La pesante sconfitta col Chelsea ha alimentato polemiche, critiche e un crescente disfattismo: i tifosi chiedono che ad Amorim venga messa in mano una rosa adeguata alla filosofia di gioco
La circospezione – più che legittima – che aleggiava fino all’altro giorno ovviamente ieri si è trasformata subito in tragedia, perché le riflessioni che animano le discussioni tra i tifosi sul web arrivano per lo più dalla pancia. E allora il 3-0 col Chelsea, per quanto severo campanello d’allarme, assume le proporzioni di uno tsunami da cui non si salva nulla. Ovviamente non siamo a questo livello, ma di certo il test di Giacarta ha peggiorato considerevolmente la percezione popolare nei confronti del Diavolo, anche per una semplice logica temporale: in teoria, più ci si avvicina alle partite ufficiali e più le cose dovrebbero migliorare. E non viceversa.
rosa—
E così il “credito” – chiamiamolo così – che Cardinale si era guadagnato con il doppio colpo fulmineo Ramos-Gila, appare già considerevolmente eroso. Anche perché, a parte Diawara che è comunque una seconda linea, il mercato in entrata si è immobilizzato e il punto focale su cui battono praticamente tutti i tifosi riguarda proprio la composizione di una rosa giudicata ancora inadeguata e lacunosa in diverse zone del campo. Numerosa, sì, ma paradossalmente poco profonda. Amorim in questo momento è considerato una sorta di vittima sacrificale che – agli occhi dei tifosi – paga i mercati e gli allenatori sbagliati degli ultimi anni. I destinatari dei malumori sono quindi la proprietà e quei giocatori ritenuti non solo inadeguati, ma colpevoli di fare da tappo agli affari in entrata.
test—
“Da anni in loop: prendi un allenatore millantando fiducia nei suoi confronti, non lo assecondi sul mercato, l’allenatore è costretto a scendere a patti rispetto alla propria idea di calcio, i risultati non arrivano, lo esoneri. Lo vogliamo interrompere sto loop per favore?”, ragiona un utente su X. “Amorim lasciatelo lavorare in pace! Ne ha diritto e la società aiuti il suo allenatore. Chi lo critica o si augura che a Natale vada via non è milanista”, aggiunge un altro. E ancora: “Ci sono giocatori che c’entrano zero con quello che vorrebbe fare Amorim, ma si capiva già dalla sua nomina. Non capisco perché abbia voluto testarli o cercare di adattarli. Semplicemente, non si adattano”. E mentre il tecnico nel dopogara col Chelsea spiegava che “è meglio soffrire adesso piuttosto che durante la stagione”, la gente rossonera invece è molto preoccupata in questo esatto momento. “Delle amichevoli mi frega poco – si lamenta un altro tifoso -, dei segnali però ci sono e tali segnali sono risaputi da anni! Serve gente competente in dirigenza! Che scelga giocatori di valore! Qui c’è tanto da fare in uscita ed entrata!”. E poi: “Se cambi ogni anno progetto tecnico, lavorando sul mercato più di pancia che di testa, con mezza squadra che non ha senso stia a Milanello ma rimarrà, con un allenatore fragilissimo: è più facile fare un campionato da comparsa che lottare per qualcosa di serio”.
tempistiche—
C’è anche chi sostiene che “se volevamo una squadra pronta subito andava tenuto Allegri, un mister come Amorim ha bisogno di almeno un campionato e 2 sessioni di mercato per costruire qualcosa, ricordatevi Pioli e il Milan fino al Covid, le squadre competitive non si fanno in 20 giorni ed un mercato estivo”. E mentre c’è chi prova anche a sdrammatizzare (“Servono almeno altri 29/30 acquisti, situazione disperata”), ieri un paio d’ore dopo la sconfitta era arrivato anche un post di Ibra, intento a cucinare wurstel davanti a una griglia (“Wild chef”): il senso dell’opportunità, questo sconosciuto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA