– Serie e film in programma dal 10 al 16 agosto 2026. Da mercoledì 12 agosto su Prime Video la quarta stagione della serie con Alan Ritchson: 8 nuovi episodi, ancora una volta ispirati ai romanzi di Lee Child. La serie crime “Las Azules” su Apple TV+, mentre Netflix rilegge il romanzo di formazione “La mia brillante carriera”
“REACHER 4” (da mercoledì 12 agosto su Amazon Prime Video)
C’è qualcosa di ostinatamente antico in Jack Reacher. In un’epoca nella quale per esistere bisogna essere rintracciabili, avere un account, uno smartphone, una carta di credito, una fotografia sui social, lui ha scelto l’invisibilità. Non possiede praticamente nulla, non ha una casa, non ha un’automobile da chiamare sua, non porta con sé un telefono. Viaggia leggero, con pochi oggetti e una quantità spropositata di esperienza. E soprattutto arriva sempre dove non dovrebbe arrivare.
È questa la forza di Reacher, la serie di Prime Video tratta dai romanzi di Lee Child, che da mercoledì 12 agosto torna con la quarta stagione, interpretata ancora una volta da Alan Ritchson. Il debutto prevede tre episodi, poi la storia proseguirà con un episodio alla settimana fino al 16 settembre. La nuova stagione sarà composta da otto puntate ed è già arrivata anche la conferma di una quinta stagione.
Il personaggio nasce dalla penna di Lee Child nel 1997 con Killing Floor, il primo romanzo della sterminata serie dedicata all’ex ufficiale della polizia militare dell’esercito americano. La televisione lo ha trasformato in uno dei personaggi più riconoscibili dell’action contemporaneo, dopo che il cinema aveva già affidato il ruolo a Tom Cruise in due film. Ma la serie ha trovato una chiave diversa: Alan Ritchson, fisicamente molto più vicino alla monumentale descrizione letteraria di Reacher, ha fatto del personaggio una specie di moderno cavaliere errante, un uomo che non cerca avventure ma sembra inevitabilmente trovarle.
Alan Ritchson è Reacher
Per capire il successo di Reacher bisogna tornare all’inizio. Alla prima stagione, quando il vagabondo arriva a Margrave, Georgia, una cittadina apparentemente tranquilla nella quale non succede praticamente nulla. Reacher è lì per una ragione personale e quasi casuale, ma il suo arrivo coincide con qualcosa di molto meno innocente: dopo vent’anni, Margrave si trova alle prese con un omicidio. E il sospettato numero uno è naturalmente lui.
Uno straniero senza indirizzo, senza legami, appena arrivato in città e descritto da alcuni testimoni come presente sulla scena del crimine. È l’innesco perfetto per un racconto nel quale il protagonista deve prima dimostrare di essere innocente e poi scoprire che dietro un delitto apparentemente isolato si nasconde una rete criminale molto più vasta.
Da quel momento la formula è diventata riconoscibile: Reacher arriva da qualche parte, cerca di passare inosservato, qualcuno commette l’errore di sottovalutarlo e lui finisce per trasformarsi nell’uomo più pericoloso della stanza.
La particolarità di Reacher è che non è un detective tradizionale. Non ha un ufficio, non ha una squadra, non ha un superiore da convincere. Non deve rispettare gli orari di nessuno. Non deve rispondere a nessuno. È, contemporaneamente, investigatore e arma. La sua vera casa è la strada. La sua vera professione, ormai, è quella di intervenire quando qualcosa non torna. E qui sta una delle ragioni del fascino della serie: Reacher rappresenta una fantasia di libertà assoluta, ma anche una forma di giustizia primitiva e personale. Non è un supereroe e non possiede superpoteri. È semplicemente un uomo addestrato a osservare, ragionare e combattere. Prima pensa. Poi, se serve, colpisce. E quando colpisce, normalmente qualcuno se ne pente.
La serie ha trovato un equilibrio efficace fra thriller, investigazione e spettacolo muscolare. Reacher può passare diversi minuti a ricostruire una scena del crimine, analizzare un dettaglio apparentemente insignificante o capire chi sta mentendo; pochi minuti dopo può trasformare una stanza in un campo di battaglia. È un detective con i muscoli di un gigante e il cervello di uno scacchista.
La nuova stagione cambia ancora scenario. Reacher si trova a Philadelphia e viene coinvolto in una vicenda che nasce da un incontro casuale con una sconosciuta sconvolta nella metropolitana. Quello che sembra un episodio senza importanza si trasforma rapidamente in un mistero mortale e trascina l’ex militare dentro una vicenda che conduce verso ambienti di potere e avversari particolarmente pericolosi.
La quarta stagione è basata su Gone Tomorrow, il tredicesimo romanzo della serie di Lee Child, pubblicato nel 2009. Ancora una volta, dunque, la televisione non inventa una nuova avventura ma pesca nel vastissimo archivio letterario costruito da Child attorno al suo personaggio. È una scelta che spiega anche la longevità del progetto. Reacher è un personaggio seriale nel senso più classico del termine: può cambiare città, cambiare nemici, cambiare comprimari, ma non deve cambiare identità. Il suo viaggio è infinito proprio perché non ha una destinazione. E il mondo, nel frattempo, continua a mettergli davanti criminali, complotti e persone da salvare.
“LAS AZULES 2” (da mercoledì 12 agosto su Apple TV+)
Ispirata a fatti realmente accaduti e ambientata negli anni Settanta, la serie crime, ambientata nel Messico degli anni Settanta, è la storia della prima unità di polizia femminile del Paese, nata ufficialmente per migliorare l’immagine delle forze dell’ordine ma presto coinvolta in indagini molto più complesse del previsto.
“LA MIA BRILLANTE CARRIERA” (da giovedì 13 agosto su Netflix)
Dal classico della letteratura australiana firmato da Miles Franklin, già portato sul grande schermo nel 1979, arriva una nuova serie che reinterpreta in chiave contemporanea il celebre romanzo di formazione. La mia brillante carriera segue Sybylla Melvyn, giovane donna anticonformista che cresce nell’Australia rurale di fine Ottocento, decisa a inseguire il sogno di diventare scrittrice. Mentre la famiglia la spinge verso un matrimonio vantaggioso con il ricco Harry Beecham, Sybylla si ribella alle convenzioni sociali dell’epoca e cerca di costruirsi un futuro indipendente, scegliendo la libertà e le proprie ambizioni invece del destino che altri hanno deciso per lei. Sei gli episodi della prima stagione.
“UMTHETHO” (da venerdì 14 agosto su Netflix)
Adattamento sudafricano della serie brasiliana Brotherhood, questa serie è un crime thriller che mette al centro il conflitto tra giustizia e legami di sangue. La protagonista è Mbali, una giovane e brillante procuratrice dello Stato che vede la propria vita sconvolta quando scopre che il fratello maggiore, creduto morto da anni, è in realtà il leader di una violenta gang attiva all’interno del sistema carcerario. Per salvare il fratello minore, la donna è costretta a infiltrarsi nell’organizzazione criminale e fare il doppio gioco, intrappolata tra il dovere verso la legge, la fedeltà alla famiglia e una rete di tradimenti che rischia di travolgerla. Ambientata nelle carceri sudafricane, la serie rielabora la storia originale adattandola alla realtà sociale del Paese. La prima stagione è composta da otto episodi in tutto.