in effetti, nel ripercorrere gli ultimi giorni e le ultime ore dell’ex One Direction, i guai iniziano quando rimane solo in Argentina, il 14 ottobre, dopo i giorni di vacanza passati serenamente con la fidanzata Kate Cassidy. 

Quando Payne si registra all’hotel CasaSur, lo staff dell’albergo si rende conto velocemente che la situazione potrebbe degenerare, dato che lui inizia a ordinare una bottiglia di whisky dopo l’altra tramite il servizio in camera e a chiedere anche delle droghe. Le chat di WhatsApp dei dipendenti lo testimoniano: “Questa persona sarà molto complicata durante il soggiorno, è importante che gli diciamo di no, sempre gentilmente e con delle scuse. Per fare in modo che non continui a essere aggressivo, o almeno non così tanto”, scrive la manager dell’hotel Gilda Martin. Quando un’altra dipendente deve portargli cinque bottiglie di whisky in camera, le viene consigliato in chat di farsi accompagnare dalla security. 

Ma oltre all’alcol, Payne continua a chiedere che gli vengano procurate anche altre sostanze ed è con una delle due escort, trovata su Internet, che le richieste si fanno chiare: “Dovremmo procurarci della cocaina – le scrive su WhatsApp prima di inviarle delle foto esplicite  -. Riesci a trovarla? Ci servono cinque grammi così posso fare del crack”. La donna gli propone di raggiungerlo insieme a un’altra escort e Payne si offre di pagarle 5mila dollari per trascorrere la giornata con lui. 

Nel frattempo scrive anche al suo migliore amico, Roger Nores, comunicandogli l’intenzione di fare sesso con una prostituta. Nores, nelle sue dichiarazioni, si dice a conoscenza della dipendenza di Payne da alcol e droghe, ma anche dei suoi problemi con il sexting, tanto che una ex fidanzata, un mese prima della morte, l’aveva accusato in un libro di aver inviato messaggi espliciti a varie ragazze, alcune delle quali, sosteneva, anche minorenni. “Non gli facevo molte domande – dichiara Nores -. Mi aveva detto che temeva di aver mandato una foto di nudo a una minorenne senza saperlo, ma non accettava alcun tipo di responsabilità. Sapevo che era dipendente dal sexting, non l’avevo mai visto farlo, ma me ne aveva parlato”.

Con l’arrivo delle escort, che rimangono scioccate dalle condizioni della camera, la situazione si fa sempre più caotica. Payne ordina l’ammontare di 550 dollari di alcol, è in stato alterato per le droghe, e quando le donne gli chiedono il pagamento pattuito lui non ha abbastanza contanti: offre loro un Rolex che non accettano e che poi scaglia contro il muro. 

Le immagini delle telecamere che seguono lo mostrano riverso su un divano alla reception dell’hotel. Poco prima delle 17 viene riportato in camera dal personale. E alle 17.07 viene avvertito il tonfo della sua caduta. Una delle nuove immagini, però, offre un’altra chiave di lettura: Liam Payne, alle 3.20 di mattina del giorno della sua morte, è immortalato mentre si tiene in equilibrio appendendosi a 90 gradi su un palo fuori dall’hotel, probabilmente in attesa che gli venga recapitata della droga. 

Un dettaglio che darebbe l’idea della forza fisica delle sue braccia e che porterebbe gli investigatori a ipotizzare che la caduta del balcone sia stata davvero un incidente: forse il cantante stava provando a calarsi giù dal terzo piano, convinto di essere in grado di reggere il peso, ma poi avrebbe perso l’equilibrio e sarebbe irrimediabilmente caduto.

9 agosto 2026