Nel weekend di Silverstone la casa di Noale spazza via tutti i dubbi degli ultimi tempi. Bez felice “per tutto il mazzo che mi sono fatto questa estate”, Fernandez e Martin in coro: “Un gran lavoro fatto dal team”


Giorgio Burreddu

Collaboratore

9 agosto – 17:24 – MILANO

Diario di un pilota sentimentale. Alla pagina grandi ritorni, Marco Bezzecchi si lascia andare. Lacrime, sorrisi, dolori, gioie, successi e podi. Tutto si mischia, tutto si tiene. E il 3° posto di Silverstone è bellissimo. “Lo volevo troppo. Non potevo mollare. Piuttosto ero disposto a tutto. Per tutto il lavoro che ha fatto la squadra, per tutto il mazzo che mi sono fatto questa estate, non potevo mollare. È stato bellissimo, mi sono divertito un sacco”. Non è solo un podio, quello di Silverstone è un atto d’amore. Per le moto e per se stesso. Bez in love. Bez che sa superare le difficoltà. Anche quando Alex Marquez lo ha attaccato, il pilota italiano non ha mollato un istante. “Sì, ero molto concentrato. Mi ero tenuto qualcosa con le gomme. Sapevo però che fisicamente avrei mollato un po’. Infatti ho avuto un momento di flessione soprattutto a metà gara, quando mi ha preso e poi mi ha passato. Ho preso subito una mezza imbarcata e anche Alex mi ha passato subito dopo. Per mia fortuna lui ha sbagliato lì alla curva 1: gli è partita dietro e ho avuto qualche giro di respiro. Però non ne avevo più. Non ne avevo più, ma non ho mollato. E’ stato gustoso”.

un podio dal sapore speciale —  

Come faceva quel vecchio adagio? Ah sì: c’è più gusto a essere italiani. Di questi tempi c’è molto gusto a essere Bezzecchi e dell’Aprilia. La casa di Noale si gode il suo show. E i suoi eroi. Quelli che sanno anche essere fragili, non tutti escono da un cartone della Marvel. Per Bezzecchi l’estate non sta finendo, ma sta facendo risorgere le sue convinzioni di campione. Anche se fisicamente e di testa non è stato facile. “Fisicamente è ovvio, perché due operazioni nell’arco di sei o sette giorni sono tante. Dopo le operazioni, generalmente, si sta poco bene. Ma non è stato semplice nemmeno psicologicamente. Vieni via dall’ultima gara prima della pausa sapendo che ti sei fatto male. In testa ti passano tante cose e ti rimangono per tutto il periodo in cui sei infortunato. I dubbi sono tantissimi”. In questi casi ognuno ringrazia chi vuole. La forza di volontà, il caso o la famiglia. Bez ha scelto quest’ultima sfera, il suo piccolo grande mondo: “Devo dire che Carlo Casabianca (il preparatore atletico), e in generale tutta la mia famiglia, i miei amici, Vale, tutti, mi sono stati molto vicini. Con Carlo soprattutto sono stato praticamente ventidue ore al giorno, perché è dovuto stare sempre con me per aiutarmi a recuperare. Mi è stato di grande aiuto. Alla fine, se ci penso adesso, dentro quella fatica è stato anche bello”.

fernandez vincitore—  

L’Aprilia, però, non è solo Bezzecchi. C’è anche Raul Fernandez. Lo spagnolo ha guidato dal primo all’ultimo metro in testa, un’autentica fuga per la vittoria che si incastra perfettamente nel successo Aprilia. E anche se Ogura cade (peccato), ci sono tre moto di Noale sul podio: di Bezzecchi si è detto, di Fernandez si sta celebra l’impresa e di Martin si dirà tra poco. Fernandez è il vincente di giornata. “Se avessi fatto tre giri veloci, avremmo sofferto alla fine della gara”, dice. E ancora: “Ho dosato un po’ all’inizio. C’era davvero molto margine, ma tanto da perdere. Dopo quello di sabato, come ho detto tante volte, quando qualcosa mi fa arrabbiare riesco a canalizzarlo in energia positiva. Allora nel warm up sono uscito a sfogarmi in moto per non commettere errori in gara. Ho fatto tre giri molto veloci, in 57 con la gomma media e serbatoio pieno”. Il successo di Fernandez è di quelli che restano. E segnano forse un punto di svolta. “Sono molto contento. Abbiamo visto che c’era un limite, che eravamo capaci di fare tre giri con quel tempo, ma avremmo sofferto molto alla fine della gara”.

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martin allunga in campionato—  

Aprilia è marchio di bellezza. Ma il gran premio inglese rende la casa di Noale qualcosa di più. Lo vedi anche addosso a Jorge Martin, 2° posto nel GP di Silverstone. Con questo podio, lo spagnolo allunga così a +31 nel Mondiale. Lui storce un po’ il naso, ecco che viene fuori il cinico: “Ovviamente sono contento, ma volevo la vittoria. Onestamente penso di aver perso l’opportunità in partenza. Ho voluto tenere quella prima posizione, però mi è rimasto giù il device perché non ho frenato e quindi non è rientrato. Ho perso tante posizioni. Da lì sono stato freddo. Ho provato a gestire le gomme e a risalire piano piano, però il distacco che aveva creato Raul era veramente difficile da riprendere”. Jorge aspettava che la gomma di Raul calasse un po’, “invece non è successo”. Pazienza, allarga le spalle Jorge. Però, aggiunge ancora Martin, “sono contento. Aprilia ha fatto un grande lavoro aiutandomi a tornare sulla velocità e spero di riconfermarmi nelle prossime gare”. È andata proprio così. L’importante, dice ancora Martin, “è imparare dagli errori e provare a non fare lo stesso la prossima volta. Quello che mi prendo da questo weekend, più del risultato, è il fatto di essere tornato sulla velocità. Ogni giro che faccio sull’Aprilia è un giro in cui mi sento più comodo”.