La Ship è rimasta inaspettatamente intatta durante il rientro in atmosfera ma il traino dell’enorme navicella di 52 metri è complesso. Musk: «La sitazione non è rosea»

Il tredicesimo volo di prova di Starship  del 24 luglio scorso si era concluso con successo: quasi tutte le operazioni programmate erano andate a buon fine, compreso l’ammaraggio controllato nell’Oceano Indiano, al largo dell’Australia occidentale, dello stadio superiore di Ship 40. È la prima volta che la navicella, un cilindro di 52 metri, alta quanto un edificio di 17 piani,  per un diametro di 9, rimane integra e galleggia tra le onde. Da qui l’idea di provare ad agganciarla e rimorchiarla fino a riva per poterla visionare meglio. Ma l’operazione è tutt’altro che semplice: il mare è mosso, le onde sono alte, lo stadio superiore non è stato progettato per essere rimorchiato nell’oceano. Alcune parti sono state danneggiate dalla salsedine e dal moto ondoso. E ad oltre due settimane dall’ammaraggio l’enorme navicella è ancora in acqua.

Starship galleggia ancora nell'Oceano Indiano: a due settimane dal lancio, l'enorme navicella non è stata recuperata

Lo stesso Elon Musk, ceo di SpaceX ha aggiornagto sui X la situazione, spiegando che il recupero si sta rivelando molto complesso, lasciando intendere che non è affatto garantito che Ship 40 possa essere riportata a terra. «Purtroppo, al momento la situazione per il recupero della nave non è rosea. Ciononostante, siamo riusciti a ottenere foto ravvicinate di aree critiche dello scudo termico e dei motori, utili per futuri aggiornamenti».



















































Il mancato recupero non rappresenta infatti un problema per SpaceX perché tutto è stato documentato con fotografie. Ma mettere le mani su una navicella che ha volato nello spazio sarebbe un’occasione preziosa per gli ingegneri progettisti che potrebbero visionare gli elementi  direttamente.

Nelle precedenti missioni sperimentali SpaceX non aveva mai avuto la possibilità di recuperare una Ship rientrata integra perché tutte erano esplose durante il rientro o erano rimaste gravemente danneggiate.

Starship galleggia ancora nell'Oceano Indiano: a due settimane dal lancio, l'enorme navicella non è stata recuperata

Se non si riuscisse a recuperare Ship 40 è molto probabile che la navicella rimarrà nell’oceano. SpaceX potrebbe eventualmente aspettare condizioni meteorologiche migliori e tentare nuovamente il recupero, se la nave continuasse a galleggiare e le condizioni lo consentissero. Ma se il recupero diventasse troppo rischioso o tecnicamente impossibile, la società dovrebbe abbandonare l’operazione.

Per non perdere le ultime novità su tecnologia e innovazione
iscriviti alla newsletter di Login

9 agosto 2026