“Fin dai miei primissimi ricordi, non sono mai riuscito a identificarmi con la stessa facilità con cui lo facevano gli altri bambini. Quando sei piccolo non hai bisogno di definire le cose, vivi per il gusto di farlo”. Comincia da una presa di coscienza profonda, maturata fin dall’infanzia, il lungo racconto con cui Senza Cri, 26 anni, ha deciso di condividere sui social la scelta di sottoporsi alla mastectomia per la rimozione del seno.
Un percorso intimo e sofferto che l’artista non binario, noto al grande pubblico per la partecipazione ad Amici nel 2024 e a Sanremo Giovani nel 2025, ha affidato alle pagine di Vanity Fair e a un intenso post su Instagram. “La mente in burrasca, ma il cuore pulito”, ha scritto mostrandosi a torso nudo in uno scatto liberatorio accompagnato dalle parole: “Questo sono io”.
La paura di esporsi e la scelta di aspettare
L’operazione risale a un anno fa, ma prima di raccontarla pubblicamente Senza Cri si è preso del tempo per elaborare il cambiamento. Già sul palco dell’Ariston si era esibito con un corpo nuovo, pur mantenendo il riserbo: “Avevo una paura incredibile di espormi. Non volevo dare questa cosa in mano a un pubblico di persone che l’avrebbe trattata male. Ma oggi mi rendo conto che quel pubblico esiste a prescindere da tutto. Perfetto o meno che tu sia, la gente deve dire sempre qualcosa su di te. Non posso combattere contro i mulini a vento”.
Nonostante il clamore che una simile scelta può generare, per l’artista la sostanza della propria identità rimane immutata: “Dopo l’intervento non è cambiato niente. Oggi forse qualcuno può parlare dei miei capezzoli, ma sono sempre la persona che ero prima”, ha dichiarato a Vanity Fair.
La sofferenza del binding e la libertà ritrovata
Tra le immagini condivise su Instagram compare anche una fotografia scattata dopo una sessione di binding, la pratica di fasciare il seno con top contenitivi per appiattirlo. Uno scatto che ritrae l’artista in lacrime, testimonianza diretta di una sofferenza fisica e psicologica durata a lungo.
“Questa pratica significava soffocare. Era un iter che mi toglieva tempo e mi faceva sentire differente – ha rivelato – Ad Amici vedevo quanto fosse più semplice la vita degli altri ragazzi. Si svegliavano, facevano la doccia e andavano. Io dovevo chiudermi in bagno, fasciarmi e medicarmi, perché ti fai anche male. Poi se il binder stringe troppo devi rifare tutto da capo. Certe volte non hai ossigeno”.
Quella fasciatura rappresentava un limite invalicabile anche dal punto di vista artistico e performativo: sul palco non poteva ballare né saltare per il timore che trasparisse qualcosa. “Soffocavo anche metaforicamente, passavo la vita a non vivere”. Oggi, al contrario, pubblicare una foto senza veli significa riscoprire una gioia nuova: “Perché in qualche modo mi piaccio ed è una nuova sensazione per me”.
“Dopo l’operazione, ho visto le cicatrici e ho avuto un attimo di smarrimento”
Quello verso la consapevolezza di sé è stato un cammino articolato e non privo di ostacoli. Come spiegato da Senza Cri, “a un certo punto ho capito che non corrispondevo al modo in cui mi chiamavano, a ciò che avrei dovuto essere e fare, alle aspettative che gli altri avevano su di me. Ho capito presto che sarebbe stato complicato perché quando vivi una condizione di difficoltà nell’affermazione di genere, ti senti sempre solo, sai che gli altri faticheranno a capirti”.
Un percorso che l’artista aveva già trasposto in musica nel brano “La mia natura”, richiamando il concetto di kintsugi, l’antica arte giapponese di riparare la ceramica spaccata saldandola con l’oro. Una metafora che ha vissuto sulla propria pelle: “Quando ho aperto gli occhi dopo l’operazione e ho visto le cicatrici ho avuto un attimo di smarrimento perché ero abituato a un corpo differente. Ma ogni giorno che le curavo, insieme alle persone che mi volevano bene, sentivo che prendevano forza. Si stava reunendo qualcosa dentro di me. È lì che l’oro ha riempito i tagli”.
Un passaggio cruciale attraversato affrontando le proprie fragilità: “Solo uno stupido non ha paura. Serve perché aiuta a razionalizzare anche fino al punto in cui si può arrivare. Devi vivere tutto il tuo viaggio. Tutto quello che lascerai, perderai, acquisirai, prenderai comporrà chi sei. E quindi io gli vado incontro anche quando mi fa paura. Per anni ho temuto di deludere gli altri e me, di non essere accettato o di ricevere rifiuti nella musica per come sono”.
Chi è Senza Cri
All’anagrafe Cristiana Carella, Senza Cri, 26 anni, è un cantautore e artista non binario nato a Brindisi il 21 marzo 2000. Avvicinatosi alla musica fin da piccolissimo — ha iniziato a suonare la chitarra a soli tre anni — ha composto i suoi primi brani all’età di 14 anni. Nel 2021 si è fatto notare arrivando tra i finalisti di Sanremo Giovani con il brano “A me”, dopo aver vinto Area Sanremo. La grande popolarità televisiva è arrivata nell’autunno del 2024 con l’ingresso nella scuola di Amici di Maria De Filippi, dove è stato fortemente voluto dalla docente Lorella Cuccarini. Successivamente, nel dicembre 2025, è tornato sul palco di Sanremo Giovani gareggiando con il singolo “Spiagge”.