Un antibiotico che oggi salva una vita, domani potrebbe non funzionare più. Non è uno scenario futuristico: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2023 circa una infezione batterica su sei confermata in laboratorio nel mondo era resistente agli antibiotici.

E tra il 2018 e il 2023 la resistenza è aumentata in oltre il 40% delle combinazioni batterio-antibiotico monitorate dall’OMS.

La domanda, allora, diventa inevitabile: avremo nuovi antibiotici prima che quelli attuali perdano efficacia?

Dalla penicillina ai superbatteri

Tutto cominciò nel 1928, quando Alexander Fleming osservò che una muffa del genere Penicillium bloccava la crescita dei batteri.

La penicillina, sviluppata successivamente grazie anche al lavoro di Howard Florey ed Ernst Chain, aprì una nuova era della medicina. Fleming, Chain e Florey ricevettero il Nobel nel 1945.

Nei decenni successivi arrivarono molte delle grandi famiglie di antibiotici. Poi quella stagione di scoperte rallentò, mentre i batteri continuarono ad evolversi.

Oggi l’AMR, la resistenza antimicrobica, è associata a oltre 4,7 milioni di morti nel mondo nel solo 2021, secondo le più recenti stime riportate dall’OMS.

Nuovi antibiotici, ma troppo pochi sono davvero innovativi

Il problema non è soltanto trovare altre molecole.

Nel marzo 2026 l’OMS ha ricordato che, nonostante 90 nuovi agenti antibatterici fossero in sviluppo preclinico o clinico, pochi candidati clinici erano indirizzati contro i patogeni batterici prioritari e ancora meno potevano essere considerati realmente innovativi.

Tra i nemici più difficili ci sono i Gram-negativi multiresistenti, compresi Enterobacterales resistenti ai carbapenemi, Acinetobacter baumannii e Pseudomonas aeruginosa.

Il “cavallo di Troia” è già realtà

Una strada innovativa è rappresentata da cefiderocol, una cefalosporina siderofora.

Il farmaco sfrutta i sistemi con cui i batteri Gram-negativi catturano il ferro per attraversare la loro membrana esterna: una sorta di “cavallo di Troia” che permette all’antibiotico di raggiungere lo spazio periplasmatico e colpire la sintesi della parete batterica.

Una strategia ingegnosa, anche se non elimina il rischio che si sviluppino resistenze.

L’IA può trovare antibiotici che l’uomo non vede?

È qui che si apre uno degli scenari più interessanti.

Nel 2023 uno studio pubblicato su Nature ha utilizzato reti neurali per prevedere attività antibiotica e tossicità di oltre 12 milioni di composti, identificando nuove strutture con attività contro lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA).

L’IA non sostituisce sperimentazione e trial clinici, ma può restringere enormemente il campo di ricerca e individuare candidati che con gli approcci tradizionali sarebbero molto più difficili da scoprire.

Spegnere il batterio dall’interno

Cambiano anche i bersagli.

La bedaquilina, già utilizzata nei regimi contro forme di tubercolosi resistenti ai farmaci, blocca l’ATP-sintasi del micobatterio, interferendo con un meccanismo essenziale per produrre energia.

Accanto agli antibiotici tradizionali vengono inoltre studiati batteriofagi, anticorpi, molecole anti-virulenza e farmaci capaci di interferire con i meccanismi di resistenza. Molti di questi approcci, però, sono ancora sperimentali.

La prossima rivoluzione potrebbe quindi non essere una nuova penicillina, ma un arsenale di strategie diverse: nuovi antibiotici, IA, diagnostica rapida, vaccini e uso più appropriato dei farmaci che già possediamo.

Perché la sfida non è soltanto scoprire il prossimo antibiotico. È fare in modo che continui a funzionare quando ne avremo davvero bisogno.

FONTI

World Health Organization, Antimicrobial resistance, aggiornamento 16 luglio 2026.

World Health Organization, Analysis of antibacterial agents in clinical and preclinical development, 2025.

World Health Organization, Target product profiles for new antibacterial agents, 11 marzo 2026.

World Health Organization, WHO Bacterial Priority Pathogens List 2024.

Wong F. et al., Discovery of a structural class of antibiotics with explainable deep learning, Nature, 2023.

FDA, Fetroja (cefiderocol) Prescribing Information, aggiornamento 2025.

World Health Organization, documentazione e linee guida sulla bedaquilina e sul trattamento della tubercolosi farmaco-resistente.

Nobel Prize, The Nobel Prize in Physiology or Medicine