Gengive gonfie e sanguinanti, lividi e piccole emorragie cutanee, stanchezza, dolori articolari, ferite che faticano a guarire. Sono alcuni dei segnali dello scorbuto, una delle malattie nutrizionali più famose della storia.
La causa oggi è perfettamente conosciuta: una grave e prolungata carenza di vitamina C, o acido ascorbico.
L’organismo umano non è in grado di produrre autonomamente questa vitamina e deve quindi assumerla attraverso l’alimentazione. La vitamina C è coinvolta in numerose funzioni ed è essenziale per la corretta formazione del collagene, fondamentale per la struttura di pelle, vasi sanguigni, ossa e altri tessuti.
Quando la vitamina C viene a mancare per un periodo prolungato, questa struttura perde progressivamente la propria integrità. Ed è qui che compaiono i sintomi dello scorbuto.
Lo scorbuto non appartiene soltanto ai libri di storia
Oggi nei Paesi industrializzati lo scorbuto conclamato è raro. Ma raro non significa scomparso.
La letteratura medica continua infatti a descrivere casi in persone che per diverse ragioni assumono quantità estremamente ridotte di vitamina C.
Tra le condizioni associate a un maggiore rischio ci sono diete molto restrittive o prive di frutta e verdura, malassorbimento gastrointestinale, disturbi che compromettono l’alimentazione, consumo problematico di alcol e alcune malattie croniche.
Una particolare attenzione può essere necessaria anche nei pazienti con insufficienza renale sottoposti a dialisi. Il fumo, inoltre, è associato a un maggiore fabbisogno di vitamina C.
Lo scorbuto può quindi rappresentare anche oggi una diagnosi da considerare di fronte a determinati sintomi e a una storia alimentare fortemente carente.
Perché sanguinano le gengive?
La spiegazione è nel collagene.
La vitamina C funziona come cofattore in reazioni indispensabili alla sua corretta formazione. In caso di deficit grave e persistente aumenta la fragilità dei tessuti e dei piccoli vasi sanguigni.
Possono così comparire petecchie, ecchimosi, emorragie perifollicolari, gengive gonfie e sanguinanti e difficoltà nella cicatrizzazione delle ferite. Nei casi più avanzati possono essere presenti anemia, dolore muscolare e articolare e una marcata compromissione delle condizioni generali.
James Lind e i 12 marinai che cambiarono la storia della medicina
Lo scorbuto ha però anche un posto speciale nella storia della ricerca clinica.
Il 20 maggio 1747, a bordo della HMS Salisbury, il medico scozzese James Lind prese 12 marinai malati e li divise in sei coppie, sottoponendoli a differenti trattamenti.
Tra i rimedi sperimentati c’erano sidro, aceto, acqua di mare e agrumi.
Furono proprio i due uomini che ricevettero arance e limoni a mostrare il miglior recupero.
Quello di Lind viene oggi ricordato come uno dei primi esperimenti clinici comparativi della storia della medicina. Il medico pubblicò i risultati nel 1753 nel suo celebre Treatise of the Scurvy.
Ma tra la scoperta e la sua applicazione passarono decenni.
Fu soltanto nel 1795 che la Royal Navy iniziò a introdurre sistematicamente il succo di limone nella dieta dei marinai, una misura che contribuì a ridurre drasticamente la malattia nelle flotte britanniche.
Dallo scorbuto alla scoperta della vitamina C
Bisognò attendere il Novecento per comprendere cosa contenessero quegli agrumi di così importante.
Nel 1907 Axel Holst e Theodor Frølich, studiando lo scorbuto nelle cavie, contribuirono in modo decisivo a dimostrare l’origine nutrizionale della malattia.
Le successive ricerche portarono all’identificazione della vitamina C. Un ruolo centrale fu svolto dal biochimico ungherese Albert Szent-Györgyi, premiato nel 1937 con il Nobel per la Medicina per le sue scoperte sui processi di combustione biologica, con particolare riferimento proprio alla vitamina C.
La stessa parola “ascorbico” richiama la capacità della sostanza di prevenire lo scorbuto.
Una malattia antica con una lezione molto moderna
Lo scorbuto dimostra quanto possa essere sottile il confine tra storia della medicina e medicina contemporanea.
Una patologia che associamo alle navi a vela può ricomparire nel XXI secolo quando l’alimentazione diventa estremamente selettiva o intervengono condizioni che impediscono un adeguato apporto o assorbimento dei nutrienti.
Ed è anche una storia che ha lasciato un’eredità scientifica straordinaria: da dodici marinai su una nave del Settecento alla moderna ricerca clinica, lo scorbuto ha contribuito a dimostrare quanto l’alimentazione possa cambiare il corso di una malattia.

Fonti scientifiche e storiche
NIH – NCBI Bookshelf, Vitamin C (Ascorbic Acid), StatPearls, aggiornamento giugno 2026; NIH – NCBI Bookshelf, Vitamin C Deficiency, StatPearls; James Lind Library, James Lind and scurvy: 1747 to 1795; Nobel Prize, Albert Szent-Györgyi – Facts, Nobel Prize in Physiology or Medicine 1937; Nobel Prize, The Nobel Prize and the discovery of vitamins; Schleicher R.L. et al., Serum vitamin C and the prevalence of vitamin C deficiency in the United States: 2003–2004 National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), American Journal of Clinical Nutrition.