di
Erica Dellapasqua

Scontro Italia-Spagna, il ministro degli Esteri: «Quando sarà tornata la normalità, siamo pronti a ripristinare la situazione precedente»

«Il rischio terrorismo e il rischio di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati. Ecco perché fino al 15 agosto l’Italia non potrà cambiare la sua decisione sulla sospensione di Schengen nei confronti di aerei e navi provenienti dalla Spagna. Dopo, quando la situazione sarà tornata alla normalità, siamo pronti a ripristinare la situazione precedente». Lo dichiara il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, al Gr Radio Rai, intervento sullo scontro che si sta consumando in questi giorni tra Italia e Spagna.

Intanto, interviene anche Berlino, che non esclude respingimenti in Italia e Grecia in applicazione del patto Ue sui migranti. Un portavoce del ministero degli Interni tedesco, rispondendo sui migranti che hanno raggiunto la Germania, ha infatti chiarito che «il funzionamento del sistema di Dublino è una condizione imprescindibile per il successo del Sistema europeo comune di asilo (Seca)», il nuovo Patto sui migranti entrato in vigore il 12 giugno, e Berlino «si aspetta pertanto che, a partire da tale data, vengano nuovamente effettuati i trasferimenti verso l’Italia e la Grecia».



















































«Il ministero federale dell’Interno si è impegnato con successo per le nuove norme in materia di trasferimento ai sensi del regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, che succede al regolamento di Dublino III», ha spiegato il portavoce. «Tra queste figurano modalità di trasferimento vincolanti e praticabili per tutti gli Stati membri, nonché un quadro giuridico dettagliato per i trasferimenti volontari come forma di trasferimento efficiente e priva di burocrazia. Il regolamento di esecuzione che sancisce questo nuovo quadro giuridico è in vigore dall’entrata in vigore del Seca il 12 giugno 2026», ha aggiunto. «A ciò si aggiunge il fatto che, nell’ambito di accordi bilaterali, nell’autunno del 2025 l’Italia e la Grecia hanno acconsentito a reintrodurre le norme di Dublino a partire dall’entrata in vigore del Seca nel giugno 2026», ha sottolineato la fonte.

Accordi che si «riferiscono all’attuazione della procedura di determinazione della competenza a partire dal 12 giugno 2026». A una domanda su quante persone saranno toccate dalle misure, il portavoce ha risposto: «Il numero delle persone trasferite in ciascun caso dipende da una molteplicità di fattori. Non è quindi possibile formulare previsioni». Inoltre il ministero non rilascia informazioni «sui singoli casi e su dettagli operativi delle misure».

L’allarme terrorismo, la stretta sui controlli

La stretta sui controlli segue l’allarme terroristico legato alla situazione dei migranti a Ceuta. Una «regia dietro agli arrivi», si legge nei rapporti degli 007 spagnoli, che hanno comunicato al governo Sanchez di ritenere «credibile la possibilità» di una nuova invasione di migranti provenienti dal Marocco. Entro il 15 agosto, si legge su alcuni messaggi circolati sui social, dove prosegue il tam tam: «Colpiamoli il giorno 10 e non l’11. Ci sono manifestazioni per il giorno 9», si legge nelle chat private di WhatsApp condivise dai gruppi Facebook monitorati.

Una nuova ondata di massa che, stando ai rapporti dei servizi segreti e delle polizie europee, potrebbe essere collegata a «radicalizzazione e reclutamento jihadista, con diverse decine di persone, originarie dell’area, partite in passato per combattere in Siria e Iraq». Si sono così intensificati i controlli, delle reti social e, fisicamente, anche alle frontiere.

Lo scontro Italia-Spagna

Madrid, ricordiamo, aveva chiesto all’Italia di ripristinare il trattato di Schengen entro il 9 agosto, minacciando in caso contrario «misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei suoi cittadini». Il governo italiano ha invece confermato la sospensione del trattato fino al 15 agosto.

Dura la reazione della Spagna, che con una nota ufficiale ha contestato la decisione «ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola». «Esortiamo il governo italiano – ha detto ancora la Spagna – a porre fine ai controlli alle frontiere e a trattare gli spagnoli come tutti gli altri cittadini europei. Se non lo farà entro domenica 9 agosto, la Spagna sarà costretta ad adottare misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei suoi cittadini». Infine, la comunicazione che «dalla mezzanotte di sabato 8 agosto entreranno in vigore i controlli alle frontiere e riguarderanno la verifica dell’identità (passaporti) e della nazionalità dei viaggiatori, nonché il controllo di visti o permessi di soggiorno per i cittadini di Paesi terzi», ha concluso la Spagna.

Ora, il ministro degli Esteri, nel valutare l’Italia il Paese territorialmente più esposto ai flussi migratori secondari di chi approda in Spagna e poi decide si spostarsi altrove, ribadisce la data del 15 agosto.

Le reazioni politiche

Sostegno da parte degli altri membri della maggioranza. Il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri, scrive che «fa bene il governo italiano a tenere alta la guardia sulla situazione di Ceuta e sul comportamento complessivo della Spagna. Le notizie che arrivano sono allarmanti. Si annuncia infatti una possibile e nuova invasione di Ceuta dal Marocco. C’è un tam-tam di notizie e di annunci che impongono severità e attenzione. Una politica ben diversa da quella attuata dal socialista Sanchez, che a colpi di maxi-sanatorie e con atteggiamenti demagogici ha incoraggiato questa vera e propria offensiva di clandestini».

Articolo in aggiornamento…


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9 agosto 2026 ( modifica il 9 agosto 2026 | 16:23)