Joyce Thomas, vedova di 78 anni, residente in Svezia da più di vent’anni ha da poco ricevuto l’ordine di lasciare il Paese. Secondo quanto le è stato comunicato dalle autorità, la sua domanda di permesso di soggiorno post-Brexit era stata presentata troppo tardi. Ne parla oggi con grande risalto il Guardian.

Thomas, che dopo la morte del marito Gwynne nel 2023 a causa di un cancro, si era trasferita con il suo cane in un appartamento a Hammarö, per stare vicino al figlio e ai nipoti, ha detto di sentirsi sopraffatta dall’angoscia: «È incredibile e stupido che alla mia età venga cacciata dopo aver vissuto in un Paese per così tanto tempo, senza aver fatto assolutamente nulla di male», ha detto la donna. «Non ho precedenti penali, nessuna infrazione al codice della strada, niente di niente. E ho sempre vissuto qui mantenendomi con le mie sole forze. Credo che nessuno abbia davvero indagato su questa vicenda. Voglio dire, se si trattasse della loro famiglia o di loro madre, non vorrebbero certo vederle in questa situazione».

Cosa è successo

Il suo caso è l’ultimo di una lunga serie che ha coinvolto circa 2.500 cittadini britannici, i quali negli ultimi mesi hanno ricevuto l’ordine di lasciare il Paese dopo la Brexit. L’episodio si verifica due anni dopo che la Svezia aveva minacciato di espellere una donna britannica affetta da Alzheimerricoverata in una casa di cura.

Sebbene le domande presentate dopo la data limite siano ammesse dall’accordo di recesso del Regno Unito con l’Unione Europea, la richiesta della vedova è stata respinta nel 2024 poiché non dimostrava “prove ragionevoli” che giustificassero la presentazione tardiva dei documenti. Anche la successiva richiesta di soggiorno che ha presentato ai sensi delle leggi nazionali sull’immigrazione è stata respinta.

Thomas, che si è affidata ad un team di avvocati che lavorano al caso pro bono, ha deciso di portare il caso all’attenzione del tribunale superiore. Il Ministero degli Esteri britannico ha espresso preoccupazione per la decisione presa dalla Svezia, che ha spesso adottato un approccio intransigente nei confronti dei cittadini britannici residenti nel Paese da prima della Brexit.

I dati Eurostat mostrano infatti che la Svezia sia il Paese dell’Unione Europea con il più alto numero di espulsioni di cittadini britannici dopo la Brexit: da allora 2.500 cittadini britannici hanno ricevuto l’ordine di espatrio (un terzo del numero totale di ordini di espulsione emessi in tutto il blocco dei 27 membri dal 2021). Secondo l’ultimo rapporto annuale della Commissione europea sull’attuazione dell’Accordo di recesso, quasi 4.000 delle 14.200 domande di permesso di soggiorno post-Brexit presentate in Svezia sono state respinte.


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