Per vedere meglio un tumore al cervello, in futuro potrebbe non bastare osservarne forma e dimensioni: si potrebbe provare a “leggere” anche il modo in cui consuma e trasforma gli zuccheri. È l’idea alla base di uno studio pubblicato l’8 agosto su Scientific Reports da ricercatori dell’Università di Tel Aviv. Gli scienziati hanno sperimentato la glucosamina, un amminozucchero molto noto come componente di alcuni integratori, non come terapia ma come possibile agente di contrasto metabolico per una particolare risonanza magnetica chiamata CEST. Nei topi portatori di glioma, dopo la somministrazione endovenosa di glucosamina il tessuto tumorale ha prodotto un segnale diverso rispetto alla regione sana controlaterale del cervello. È un risultato ancora preclinico, ma apre una strada interessante: rendere visibile non soltanto dove si trova una massa, ma anche alcune caratteristiche del suo metabolismo.

La tecnica si chiama Chemical Exchange Saturation Transfer, o CEST MRI. In modo semplificato, la risonanza “interroga” alcuni protoni presenti nelle molecole e misura il loro scambio con quelli dell’acqua, trasformando variazioni biochimiche molto piccole in differenze di segnale rilevabili. La glucosamina è interessante perché possiede gruppi chimici ricchi di protoni scambiabili e, secondo gli autori, può attraversare la barriera emato-encefalica. Inoltre le cellule del modello di glioma GL261 utilizzato nello studio esprimono GLUT1, uno dei trasportatori coinvolti nell’ingresso della glucosamina nelle cellule. L’obiettivo non è quindi “colorare” fisicamente il tumore, ma sfruttare il suo metabolismo per creare una sorta di impronta molecolare alla risonanza. A differenza della PET con FDG, questo approccio non richiede un tracciante radioattivo; e non va confuso con la normale risonanza con gadolinio, che utilizza un meccanismo di contrasto differente.

L’esperimento è stato condotto su nove topi nei quali erano state impiantate cellule di glioma GL261. Tre animali sono stati studiati in due occasioni, per un totale di 12 sessioni di imaging. I ricercatori hanno utilizzato una risonanza preclinica da 7 Tesla e somministrato glucosamina per via endovenosa alla dose di 2 grammi per chilogrammo, acquisendo le immagini prima dell’iniezione e poi a circa 8 e 16 minuti. A 16 minuti la variazione del segnale CEST nella regione tumorale risultava significativamente maggiore rispetto al tessuto cerebrale controlaterale, sia nell’analisi complessiva sia isolando la componente attribuita ai gruppi ossidrilici. Nella regione tumorale l’aumento relativo dell’area del segnale rispetto al basale era in media del 29,4%, sebbene con un’ampia variabilità tra le misurazioni. Il dato è quindi interessante soprattutto come dimostrazione di fattibilità, non come prestazione di un test diagnostico già utilizzabile.

Ed è proprio qui che serve cautela. Il lavoro riguarda un modello animale, con pochi soggetti, un’apparecchiatura preclinica e una dose sperimentale di glucosamina somministrata in vena: non significa che assumere glucosamina come integratore possa aiutare a diagnosticare o curare un tumore cerebrale. Gli stessi autori spiegano che serviranno ulteriori studi, anche osservando tempi successivi ai 16 minuti, per capire se il segnale possa diventare abbastanza robusto da essere utilizzato per caratterizzare o persino classificare i tumori. Un precedente studio su 12 pazienti con tumore della mammella aveva già mostrato che la glucosamina-CEST può produrre un contrasto misurabile su una risonanza clinica da 3 Tesla, ma per i tumori cerebrali nell’uomo questa verifica manca ancora. Se il principio verrà confermato, la prospettiva è aggiungere alla risonanza una finestra sul metabolismo del tumore, senza ricorrere a radioisotopi e potenzialmente con un agente biocompatibile. Da segnalare inoltre che due degli autori dichiarano di essere inventori di un brevetto correlato alla tecnologia.


Rivlin M., Yosha Y., Navon G. et al., “CEST MRI of glucosamine uptake in brain tumor-bearing mice”, Scientific Reports, pubblicato l’8 agosto 2026. DOI: 10.1038/s41598-026-65903-9.

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