di
Vittoria Melchioni

Era figlio della stilista Giuliana Coen Camerino. A Verona è stato protagonista del restauro e recupero conservativo della Biblioteca Civica

È morto nella notte tra sabato e domenica l’architetto Ugo Camerino, uno dei protagonisti dell’architettura veneziana del secondo Novecento e figlio di Giuliana Coen Camerino, la celebre stilista che con il marchio Roberta di Camerino portò nel mondo il colore e l’eleganza della moda veneziana.

Architettura e urbanistica

Camerino si è spento nella sua casa di Venezia, dove era in cura da tempo. I funerali non sono ancora stati fissati ma dovrebbero svolgersi nei prossimi giorni al cimitero ebraico del Lido di Venezia. Con la sua scomparsa se ne va una figura profondamente legata alla città, non soltanto per nascita e storia familiare, ma per una carriera professionale che ha lasciato segni importanti nel paesaggio urbano veneziano e ben oltre i confini della laguna. Laureato in Architettura allo Iuav di Venezia, dove avrebbe poi insegnato Composizione architettonica, Camerino aveva sviluppato un’attività professionale molto vasta, dall’architettura all’urbanistica, dal restauro alle grandi infrastrutture, lavorando in Italia e all’estero e collaborando con studi di Padova, Milano, Torino, Roma, Berlino, Parigi e San Pietroburgo. Il suo studio aveva sede nel cuore di Venezia, a Palazzo Sandi. 



















































I vari restauri

Tra le opere più note figura il terminal passeggeri del porto di Venezia, realizzato nell’area della Marittima e completato nel 2002, uno degli interventi che hanno accompagnato la trasformazione dell’antica zona portuale veneziana. Nel settore delle infrastrutture portuali Camerino lavorò anche a Trieste, alla realizzazione di terminal passeggeri, mentre nel campo sanitario il suo nome è legato al grande ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno, nelle Langhe, nato dal concorso vinto nel 1998 insieme al francese Aymeric Zublena e agli architetti Ugo e Paolo Dellapiana. Un complesso di 110 mila metri quadrati, concepito secondo il modello innovativo dell’ospedale a sviluppo prevalentemente orizzontale e diventato pienamente operativo nel 2020. A Verona fu invece protagonista del restauro e recupero conservativo della Biblioteca Civica, come progettista architettonico e capogruppo. A Venezia la sua attività si intrecciò ripetutamente con la tutela del patrimonio storico: lavorò al recupero del complesso di Sant’Anna a Castello, al restauro del complesso palladiano delle Zitelle alla Giudecca, alla biblioteca e alla residenza studentesca della Fondazione Giorgio Cini a San Giorgio Maggiore e a interventi su palazzi del Canal Grande, tra cui Ca’ da Mosto. 

La cultura ebraica

Si occupò inoltre del ridisegno del Museo Ebraico e del restauro di sinagoghe. Proprio il rapporto con la cultura ebraica veneziana apparteneva anche alla sua storia personale. Ugo era il figlio di Giuliana Coen Camerino, la “signora Giuliana” che avrebbe fondato Roberta di Camerino e costruito uno dei marchi simbolo del Made in Italy. Negli anni delle persecuzioni razziali la famiglia era stata costretta a lasciare l’Italia e Giuliana si era rifugiata in Svizzera insieme al marito e al piccolo Ugo. Tornata a Venezia dopo la guerra, avrebbe trasformato la sua creatività in un’impresa conosciuta in tutto il mondo. Ugo scelse un’altra strada, quella dell’architettura, mantenendo però lo stesso fortissimo legame con Venezia. Un rapporto fatto non soltanto di nuovi edifici, ma soprattutto di attenzione alla città esistente, alla sua storia e alla possibilità di trasformarla senza cancellarne l’identità. Nel 1991 fu anche tra gli autori, insieme a Ennio Concina e Donatella Calabi, del volume La città degli ebrei. Il ghetto di Venezia: architettura e urbanistica, dedicato alla storia e alla forma urbana di uno dei luoghi più complessi e simbolici della città. Dalla Marittima al Ghetto, dai palazzi storici alle grandi strutture sanitarie, Camerino ha attraversato così decenni di architettura italiana mantenendo Venezia come punto di partenza e di ritorno.


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9 agosto 2026