Allacciate le cinture, Bond-addicted: il totonomine per il nuovo 007 è entrato nella fase bollente.

In pole, tre volti da poster nella cameretta: Jacob Elordi, Tom Holland e Harris Dickinson.

Giovani, britannici o Commonwealth, tutti under 30: una sferzata anagrafica che manda in soffitta l’era Craig e promette un Bond tutto nuovo, più fresco e – dicono i beninformati – sorprendentemente audace.

Le bocche in produzione restano cucite, ma Amy Pascal, al timone della nuova fase insieme a David Heyman, ha lasciato cadere un indizio che pesa come un martini “shaken, not stirred”: “La fine dell’anno è una buona stima” per l’annuncio.

Traduzione: preparate i popcorn, il reveal potrebbe arrivare prima delle vacanze.

Dietro le quinte si lavora con il bilancino. L’eredità di Daniel Craig, ammette Pascal, è un macigno: per questo cercano un interprete capace di dare un’impronta inedita, diversa, originale.

Gli insider ronzano attorno a tre nomi: Elordi, rivelazione di Euphoria e ormai cocco degli autori; Harris Dickinson, il più “arthouse” del trio, tra Maleficent e Triangle of Sadness; e Tom Holland, superstar globale che però deve fare i conti con l’agenda blindata targata Marvel.

Tradotto: charme da vendere, ma incastri complicati.

Capitolo regia: si mormora di Denis Villeneuve al comando. Se confermato, sarebbe la carezza che tranquillizza i puristi, preoccupati da eventuali strappi dopo il passaggio sotto l’ombrello Amazon: estetica d’autore e tradizione potrebbero andare a braccetto.

Dopo Connery, Lazenby, Moore, Dalton, Brosnan e Craig, il prossimo Bond non dovrà solo premere il grilletto: dovrà accendere una nuova era. E se la tabella resta quella sussurrata da Pascal, il nome potrebbe arrivare entro fine anno.

Chi si porterà a casa la licenza di uccidere? Restate sintonizzati: il conto alla rovescia è già iniziato.

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