L’operazione di Fotorgear solleva un interrogativo centrale nell’attuale panorama tecnologico. In un momento in cui le fotocamere compatte stanno vivendo un’evidente rinascita, ci si chiede se abbia senso investire centinaia di euro in accessori che “avvicinano” lo smartphone all’esperienza di scatto di una reale macchina fotografica. Cercando nel mercato dell’usato o approfittando della giusta offerta, con una cifra poco superiore ci si potrebbe assicurare una fotocamera vera, che offrirebbe una qualità e un’ergonomia inavvicinabili da uno smartphone, anche se accessoriato.

Al netto di queste considerazioni, il Fotorgear Retro Photography Kit resta un prodotto curioso, adatto per chi non vuole portare con sé un secondo dispositivo ma desidera un’esperienza di scatto più fisica. L’ironia della sorte, tuttavia, sta nel fatto che proprio per evitare l’ingombro di una compatta ci si ritrova a dover sistematicamente montare, avvitare e smontare una miriade di componenti attorno al proprio telefono.