Chiude il fruttivendolo delle polemiche e lascia dietro di sé cassette, bancali, imballaggi e strutture utilizzate per esporre la merce. E’ quanto accaduto in via Contarini, lungo uno degli ingressi principali di Contarina, dove il punto vendita finito nei mesi scorsi al centro delle contestazioni sul decoro urbano ha cessato l’attività.

A far esplodere nuovamente il caso sono state le fotografie del materiale ammassato attorno al negozio, a pochi passi da un pubblico esercizio e dalla sede dell’Ente Parco regionale Veneto del Delta del Po. Immagini pubblicate domenica anche dal sindaco Mario Mantovan. “Cassette, bancali e altro materiale non possono essere abbandonati in questo modo, creando degrado e disagio per chi vive e lavora nelle vicinanze – ha scritto il primo cittadino – Non è questo il modo di comportarsi”. Nella giornata di ieri Ecoambiente è intervenuta per rimuovere i rifiuti e ripulire l’area. Mantovan ha ringraziato la società per la tempestività dell’operazione. Resta però da risolvere il problema dei numerosi bancali e delle altre strutture accatastate all’interno della proprietà privata.

Il Comune si prepara a inviare una diffida ai gestori e all’affittuario affinché il materiale venga rimosso, anche perché la grande quantità di legno ammassato potrebbe rappresentare un pericolo in caso di incendio. La chiusura del negozio è definitiva e non si tratta, dunque, di una sospensione temporanea per ferie. L’attività, gestita da cittadini stranieri attraverso un’azienda con sede a Ferrara, aveva presentato una nuova Scia, facendo ripartire i termini del procedimento. Dai successivi controlli era però emersa la mancanza di alcuni documenti e gli uffici comunali ne avevano chiesto l’integrazione entro il termine assegnato. La documentazione richiesta non è mai arrivata e i titolari hanno deciso di cessare autonomamente l’attività prima che il Comune procedesse con un’ordinanza di chiusura.

“Non c’è nessuna ordinanza di chiusura da parte del Comune di Porto Viro – ha precisato Mantovan – La pratica non era completa e l’ufficio aveva chiesto di presentare gli altri documenti, altrimenti sarebbe scattata l’ordinanza. Non essendo riusciti a produrre quanto richiesto, hanno deciso di chiudere e andare via prima che il provvedimento venisse emanato”. Secondo quanto riferito dal sindaco, una vicenda analoga aveva riguardato anche un altro punto vendita aperto dagli stessi gestori lungo la Statale Romea. In quel caso il negozio sarebbe rimasto aperto per circa quindici giorni, prima della decisione di lasciare i locali. Il fruttivendolo di via Contarini era finito al centro delle critiche già nel marzo scorso.

Allora a sollevare la questione era stata la consigliera di minoranza Armida Panizzo, dopo essere stata contattata da alcuni cittadini per la grande quantità di merce esposta nello spazio esterno. Panizzo aveva assunto informazioni al Comune e all’Ulss 5 Polesana, precisando che non erano emerse violazioni sotto il profilo igienico-sanitario. Aveva però contestato l’impatto dell’allestimento sul decoro di una delle principali vie d’accesso a Contarina e sulle attività vicine. Ora la consigliera ha ricondiviso quel precedente intervento: “Chi non rispetta le regole di un paese civile, quando se ne va lascia degrado, sporcizia e problemi da risolvere a carico del Comune – ha scritto – Sarebbe il caso che all’affittuario fossero accollate le spese di pulizia e smaltimento di tutti i rifiuti rimasti. Mi auguro che il Comune non decida di accollarsi anche queste spese, facendole ricadere sulla comunità”. Mantovan ha infine richiamato chi vive e lavora a Porto Viro al rispetto delle regole e della comunità. Il sindaco ha ringraziato anche i cittadini e l’opposizione per le segnalazioni e la disponibilità a collaborare: “Su temi come decoro, pulizia e sicurezza non devono esistere divisioni: l’interesse di Porto Viro viene prima di tutto”.