Nell’estate di ondate di calore e temperature da record, il telecomando puntato verso il condizionatore può essere un’arma a doppio taglio: un’immediata salvezza contro afa e umidità, ma un pensiero non da poco per la bolletta in arrivo. Molti veneti si chiedono quanto l’uso di questo elettrodomestico vada effettivamente a pesare sulle tasche.

“Un condizionatore di taglia media e di classe A o superiore consuma tra 0,6 e un chilowattora a piena potenza — spiega Renato Calderato, presidente della Federazione impianti di Confartigianato imprese Veneto —. Ma i costi in bolletta dipendono da come lo si utilizza e, soprattutto, da quanto la casa è isolata”.

Facciamo i conti. Secondo l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), nel 2024 il Veneto si è confermato tra le regioni con i maggiori consumi di energia per i clienti domestici, con un prelievo medio annuo rilevato di 2.323 chilowattora.

Analizzando il mercato, il prezzo unico nazionale dell’energia si attesta a 18,423 centesimi al chilowattora, mentre il prezzo di riferimento per il cliente tipo in regime di Maggior tutela raggiunge i 31,63 centesimi di euro per chilowattora, tasse incluse. L’aggiornamento ha segnato un incremento del 4,6% rispetto al trimestre precedente, focalizzato sui clienti vulnerabili (over 75, percettori del bonus sociale, persone con disabilità, residenti in moduli abitativi di emergenza o isole minori, e utilizzatori di apparecchiature salvavita).

Con questi parametri, in un’abitazione mediamente isolata, la spesa stimata si aggira intorno a circa 30 euro al mese a condizionatore per utilizzi di quattro ore giornaliere, e a oltre 45 euro al mese per sessioni di sei ore.

Nel mercato libero i costi risultano generalmente superiori e variano sensibilmente in base alla zona e alle caratteristiche dell’abitazione. Sulla base dei dati di settore, come spiega Adiconsum Veneto, la spesa complessiva per il cliente tipo vulnerabile si attesta intorno ai 591,86 euro su base annua, in leggero calo rispetto all’anno precedente.

Per ottimizzare l’efficienza e contenere i costi, come continua Renato Calderato, è meglio non impostare temperature troppo basse ed evitare grossi sbalzi termici tra interno ed esterno. Se una casa è ben isolata si può tenere acceso il condizionatore anche 24 ore, tra i 24 e i 26 gradi, mentre spesso basta la deumidificazione, che fa risparmiare energia. Sempre secondo Calderato, negli ultimi 10 anni le tecnologie degli impianti hanno dimezzato i consumi: le alette del condizionatore vanno puntate verso l’alto, perché l’aria fresca scende naturalmente e si distribuisce nei locali, ed è importante programmare la pulizia dei filtri, meglio nei mesi prima dell’estate, quando gli operatori hanno più disponibilità.

Tra le tendenze in atto, si registra inoltre un notevole incremento di nuove installazioni. “Le nostre 5000 imprese artigiane hanno ricevuto un picco di richieste, siamo al +30% rispetto al passato — conclude Renato Calderato — con 60 mila nuovi impianti in Veneto. Sono sempre più richiesti il controllo remoto, il fotovoltaico e le pompe di calore, che consentono di ridurre i consumi e risparmiare. Se il condizionatore viene usato nelle ore di produzione energetica, l’impianto fotovoltaico copre totalmente i costi“.