Chiara They scrive la parola fine sulla vicenda che l’ha vista suo malgrado protagonista nel corso della finale di Coppa Italia di beach volley, con il suo tecnico James Martins protagonista di un’uscita sopra le righe durante un time out. Ripreso dalle telecamere, la reazione aveva fatto il giro del web provocando anche la reazione della Fipav.
Nelle ultime ore l’atleta, che nella stagione indoor indossa la maglia della Pallavolo Sangiorgio, ha scelto instagram per chiudere la questione.
Questa la dichiarazione pubblicata sul profilo della They
Ho deciso di dire la mia in merito a quanto accaduto durante la Coppa Italia di beach volley.
Il rapporto che abbiamo io, Sara e James non sarà messo in discussione da questo episodio, perché sappiamo bene il contesto in cui è avvenuto: durante un momento di grande tensione, confusione e poca lucidità da parte di tutti.
La mia reazione è stata spontanea, perché non mi aspettavo quel gesto che voleva essere esclusivamente di sprono.
A fine partita James si è scusato immediatamente con entrambe e si è assunto la responsabilità di quanto accaduto. Le sue scuse sono state sincere e le ho accettate, perché conosco la persona che ho davanti.
Mi allena da cinque anni.
Mi ha accolta in un momento di crisi in cui non ero sicura di voler continuare a giocare a beach volley e mi ha fatto riscoprire l’amore per questo sport, aiutandomi a raggiungere traguardi che non avrei mai immaginato.
Chi lo conosce davvero sa quanto sia attento al benessere dei suoi atleti e quanto sia sensibile su temi come il rispetto della persona.
Con questo, non intendo giustificare ciò che è successo, ma credo anche che un singolo episodio non debba etichettare per sempre una persona.
James è pienamente consapevole di quanto accaduto e delle conseguenze che ne sono derivate.
Da parte mia posso dire che è un episodio dal quale tutti abbiamo tratto un insegnamento e che non vogliamo si ripeta.
Vorrei chiedere rispetto, per me, per Sara e anche per James. Ritrovarsi improvvisamente al centro di un’ondata mediatica di questo tipo non è semplice da affrontare. Prima di essere atleti siamo persone.
Mi auguro che, da questa vicenda, possa nascere anche un’occasione per parlare di più del beach volley per ciò che è davvero: uno sport fatto di passione, sacrificio, fair play, amicizia e grande rispetto reciproco.
Grazie a chi leggerà queste parole con la volontà di comprendere il mio punto di vista, anche senza necessariamente condividerlo.
Io continuerò a sostenere la mia squadra e il mio allenatore, perché conosco le persone con cui condivido questo percorso ogni giorno.