A Lione, Athekame potrà far qualcosa che al Milan ha fatto troppo poco: giocare. Con la possibilità, diversamente da quanto sarebbe accaduto con Amorim, di convincere l’ex rossonero Paulo Fonseca a puntare seriamente su di lui.

Nell’anno di Allegri, il 2004 svizzero è arrivato tra le perplessità generali di tutti coloro che non l’avevano mai visto giocare. Ma tutto sommato è riuscito a cavarsela, scendendo in campo 27 volte in campionato anche se soltanto 7 dal primo minuto.

Nonostante la giovane età, e il balzo dal piccolo Young Boys a un ambiente con una storia gloriosa e una pressione mille volte superiore, Athekame si è contraddistinto per una buona personalità. Ha mostrato fiato, disponibilità a farsi la fascia, ma anche qualche pecca difensiva da migliorare, come è normale che sia.

I suoi due goal – il primo in extremis nel 2-2 contro il Pisa, il secondo in casa del Genoa alla penultima giornata – si sarebbero rivelati importantissimi se alla fine il Milan non avesse buttato via tutto contro il Cagliari. Alla fine, dal punto di vista individuale, ne è uscita una stagione da 6.