Nella notte, dalla Libia, è giunta la notizia di un accordo tra il calciatore fuggito da Lecce e un club che parteciperà alla Champions africana. Sticchi Damiani lancia l’allarme

Prendi un calciatore sotto contratto con un club e portalo in un altro continente. Promettigli stipendi da top-player, permettigli di allenarsi e, magari, pure di giocare in gare ufficiali. È quello che – forse – sta per succedere a Lameck Banda, fuggito da Lecce ormai due mesi fa e mai più tornato a disposizione di Di Francesco. Il condizionale è d’obbligo, perché il giocatore non risponde al telefono da settimane e il Lecce può limitarsi ad apprendere le notizie che arrivano dall’altra parte del Mediterraneo. “Lameck Banda è stato visto con una delegazione dell’Al Swehli SC, club libico che si prepara al debutto nella Champions League africana – ha riferito nella notte tra sabato e domenica il giornalista libico Muha El Gadamsi sul suo account X -. Il ragazzo è pronto a firmare un biennale da 12 milioni di dollari libici (l’equivalente di 1,63 milioni di euro, ndr)”. Il Lecce ha più di un buon motivo di ritenere che la notizia sia fondata e nelle scorse ore ha lanciato l’allarme: da Malagò alla Fifa, passando per la CAF e le Federcalcio di Zambia e Libia, tutte le possibili parti coinvolte hanno ricevuto una comunicazione ufficiale da parte del club giallorosso.

CHI L’HA VISTO?—  

Tra quattro giorni, agli occhi del Lecce, Lameck Banda compirà un mese da “latitante”. Non si è presentato al raduno per le visite mediche, poi neppure al ritiro pre-campionato in Austria. Ha postato un paio di video in cui si allena individualmente in Zambia, il suo paese d’origine, ma nel frattempo non ha mai risposto al Lecce e ai suoi procuratori. Anzi: tramite un amico, intervistato da un giornale zambiano, ha fatto sapere che il Lecce avrebbe approfittato della sua scarsa conoscenza della lingua italiana, facendogli firmare un contratto che prevedeva un’opzione unilaterale di rinnovo del contratto, che il Lecce avrebbe (e ha) potuto prolungare automaticamente dal 2026 al 2027. Parole che palesano un mal di pancia da calciomercato, per quanto architettato goffamente. La telenovela, però, non finisce qui, perché il post su X di Muha El Gadamsi costringe il Lecce a mettere in conto il peggiore degli scenari. Un mese fa l’Al Swehli ha infatti inviato ai giallorossi un’offerta ufficiale per il cartellino di Banda, che i pugliesi hanno rifiutato in quanto inferiore al milione di euro. Non succede, ma se succede… meglio farsi trovare pronti.

GLI SCENARI—  

Considerando l’assurdità della vicenda, a Lecce non si sentono di escludere che il club libico abbia effettivamente fatto delle avances a Banda nelle ultime settimane, approfittando della rottura di Lameck con il Lecce e pure con i suoi procuratori. In teoria, il club salentino potrebbe ritenersi tranquillo, perché anche nel caso in cui Banda firmasse con gli africani, la Figc si opporrebbe al trasferimento della documentazione necessaria ai colleghi della Federcalcio libica. Di fatto, però, l’Al Swehli potrebbe provare a procedere comunque al tesseramento, puntando a ottenere una via libera provvisorio da parte della Fifa. A quel punto si aprirebbe un contenzioso tra le parti, con una serie di conseguenze imprevedibili per club e giocatore. Ma non solo.

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CASO NAZIONALE—  

Una volta appresa la notizia del potenziale accordo tra Banda e l’Al Swehli, Saverio Sticchi Damiani – presidente del Lecce, sì, ma anche avvocato amministrativista – ha inoltrato una comunicazione ufficiale a tutte le potenziali parti coinvolte. Il calciatore, il club, la federcalcio libica e quella zambiana, ma soprattutto la CAF (la confederazione africana), la Figc e la Fifa. L’allarme non è banale e il Lecce chiede aiuto: il caso-Banda rischia di fare giurisprudenza, diventando una questione di interesse nazionale. Che valore avrebbero i contratti stipulati tra calciatori e club italiani se Banda riuscisse a farla franca? Il Lecce, nel dubbio, ha bussato con urgenza alla porta di Malagò.