Merida-Tien, Mensik-Shelton, Jodar-Fils e Darderi-Nakashima gli accoppiamenti del torneo canadese 

Pellegrino Dell’Anno

10 agosto – 22:44 – MILANO

Il futuro sta arrivando. Non è un tentativo di parafrasare il motto della casa Stark nella saga de “Il Trono di Spade” (“l’inverno sta arrivando”), ma l’evidenza dei fatti ora che si è giunti ai quarti di finale del Masters 1000 di Montreal. L’Open del Canada, privo dall’inizio di Sinner, Alcaraz e Djokovic, dopo aver subito la perdita immediata di Zverev e Auger-Aliassime, avrà in ogni caso modo di fregiarsi di un primato: è infatti il primo Masters 1000 ad avere ai quarti di finale tutti giocatori nati negli anni 2000. Nel 2009 era stato il primo (finora unico) torneo di categoria a schierare a questo punto del torneo tutte e otto le prime teste di serie. Diciassette anni dopo, per quanto ci sia un tasso di nobiltà meno elevato, verrà comunque scritto un pezzettino di storia. Partendo dall’alto, questi sono gli accoppiamenti, con una probabilità dell’85% circa di incoronare un nuovo campione 1000 (gli unici due già vincitori, Mensik e Shelton, si incroceranno ai quarti): Merida-Tien, Mensik-Shelton, Jodar-Fils e Darderi-Nakashima. C’è anche una spruzzata d’azzurro quindi. 

tricolore—  

Luciano Darderi sta vivendo la stagione migliore della carriera, e dopo la prima semifinale 1000 a Roma, è arrivato anche il primo quarto di categoria sul cemento. Si tratta del decimo stagionale, nessuno come lui, per Luli, una dimostrazione di poter essere competitivo anche lontano dalla terra battuta. Arriva dopo una bella vittoria contro Borges in rimonta, e affronterà il “veterano” degli otto rimasti. Brandon Nakashima, cresciuto su campi di questo tipo, è infatti il più anziano, classe 2001, 25 anni compiuti lo scorso 3 agosto. Per lui, n.31 al mondo, si tratta del primo quarto di finale a questo livello, secondo per l’italiano che potrebbe diventare il terzo azzurro nelle ultime quattro edizioni ad arrivare in semifinale in Canada, dopo Sinner nel 2023 e Arnaldi nel 2024. Ma la concorrenza, specie dal suo lato, è oltremodo agguerrita. 

pericoli—  

Il quarto di finale più attraente, da un punto di vista di gioco e prospettive, è infatti senza dubbio quello che incrocerà il vincente di Darderi-Nakashima, tra Rafael Jodar e Arthur Fils. Classe 2006 e 2004, entrambi stanno vivendo una stagione di altissima qualità. Lo spagnolo ha scalato le gerarchie clamorosamente, iniziando il 2026 al n.150 al mondo e arrivando ora a un passo dalla top 10. Con un tennis che sul cemento sembra funzionare anche meglio che sulla terra. Il francese è invece l’unico giocatore in stagione, insieme a Sinner e Zverev, ad aver raggiunto almeno quattro quarti di finale 1000 nel 2026. Al netto dei problemi fisici è un giocatore da tenere sempre d’occhio, tanto sulla terra quanto sul cemento, dove ha raggiunto la semifinale a Miami lo scorso marzo. Sarà il terzo incrocio con Jodar, che ha vinto il più recente a Washington dopo aver perso il primo in semifinale a Barcellona. 41 anni in due, il quarto di finale più giovane e con il giocatore più giovane ancora in gara, vale a dire Jodar. Match più interessante, per quanto gli unici ad aver già vinto un Masters 1000 si trovino nella parte alta. 

conferme—  

Ben Shelton è il campione in carica del torneo, classe 2002 e ultimo top 10 rimasto. Affronterà Jakub Mensik, 2005 e vincitore al Masters di Miami 2025, appena 19enne. Una sfida tra grandi battitori, che può essere anche vista come una semifinale anticipata visto che l’altro quarto della parte alta, che comunque oppone due giocatori che non vanno oltre i 21 anni, è il più sorprendente. 20 anni per Learner Tien, 21 per Daniel Merida Aguilar, che di recente ha vinto il primo titolo sulla terra di Umago, e ora giocherà il primo quarto di finale della carriera in un Masters 1000. Mentre per Tien potrebbe essere la definitiva conferma, secondo approdo a questo livello dopo Indian Wells a inizio anno, quando perse contro Sinner. Comunque vada a finire il torneo, al netto delle rinunce e dei problemi vari, indubbiamente rimane il primo passo di un avvicinamento alla nuova era per il tennis. Con tre membri della top 5 nati negli anni 2000, e ora anche l’arrivo in fondo ai tornei più importanti tutto per giocatori di questa età, la via sembra tracciata. Non solo dai Sinner e dagli Alcaraz, ma anche dai Merida e dai Nakashima, con Darderi a tenere alto il tricolore.