di
Ilaria Sacchettoni

Valter Lavitola è accusato di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci, avvenuto nell’ottobre scorso a Pomezia. La misura cautelare è stata emessa dal gip di Roma nell’ambito dell’indagine della Procura in cui si contesta anche il metodo mafioso

Dopo un mese di messaggi in codice e smentite reiterate, ecco gli arresti per Valter Lavitola e Clesio Gomez Tavares, ritenuti i mandanti dell’attentato dinamitardo a Sigfrido Ranucci, conduttore della  trasmissione Rai «Report», avvenuto lo scorso ottobre. Lavitola è stato rintracciato dai carabinieri in strada, a Trastevere, e ammanettato. 

Gli esecutori materiali dell’esplosione, quattro piccoli pregiudicati dell’avellinese, sono già in carcere. Ora la svolta con l’arresto per strage aggravata dal metodo mafioso di Lavitola e dell’irreperibile Gomes suo factotum. 



















































L’inchiesta, l’arresto di Lavitola

I carabinieri del Nucleo Investigativo che hanno portato a termine gli approfondimenti con il coordinamento della procura hanno appena notificato la misura del carcere all’ex faccendiere dell’epoca berlusconiana. Lavitola, assistito dal difensore, l’avvocato Sergio Cola, si era professato innocente riguardo le accuse e aveva assicurato di essere uno degli amici più fidati di Ranucci. In questa storia complessa nessuno finora aveva parlato. Può anche darsi che a questo punto sia Lavitola a fare chiarezza.

La misura cautelare è stata emessa dal gip di Roma nell’ambito dell’indagine della Procura – coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi – . Lavitola era già stato perquisito il 4 luglio. 

Gli altri arresti

L’attentato era avvenuto nell’ottobre scorso a Pomezia, vicino Roma: un ordigno artigianale era stato fatto esplodere sotto la casa del giornalista. A fine giugno, le indagini avevano portato all’esecuzione di altre quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.

Articolo in aggiornamento…


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10 agosto 2026 ( modifica il 10 agosto 2026 | 14:00)